Economia, crisi e recessione: l’avidità paga
(A proposito della situazione finanziaria internazionale e delle sue ripercussioni, il testo che segue è il resoconto di una serata a cui Gian Luigi le Divelec, autore di Va’ dove ti porta il promotore, ha partecipato lo scorso 18 novembre ho tenuto. Si tratta di un dibattito tenuto presso il Caffè Letterario Giubbe Rosse di Firenze sul tema “L’Avidità paga”. Il contraddittorio era con Giulio Cesare Pacenti>, autore del libro Iena Ridens - l’evoluzione della specie. Il testo degli interventi è quanto è stato anche registrato e registrati dove GCP sta per Giulio Cesare Pacenti e Gian Luigi è il nostro autore.)
Sicuramente il “particolare” come avrebbe detto un nostro illustre concittadino (Guicciardini) è di gran moda, anche nella nostra società iper evoluta, l’avidità e l’egoismo rappresentano due della forze più persistenti che pervadono la maggior parte delle iniziative umane. Tornando quindi alla domanda di partenza l’avidità paga si o no? Il buon senso, corroborato anche da una buona dose di cinismo, suggerirebbe no! Del resto un signore di nome Adams Smith (non certo una suora di carità), parlava addirittura di una mano invisibile capace di tenere a freno l’avidità eccessiva degli operatori del mercato, questo noto economista (pure Scozzese di origine), considerava un atteggiamento eccessivamente unilaterale ed egoista improvvido e sciocco! Ma la storia odierna, con i suoi fatti di cronaca, vedi il fallimento della Lehman Brothers ed il crollo delle borse, ci pone nuovamente davanti la fatidica domanda a cui questa sera proveremo a dare qualche risposta prendendo spunto da due libri, che pur nascendo da esperienze differenti, giungono grosso modo alle stesse conclusioni.
Gian Luigi. Molto volentieri ho aderito alla richiesta dell’amico Giulio Cesare di discutere del suo libro Iena Ridens - l’evoluzione della specie perché quando 30 anni fa ho cominciato questo mestiere ci chiamavano Consulenti finanziari e Giulio Cesare è un Consulente aziendale. Poi la legge 1/91 ci ha etichettato come Promotori Finanziari e non ci piaceva. In realtà, dovendo per legge avere un monomandato da parte di una banca o SIM, eravamo etichettati come venditori di prodotti finanziari. Nel mio libro Va’ dove ti porta il promotore, apparso all’inizio del 2007, arrivo alla conclusione che il promotore deve diventare di nuovo un consulente finanziario e il decreto MIFID, entrato in vigore il1 novembre 2007, lo ha confermato.
GCP. Ormai la parola consulente fa da suffisso a molte professioni, tutti sono diventati consulenti, anche se a questo proposito è giusto fare dei distinguo in quanto GCP era un consulente di direzione, ossia apparteneva alla casta più nobile e per dirla come avrebbe detto Huxley , l’autore del romanzo :Il mondo Nuovo, rappresentava un vero Alfa Plus, ossia apparteneva al gruppo con più alta intelligenza. Dobbiamo ringraziare la mente di questi personaggi se ieri sera, comodamente seduti nella poltrona del nostro studio ,abbiamo potuto controllare se il bonifico che tanto attendevamo è finalmente giunto nel nostro conto! La gran parte del mondo che ci circonda è frutto della mente di questi intelligenti ed arroganti personaggi!
Gian Luigi. Ambedue, lui più giovane io più vecchio, avendo operato a lungo nella società dell’abbondanza, tesa a soddisfare ogni più riposto desiderio, anzi orientata a crearne di sempre nuovi, arriviamo alla conclusione che siamo arrivati ad un punto di svolta. Il successo individuale, professionale ed economico a tutti i costi come unico obiettivo non è più attuale. Ci hanno stimolato da sempre in questa direzione. E chi non lo raggiungeva era un fallito. Se ancora non ci si capacita che davvero esiste un limite (materiale, non morale) agli appetiti umani, alla rincorsa nevrotica ad un companatico tanto ingente da far collassare anche il pane, forse è il caso di rileggersi Pinocchio. Laddove, nell’agguato finanziario teso dal Gatto e la Volpe, il gioco si regge sulla credulità sconfinata di Pinocchio, che affida i suoi tre zecchini residui a chi gli promette di moltiplicarli a dismisura seminandoli nel Campo dei Miracoli.
