“Terremoto a Tirana”: il romanzo della Storia / 1

Terremoto a Tirana - Intrighi, amori e spie al crollo del comunismo di Serena LucianiNon sono pochi gli esempi, in letteratura, di racconti e romanzi ambientati nel mondo diplomatico. Quasi sempre, gli autori ne fanno parte. Per restare nei Balbani, abbiamo nel ‘900 due esempi molto diversi: Il fischio al naso di Lawrence Durrell (cui si fa riferimento in Terremoto a Tirana), è un racconto satirico sull’esperienza dell’autore come diplomatico a Belgrado fra le due guerre. La cronaca di Travnik del grande Ivo Andric è un romanzo ambientato in Bosnia nell”800. Se Durrell illumina con leggerezza vizi e pregiudizi dell’ambiente, Andric catapulta un console e un viceconsole francesi in quel guazzabuglio di comunità diverse che allora convivevano: serbi, croati, ebrei, turchi. Ne esce potente il quadro dell’incontro-scontro fra Oriente e Occidente, con le sue reciproche incomprensioni.

Questo romanzo di Serena Luciani si basa liberamente ma in modo vissuto e documentato sulla sua esperienza come direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura a Tirana negli stessi anni in cui si snodano le vicende narrate, anni speciali, dal 1989 al 1991, nei quali giunge a compimento l’esperienza del comunismo nei Paesi dell’Est europeo. Purtroppo, nel sangue in Romania e Jugoslavia. Per fortuna, in modo sorprendentemente pacifico negli altri. Attraverso la coralità dei personaggi il romanzo apre interrogativi più che fornire risposte, evitando così un giudizio manicheo, che non si addice all’opera d’arte e men che meno a un’esperienza che non ha conquistato ancora la giusta distanza per un giudizio storico definitivo.

Anche questo è un romanzo della Storia (come ho proposto di definire le opere in cui la storia non si limita a fare da cornice ma diviene soggetto e oggetto della narrazione). Non c’è dubbio poi che, come dice un personaggio, i Balcani siano una grande teca narrativa in cui abbondano storie e leggende: il romanzo se ne nutre rivendicandone l’utilità per la comprensione della natura umana più profonda. L’impatto tra persone di culture diverse genera confronti drammatici, talvolta grotteschi. Superbia delle nazioni ricche verso le più piccole e povere, pregiudizi e razzismi reciproci ne sono il fondamento e il risultato.

Anche se la narrazione segue gli avvenimenti internazionali dalla prospettiva di Tirana e non di Mosca, Praga o Berlino, ciò, lungi dall’essere riduttivo, risulta illuminante, sia dell’esperienza comunista in generale che delle peculiarità albanesi. Paese sconosciuto fino a pochi anni fa, la piccola Albania: io stesso ho scritto di Mediterraneo senza toccare i porti di Durazzo e di Valona, l’isola di Seseno e i promontori dei Karaburun. Per questo nel 2000 mi misi in viaggi spinto più del solito dalla curiosità, assieme ad altri scrittori e giornalisti italiani inviati dal Premio Grinzane Cavour. I contrasti fra casupole e palazzi governativi erano molto forti, ma si cominciava a ricostruire, dopo le gravi crisi post-comuniste, le “piramidi” finanziarie e la guerra civile del ’97. Oggi, mi dicono, Tirana è molto cambiata, grattacieli sono sorti ovunque e al posto del grigio delle case dell’epoca comunista il sindaco (comunque comunista) ha voluto far spennellare ogni sfumatura di colore sugli intonaci delle facciate.

Terremoto a Tirana – Intrighi, amori e spie al crollo del comunismo di Serena Luciani
Collana Eretica Speciale
408 pagine
ISBN 978-88-6222-044-6

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