Meglio dietro: diario di una telefonista erotica / 2

Meglio dietro - Diario di una telefonista erotica di Rita MeliisHo smesso di prendere delusioni “a domicilio” per prenderle a casa: dopo la terza-quarta domanda capivo che il lavoro era di venditrice a provvigione. Ma qualcosa dovevo pur fare e visto che gli annunci “canonici” non andavano a buon fine, mi sono buttata sui famosi lavori “alternativi” che avevo cercato di evitare. Alternativi, ma non troppo. C’erano annunci di hostess nei locali notturni, con una paga giornaliera di centocinquanta euro. Ammetto di essermi lasciata tentare e ho chiamato. La risposta era “tranquillizzante”, almeno questo era il tentativo di chi stava dall’altra parte del telefono. Diceva che non c’era molto da fare, niente di impegnativo: “Devi solo essere carina con i clienti, li accompagni a bere, poi vedi tu”. Centocinquanta euro per fare solo questo? Oppure cameriera nei night club con vestiti sexy. Troppo.

L’ultima spiaggia per l’annuncio per operatrice telefonica del 166. Ma sarà la stessa cosa? Mi chiedevo. Anche la paga non era malaccio. Sui mille euro al mese. Onesto, pensavo. Manca il motivo per il quale ho deciso di raccontare l’esperienza: prendermi una rivincita verso il mondo del lavoro tanto ostile e verso “questo lavoro”, verso i titolati e anche verso gli utenti che probabilmente pensavano di parlare con ragazze capaci solo di assecondare voglie. È deciso. La mia ultima spiaggia era rispondere agli annunci di chi chiama il 166. Se mi dicono che non posso fare nemmeno questo, significa che sono alla frutta. Posso solo tornare a fare la cameriera in qualche ristorante italiano all’estero dove almeno pagano bene.

Faccio un numero, è un cellulare. Mi risponde una ragazza con accento spagnoleggiante. Non avrei saputo dire se era spagnola o sudamericana. Ammetto che l’accento della ragazza mi allarmò ancora di più. Dato il tipo di lavoro di cui si parlava, ascoltare la voce di una ragazza straniera mi faceva pensare che tante ragazze “in vendita” sono straniere. A questo punto non mi costava niente provare almeno a vedere di cosa si trattasse. Le dico che ho chiamato per l’annuncio su “Porta Portese”. Come prima cosa lei dibadisce che è un call center del 166. Groppo alla gola. Le chiedo un appuntamento per un colloquio e lei si dice disponibile. Fin qui niente di nuovo. Dal semplice tono della voce capivo di poter essere adatta per quel ruolo. L’incontro ci sarebbe stato la mattina successiva. Riaggancio, pentita di aver chiamato.

Possibile che debba andare a fare un lavoro così? Possibile che non si trovi di meglio? A chi lo dico? Alla mia famiglia di sicuro no. Sarebbe una vergogna troppo grande per loro. Quindi con loro, ammesso che inizi a fare questo lavoro, dovrò inventare qualcosa di credibile. Agli amici? Continuerebbero ad avere la stessa opinione di me se dico loro che faccio la puttana per telefono? Perché immagino che di questo si tratti. È già tanto umiliante. Comunque, vergogna o no, pagano. E se non chiedono niente di più che stare al telefono a dire cazzate, va tutto bene. Il dubbio è questo: che gli dico a uno che chiama il 166? Sarò capace o appena mi sente riaggancia?

Meglio dietro – Diario di una telefonista erotica di Rita Meliis
Collana Eretica
128 pagine
ISBN: 978-88-6222-038-5

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