GCP. Uno dei temi centrali del dibattito è proprio se sia giusto inseguire una crescita infinita del PIL, o se volete parafrasando Collodi, se il campo dei miracoli esista oppure no! Giovanni Carlo Perrone pensava di sì e con lui tutti gli ortodossi del sistema. Il nostro modello economico, poggia sull’assunto che il sistema si deve espandere, deve crescere, il rallentamento del PIL è visto da tutti come una terribile disgrazia. Insomma chi si ferma è perduto! Questo poteva essere giusto in passato, ma oggi palesemente si sono superati i limiti ecologici che il nostro pianeta è in grado di supportare. Per questo è bene cominciare a riflettere su come possiamo “depilarci” in armonia! Forse è giusto cominciare a riflettere su come costruire un’economia dell’equilibrio, dove lo sviluppo non sia misurato solamente dal numero di tonnellate di petrolio consumate!
Gian Luigi. Andiamo verso la recessione: quanto sarà profonda e lunga? Credo che nessuno può prevederlo, perché questa è una vera crisi di sistema e non ciclica. “La carestia è un momento buio e difficile, che però deve essere colto come stimolo per ripensare all’organizzazione delle cose”. Cito il mio amico Giulio Cesare. Che cosa vuol dire ripensare l’organizzazione delle cose? Ripensare il nostro stile di vita. Riflettere sui problemi che questa società dell’abbondanza ha creato al nostro pianeta, all’ambiente degenerato, all’enorme divario che esiste tra chi ha anche troppo e chi non ha niente. Non si tratta di beneficenza o solidarietà, ma di progettazione di un mondo diverso perché se ciascun individuo, i nostri figli, i nostri nipoti vorranno sopravvivere non si potrà prescindere dalla soluzione globale di queste problematiche.
GCP. Personalmente reputo che ogni cosa abbia un suo aspetto positivo, ed anche una grande crisi come quella in cui siamo entrati possieda al suo interno molti lati positivi. Un mio grande maestro diceva che sono le casse vuote che fanno il cambiamento, la recessione in atto può dunque essere una grande opportunità per rivedere completamente l’organizzazione della nostra economia! La nostra società poggia su dei concetti ormai superati dalla storia, ma nonostante tutto ciò ci illudiamo che con una piccola “aggiustatina” tutto tornerà come prima. Il tema vero è che ancora, almeno in Italia, la storia non ci ha presentato il conto come invece accade all’interprete di Iena Ridens, dobbiamo però fare molta attenzione perché quando questo avverrà, non potremo rinviare il pagamento!
Gian Luigi. La crisi all’origine ha avuto la creazione di strumenti fittizi nel campo finanziario e si è poi inevitabilmente estesa alla produzione di beni reali, perché la sovrapproduzione di questi ultimi era alimentata da una domanda eccessiva a sua volta innescata dalla facilità di credito, che di colpo è andata in corto circuito proprio per il collasso degli strumenti finanziari fittizi sopraddetti. Si era arrivati alla convinzione che tutto potesse essere acquistato a credito e che questa fosse la vera società del benessere, tanto che anche paesi in via di sviluppo volevano andare verso di essa.
GCP. Erich Fromm nel 1964 nel famoso libro Avere o Essere evidenzio uno dei capisaldi della società consumistica, ossia “le persone sono cosa possiedono”. Dal momento che le persone scelgono sulla base della pubblicità, ne consegue che le stesse sono la sommatoria degli spot a cui sono stati sottoposti. Gli uomini senza rendersene conto, affidano la loro identità a dei prodotti che parlano al posto loro, ossia ( più o meno), la personalità della gente è un collage di emozioni ed identità inventate da altri! Siamo a tutti gli effetti in una società popolata di “personaggi in cerca d’autore”, dove consumare è il grande mantra ed il consumo il grande balsamo per una umanità che non conosce più il mestiere di vivere!
Gian Luigi. Attualmente vi sono studi e ricerche frutto di iniziative individuali in merito ma dovranno diventare programmi pubblici sostenuti da tutta l’opinione mondiale. Dovremo e potremo ripartire su questi nuovi progetti: fonti alternative di energia, riciclaggio delle materie prime, valorizzazione dell’agricoltura nei paesi sottosviluppati, scuola e formazione dei giovani, finanza basata su esistenza reale di capitali.
GCP. Terminando questa riflessione sul tema dell’avidità , è giusto ricordare, che effettivamente nel volgere di pochi mesi siamo passati da un petrolio dal costo stratosferico (circa 150 Dollari) ad un valore di questa preziosa risorsa più che dimezzato, peccato però che il petrolio sia quasi finito e fare finta che questa risorsa sia invece illimitata è sicuramente un comportamento sciocco e miope! Il problema del modello di società che vogliamo instaurare è nostro come singoli non solamente di chi ci rappresenta al governo. In una società che ha nel mercato il suo nume più grande, sono proprio i nostri comportamenti come acquirenti che condizionano di più di un referendum!
