Storie di sovversivi, migranti ed erranti sottratti alla polvere / 4
Di certo non ho mai cercato eroi, ma i protagonisti della letteratura e i personaggi della storia mi sembrano soldi di cacio. Napoleone, Churchill, gli Oriazi e i Curiazi… Gente che è esistita solo nei sussidiari scolastici. Non parliamo poi dei campioni della mitologia.Voi mi direte: ma la rabbia del pelide Achille? Ed io vi rispondo con l’incazzatura dello scarlinese Angiolino Bartolommei, che di fronte ad un prete che gli propose di vendere i suoi amici lui, cuore adamantino, offeso nel suo intimo candore, rispose a rivoltellate.Vi entusiasmate per le avventure di Castore e Polluce? Non avete mai visto in azione i fratelli Ancarani di Grosseto, che ai primi del secolo ne fecero di fatiche: Ettore che nel 1906 ai ponti di Badia, presso il padule di Castiglione, tronchicciò due gosti che si permettevano impunemente di sventolare la bandiera sabauda, mentre il fratello Paolino prima massacrò di tonfi una guardia e poi tornò all’ospedale per finire il lavoro… Duri abbastanza?
No, obiettate, non vi piacciono questi bruti. Volete storie bucoliche, volete miti che celebrino la vita agricola, l’onestà del sudore, il duro lavoro dei campi? Eccovi questo geniale seguace di Cerere, un altro Bartolommei, sempre di Scarlino, che al posto delle rape nell’orto sotterrava tubi di dinamite! Dopo questi crostini avete ancora fame di mitologia? Vi servo a puntino. Vi sciacquate ancora la bocca con l’assedio di Troia? E che dire di quello di Grosseto, quando la città fu presa dai fascisti ma i difensori si opposero con l’astuzia, e protetti dal buio, fingendo di essere della stessa razza degli assedianti, lavarono col sangue del nemico l’amaro suolo e nella loro sconfitta seco portarono l’odiato fascista? Altro che miti, altro che eroi, questa gente non esce dai libri: è esistita davvero. E allora: Domenico Marchettini, detto il ricciolo, il Maggiori, il Biancani. Ma anche il prete, il Civilini e l’Innocenti.Tutta gente con mani come badili e fegato grosso così. Gente come Antonio Gamberi, il poeta sovversivo e estemporaneo che inventava stornelli a braccio e che di rima in rima, d’ottava in ottava, tra contrasti arresti e scazzi si fece tutte le strade da Tatti a Bruxelles; gente come Chiarone Mori, che visse dodici anni latitante nella macchia, ricercato dai carabinieri, e che mai si perse le feste in paese. Gente come Umberto Lanciotti. Insomma, che dire di loro? Ovviamente, che in pubblico non erano oggetto di stima, ma erano temuti.
Di seguito stralci da un’intervista con una persona amica di Umberto Lanciotti. So che hai conosciuto Umberto Lanciotti, quando lui era ormai anziano. Puoi dirmi qualcosa di lui, cominciando magari dalle sue origini. Lui non era di queste parti, è arrivato a Follonica in vecchiaia, vero? Si, lui era originario di Ascoli.Veniva da una famiglia, per quel che mi ricordo, della piccola borghesia, sognavano di fargli fare il capostazione o l’impiegato ferroviario, erano ascolani. Il padre credo fosse proprio impiegato alle ferrovie. Lui aveva studiato a quelle che erano allora le commerciali, non credo che si fosse diplomato. Si è trovato alla vigilia del militare… lui era influenzato all’epoca dalla campagna antimilitarista che era molto forte. C’era stato nel ‘12 il fatto di Masetti, Masetti aveva sparato a quel colonnello in relazione alla continuazione della guerra di Libia, no? e c’erano comunque nello stesso periodo, nel ‘13, tutte le questioni legate alle proteste contro le compagnie di disciplina. Umberto era sicuramente influenzato da queste campagne, queste cose le ricordava, ricordava con chiarezza Masetti che mi pare mi abbia anche detto di aver conosciuto. Quando si è trovato alla vigilia del militare… sai il militare durava allora due o tre anni, ora non ricordo bene… però gente che andava al militare stava via anni, tornavano e il mondo era cambiato… e decise di farsi renitente alla leva, e decise di scappare dall’Italia perché la renitenza alla leva comportava la carcerazione. Umberto lasciò l’Italia mi sembra nel ‘13, intorno ai 19 anni.
