Alice Banfi, amazzone di questo tempo
Ho conosciuto Alice Banfi, dopo aver letto per tre volte il suo romanzo autobiografico Tanto scappo lo stesso. Il testo e l’autrice sono una cosa sola… È difficile trovare una narrazione senza scrittura, una narrazione fatta di voce e di carne: lingua viva, lingua di madre con i segni del corpo e delle pietre.
Alice è una ragazza meravigliosa e si è data forza come le amazzoni che si bruciavano le mammelle perché pare che questa pratica desse loro maggiore forza al braccio che avrebbe teso l’arco. E Alice s’è procurata ferite secondo quell’atavica costumanza, per meglio prepararsi ad imbracciare l’arco. Per la sua guerra. E con una forza micidiale ha lanciato le sue frecce trafiggendo i corpi, la carne, i nervi di tutti quelli presenti a Pitigliano. Ha lasciato una traccia, un segno, un riso, una speranza.
I tatuaggi di Alice sono come i tatuaggi spiraliformi ritrovati ancora visibili (in alcune tombe in Cina e Kazakistan ) nelle facce e piedi mummificati di donne guerriero e sacerdotesse della Luna. Cosa ci ha detto Alice? L’essere umano ha la possibilità misteriosa di capovolgere il suo atteggiamento, di passare dall’egoismo, che è la norma della sua vita quotidiana, alla compassione; quando ciò avviene, egli agisce moralmente e, cosa rilevante, trova la sua felicità…
Alice si è sforzata e si sforza di fare ciò e se le è capitato tutto quello che le è capitato è perché ha annullato in sé la volontà che mira solo alla propria soddisfazione, è uscita fuori di sé, col pensiero, per partecipare del dolore altrui. E’ stato il suo modo di sottrarsi alla legge del dolore… Prendendolo di faccia, affrontandolo come una guerriera, con il suo arco e le sue frecce, alla ricerca della felicità e della passione comune. Non lasciamola sola. Significherebbe perdere la nostra guerra.
Alice ha tanta strada davanti a sé, la sua testimonianza, le sue denunce contro la contenzione sono un’armata di amazzoni sul fronte… che ha bisogno di un costante rifornimento dalle retrovie, di compagni e fratelli disposti a dare una mano in battaglia, come tanti e tanti che si fanno avanti, a partire da sua madre, Peppe dell’Acqua e Marcello Baraghini. Grazie a loro e ad Alice stessa, all’ex magazzino Giustacori a Pitigliano ho potuto imparare qualcosa.
Alice, in te grida una belva che sa di natura e foreste. Il tuo viaggio all’inferno è degno delle tue sorelle: Inanna, Ishtar, Astaroth, Anahita, Innari, Iside, Demetra, Cerere e Psiche. Ti sei calata dentro te stessa a far pace con la belva che ruggisce. Se non ti immergevi non avresti visto la morte ma neppure la vita. Per incontrare il mostro dentro di te, per affrontarlo, ti sei fatta sacerdotessa-guerriera del sangue e del figliare, selvaggia come le fiere e tenera come una lupa che allatta. In te le pulsioni vittoria sui guardiani.
Nel tuo tempio non hai scritto “onora il padre” ma sciami di delirio, uva e balli; nei luoghi aperti di foreste hai scritto: “conosci te stessa e gli altri”. Sacerdotessa della luna che danza sotto il cielo, donna tra le donne e gli uomini di questo cupo tempo, dei silenzi inflitti e delle parole addomesticate. Non più birra e pane nella solitudine, ma donna in cerca della terra, della madre e della vita, donna che vuole diventare donna, come acqua a spegnere sete e frescura nella notte. Con la paura che diventa parola concessa, possibilità senza il baratro dell’orrore.
Commenti
2 commenti to “Alice Banfi, amazzone di questo tempo”
Lascia un commento










Ho 38 anni, ho letto il libro di Alice perchè ho la sua stessa diagnosi “DISTURBO BORDER LINER DELLA PERSONALITA’”……..per questa diagnosi mia figlia Chiara di soli 5 anni mi è stata tolta..portata via una mattina da scuola e portata in una casa famiglia.Vivo in un paese in provincia di Roma..Marcellina…è un paese gretto…all’orizzonte cè Roma e la civiltà…ma..qui Dio si è fermato!Si è fermato alla mia infanzia e si è fermato a quel giorno di 3 mesi fa quando hanno portato via Chiara dalle braccia della mamma, prelevata a scuola, senza preavviso e portata a Rieti. Carabinieri a casa alle 3 del pomeriggio me lo hanno comunicato….non sapevo niente…Per la mia malattia mi è stata tolta la mia creatura ed io sono stata addidata come psicolabile, psicopatica stigmatizzata come la matta del paese e spedita a fare l’operatore ecologico!Ho fatto per anni l ‘animatrice per bambibi,italiani extracomunitari, bimbi Telecom , ho studiato allla facoltà di Psicologia!Ma per questa Diagnosi non sono stata legata ad un letto come Alice, masono stata isolata, umiliata,la scema, la matta del paese ho perso TUTTO…ho perso mia figlia!!…mia figlia mi manca terribilmente!!!!!!!Vivo sola e posso vederla solo un’ora il giovedi e telefonarle la sera ad orario!!!!!!!!Già la malattia è una croce, io ed Alice non siamo nate malate……l’ignoranza del mio paese natio ha fatto questo….e pensare che ho lavorato anche per il servizio sociale sin dal 99..e.nel 2011 il servizio sociale mi ha fatto questo bel dono!!!!!!!!!!!!Come direbbe Alice FORSE QUI QUALCUNO é PIU’ PAZZO DI ME!!!!!!Scalerò le vette più alte per riprendere Chiara!!!Non si può togliere un figlio alla mamma perchè affetta da “Disturbo border liner di personalità”:Mi piacerebbe conoscere Alice!So che ha una figlia ed ora vive felice con LEI!!!!!!!!!!Questo vorrei dalla vita poter crescere felice mia figlia Chiara!!!!!!!!Chiara è il mio dono,la mia RICOMPENSA!!!!Ciao Alice Rosanna Bassani