Le veline di Mussolini: le note di servizio
Il Ministero della Cultura Popolare comunicava le sue disposizione alla stampa con le note di servizio definite, tra gli “addetti ai lavori”, veline. Queste, il cui contenuto era strettamente riservato e che venivano chiamate così dal tipo di carta su cui erano battute a macchina in più copie, venivano inviate, più volte al giorno, ai direttori dei giornali dal Ministero della Cultura Popolare con precise direttive sullo spazio da dedicare alle notizie e alle fotografie da pubblicare. In questo modo il Ministero della Cultura Popolare esercitava un’azione di controllo e di censura su tutto il tessuto socio-economico del Paese.
Si stava realizzando quello che era stato auspicato da Mussolini il 10 ottobre 1928 quando, parlando ai Direttori dei giornali italiani, aveva detto:
Il giornalismo italiano è libero perché serve soltanto una causa e un Regime; è libero perché, nell’ambito delle leggi del Regime, può esercitare, e le esercita, funzioni di controllo, di critica, di propulsione…
Le veline di Mussolini - Le espressioni ‘occhi bellissimi’ sono eccessive e bisogna evitarle a cura di Giancarlo Ottaviani
Collana Euro
32 pagine
ISBN 978-88-6222-047-7
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