Sono nato a Forano Sabina, ma fin dai primi anni, seguendo la sorte di mio padre, mi trasferii con lui a Sassofortino, dove rimasi fino all’età di 19 anni. Nel 1913 emigrai per la Francia… giunto in Francia, e recatomi a Le Havre, m’imbarcai per il Nord America, pervenendo in tal modo a Scranton (Pennsylvania). Mi occupai in una miniera e in una raffineria di carbone, ma il lavoro era così pesante che io, dopo appena tre mesi, dovetti abbandonarlo… mi diressi a Detroit, Michigan. Ivi rimasi fino al 1918, lavorando in varie fabbriche di automobili. Alla fine del 1918, essendo rimasto a Detroit senza lavoro, me ne allontanai, dirigendomi a Cleveland, Ohio. Ivi rimasi fino al luglio del 1920, lavorando, ora in una fabbrica di automobili, ora in un’altra, e persino in una trattoria… Nel luglio del 1920 mi diressi a New York dove mi fu possibile imbarcarmi come cameriere a bordo del piroscafo “Andrea Costa”, adibito al trasporto delle merci da New York a Genova.
Come scappò, e da dove? Andò via dall’Italia con una nave a vapore che trasportava carbone, la Garibaldi, trovò un imbarco clandestino, partì da Genova e fece il viaggio sottocoperta clandestinamente. Raccontava di questo viaggio terribile, un caldo spaventoso… Un viaggio lungo? Un viaggio credo di un mese, un mese e mezzo. Mi sembra, perché poi sai, i ricordi… Fu aiutato in questa vicenda da un cameriere. Perché tra i camerieri c’era un discreto numero di sovversivi, come tra i marinai, del resto, perché i marinai prendevano contatto nei porti, nelle località di sbarco, con gruppi che si formavano… pensa a posti come Barcellona o Marsiglia, o ai porti americani. E lui fu aiutato da un cameriere o da un marinaio, o forse dall’uno e l’altro, ora non ricordo… e comunque riuscì ad arrivare in America. So che in America ha fatto ogni tipo di mestiere, principalmente il cameriere, però anche l’autista e l’operaio per un certo periodo. È stato in America che ha incontrato Nicola Recchi, con cui è stato amico per tutta la vita. Ha lavorato in varie città americane, sia all’est che all’ovest, ma anche all’interno… ricordava queste cose. Lui è stato negli Stati Uniti sino al ‘19 o all’inizio del ‘20 questo te lo dico per certo. Ci sono in questo periodo fatti su cui era più reticente… alcuni di loro intervenivano dove gli scioperi erano più difficili, dove la resistenza padronale era più forte… non dimentichiamo poi che la situazione era pesante per gli anarchici americani, nel ‘16 ci fu l’affare di Tresca… sognavano di condannarlo a morte.
Quindi lo scontro fu frontale… quindi ci furono degli interventi dissuasivi con mezzi non propriamente ortodossi. Raccontava un episodio che all’inizio non avevo nemmeno capito… poi mi ci veniva da ridere.. parlava di Recchi e diceva che Recchi aveva perso la mano durante un “lavoro” e io pensavo, che ne so, ad un lavoro di muratura, o in qualche fabbrica. E invece era un attentato dinamitardo! Loro i muri li tiravano giù, no su… E già. Di questi fatti non parlava granché. Mi ricordo che lui diceva che era stato fermato nel ‘19 o nel ‘20, perché dopo l’ingresso degli Stati Uniti nella Prima Guerra Mondiale ci fu un’ondata furibonda contro gli immigrati, e in particolare gli immigrati antimilitaristi. Gli USA, dopo l’affondamento della Lusitania, entrarono in guerra a fianco dell’Intesa e naturalmente le posizioni dei gruppi contrari alla guerra furono duramente perseguitate. In questo contesto si collocano gli arresti di numerosi esponenti del movimento anarchico. Umberto ricordava appunto di essere stato arrestato e di essere stato deportato in Italia, ma non immediatamente, dopo una certa permanenza in carcere. Nello stesso periodo erano stati forzatamente mandati in Italia Galleani, Sartin, etc. Quando lui arriva in Italia, mi sembra, mi pare arrivi nel ‘20, credo partecipi agli ultimi fuochi del biennio rosso, nelle Marche.
Le uscite precedenti
Potassa: storie di sovversivi, migranti, erranti, sottratti alla polvere degli archivi di Alberto Prunetti
Collana Margini
104 pagine
ISBN: 88-7226-828-1
Il libro su Libera Cultura.
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