Alla scoperta del territorio etrusco

Giganti etruschi: Storia e leggende dei figli della terra di Giovanni FeoPer chi si occupa concretamente di materia etrusca è d’obbligo una domanda: il territorio etrusco delle origini, l’area rupestre e vulcanica con epicentro il lago di Bolsena, conserva ancora le sue particolari qualità e caratteristiche? Dal punto di vista fisico e geologico, sicuramente. Dal punto di vista monumentale e ambientale i luoghi etruschi che oggi sono visitabili sono dimezzati rispetto a quelli che si potevano vedere vent’anni fa. Abbandoni, crolli, negligenze, degrado sono aumentati in modo preoccupante.

I grandi monumenti e parchi etruschi – l’Ara della Regina, il Labirinto di Porsenna, la Grande Ruota di Grotta Porcina, Norchia, Castel d’Asso, le necropoli rupestri e le vie cave della Maremma collinare – sono solo alcuni dei siti abbandonati al degrado e al saccheggio. Se non si crea una radicale inversione di tendenza, rischiano di rimanere in piedi, nei prossimi cinque anni, soltanto le “bufale” etrusche. Che non sono i bovini maremmani, ma quei desolati e grigi “parchi archeologici” (a parte le eccezioni come quella di Cerveteri) dove, cancellata ogni traccia di natura, che è invece scenario necessario e significativo, dove, alzate orrende strutture di cemento e metallo, dove, steso il ghiaino sui sentieri con accanto cartelli “didattici”, si sono snaturati il significato, l’estetica e la specifica identità dei luoghi e dei monumenti.

I luoghi etruschi, in origine, furono scelti e frequentati in ragione di qualità ambientali: orientazione, visuale panoramica, presenza di acque, vento, alberi, altitudine, tipo di roccia e molti altri elementi tra i quali alcuni ancora da comprendere.

L’intento della ricerca intrapresa da chi scrive è sempre stata la conoscenza del territorio etrusco, sul quale ho camminato per circa trenta anni con piacevole ostinazione, cercando di comprendere con la mia testa e la mia sensibilità quello che nei libri viene omesso o presentato come banale o incomprensibile. Misteri etruschi: altari, labirinti, cunicoli, pozzi, vie cave, solchi di carro e tante opere scavate, tagliate e modellate nella roccia vulcanica per finalità che spesso intuiamo, ma che forse ebbero una funzione di tutt’altro tipo.

Dopo anni di ricerche e comparazioni una delle ipotesi iniziali appare confermata: nella società etrusca ebbe preminenza una casta sacerdotale e al tempo stesso regale, le cui “arti” operative erano state tramandate in via tradizionale da un’epoca remota. Forse dal periodo neolitico (come anche sostiene M. Gimbutas in Le dee viventi). Quello etrusco è un patrimonio straordinario perché collegato alle nostre origini.

Le conoscenze e “arti” operative etrusche erano raccolte in un insieme unitario, un corpus, chiamato dai romani “Etrusca Disciplina”, dove scienze funzionali e religiose formavano una “scienza sacra”. Osservazione empirica e studio dei fenomeni naturali andavano di pari passo con un’attitudine di sacro rispetto, un vero e proprio culto della terra e del cielo. Al centro delle attività di aruspici, fulguratori, auguri, aquilices, ninfe e sacerdotesse oracolari si ritrovava l’universale attitudine operativa di tipo magico. Praticata in tutte le civiltà, nelle sue fasi più antiche è ciò che chiamiamo “sciamanesimo”. Sciamani, stregoni, uomini o donne di conoscenza, sacerdoti, taumaturgi lo si era per innate capacità o lo si diventava perché “chiamati” a scoprire il proprio destino. Così come ancora succede in Tibet o sulle Ande o in Africa. Questo tipo di “operatori” fu attivo nella società etrusca e ne fu anche a capo. Alla casta lucumonica appartennero le dinastie dei Tarquini, di Porsenna, dei Velimni e altre stirpi di re-sacerdoti.

Se non ci si accosta alla concezione religiosa, cosmologica e magica del mondo etrusco, i suoi luoghi e monumenti restano muti.

Sulle rocce e nei luoghi stessi è rimasto scritto molto più di quanto non si immagini. Vi sono chiare tracce di quelle “arti”, di quella scienza sacra che interagiva con l’ambiente e il territorio arrivando a carpirne i più reconditi segreti.

Nonostante gli scempi e il degrado, i luoghi etruschi parlano ancora, per chi sa e vuole ascoltare, e rivelano nascosi e dimenticati aspetti della nostra memoria e psiche collettiva, del tutto sorprendenti. È una parte di noi, la più antica, che sta riemergendo.

Giganti etruschi: Storia e leggende dei figli della terra di Giovanni Feo
Giganti etruschi: Storia e leggende dei “figli della terra” con DVD di Ebe Giovannini di Giovanni Feo
DVD allegato al libro
Collana Eretica speciale
104 pagine
ISBN: 978-88-6222-040-8

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>