Va’ dove ti porta il promotore - Tutto quello che c’è da sapere su consulenti e promotori finanziari e che nessuno vi ha mai detto in un romanzo dalla parte del consumatore di Gian Luigi le Divelec
Collana Eretica
152 pagine
ISBN: 88-7226-957-1
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Ieri sera ho ricevuto una mail tramite una newsletter cui sono iscritta. L’oggetto della mail in questione era: Baraghini va a casapound? Boicottiamo stampalternativa. Quella della prossima visita di Baraghini ai nazifascisti è una notizia che mi stupisce relativamente. Questo tendere la mano a chi alla cultura e alla coscienza non ha mai dato nulla, rientra nel percorso di quel manager travestito da vietcong che è diventato Baraghini. Io sarò una compagna all’antica, e continuo a sostenere che dai neonazisti non si va, che i neonazisti vanno esclusi da questa società, che già fa acqua da tutte le parti, anche senza la loro presenza.
sul tema c’e’ oggi una replica di marcello nella sua lettera 22, dove chiarisce un punto sostanziale:
“Le polemiche che ho letto in rete in questi giorni non rendono merito non a me, ma a decine di autori che con la casa editrice che dirigo hanno pubblicato: persone intellettualmente oneste, onestamente incazzate, rabbiosamente resistenti.”
aggiungo che al di la’ di scelte personali condivisibili o meno, da quasi 40 anni stampa alternativa in italia e’ stata e rimane simbolo e pratica di cultura libera e libertaria, antiregime e controcorrente - basti scorrere anche il catalogo piu’ recente, come ricordato nella suddetta “lettera 22″
si fa davvero in fretta in italia a lanciare campagne di boicottaggio contro chi fa cultura indipendente, da solo o quasi, in un mercato a dir poco ostile, contro piccole imprese che a dentri stretti danno comunque lavoro a un nugolo di persone (tra redazione, amministrazione, grafici, magazzino, etc.), contro amici e compagni che ogni giorno producono cultura e movimento alternativo, prove alla mano
tutto cio’ e tutti costoro, il patrimonio collettivo e la memoria storica, il futuro stesso della resistenza culturale in italia - vengono immediatamente dimenticati, spazzati via, “boicottati”, per questa posizione individuale e personale presa da marcello: e’ questo che si propone, davvero?!
vorrei vedere le stesse newsletter andare in giro e la stesso invito al boicottaggio delle case editrici, quelle di regime, quando ben altri individui legati a questo o quel clan culturale o editoriale fanno certe mosse…
Gentile signor Parrella, non mi accusi indirettamente di ingratitudine e non mi faccia la morale: non sono nata ieri. Quest’esecrabile e scriteriata scelta di Baraghini non è un fatto isolato, ma va ad aggiungersi -su un altro piano- ad altre scelte compiute dal nostro in tempi recenti (come quella di sostenere lo stato di Israele all’ultima fiera del libro di Torino, o come quella di impedirmi -assieme al suo amicone Bianciardi- l’accesso al blog di riaprirelafiamm… ehm, riaprireilfuoco per le mie idee, ma soprattutto perché sono una trans: queste non sono cose da compagni, converrà con me, suppongo). Stia tranquillo, le case editrici di regime io le sto boicottando da una vita, a me interessa la cultura intesa come coscienza; e quanto a S/A ho avuto in regalo una copia del “Fuorigioco” l’anno scorso, quando Bianciardi e Baraghini facevano finta di essermi amici. Poi più nulla: a me non interessa la saggistica, io ho bisogno di nutrimento per il cuore, non so che farmene di teorie, dati, statistiche, ecc. In definitiva, la scelta di Baraghini è orribile. I nazisti vanno isolati: se adesso escono fieri per le strade col braccio teso e a gridare “duce, duce” è proprio perché molti in tempi recenti hanno loro dato confidenza e possibilità di esprimere il loro nulla. Come sono lontani i tempi in cui gli intellettuali deridevano il fascismo, il Ventennio, le camicie nere, e insegnavano a disprezzarli…
“LA NOSTRA PIETA’ PER LORO SIGNIFICHI CHE TUTTI GLI UOMINI E LE DONNE SAPPIANO VIGILARE PERCHE’ MAI PIU’ IL NAZIFASCISMO RISORGA.” (Frase conclusiva di una delle lapidi commemorative per l’eccidio di Marzabotto)