“L’arte della gioia” e le mezze verità su cui dire due parole

Mario, il tuo appunto è ragionevole e soprattutto prezioso perché mi dà la possibilità di chiarire fino in fondo la vicenda meglio di quanto non sia riuscito fino ad ora. Angelo Maria Pellegrino, dopo il suo straordinario In transiberiana pubblicato senza contributi prima nella collana Millelire e poi in “Millelire Più”, mi sottopose il manoscritto di Goliarda Sapienza, “L’arte della gioia” per l’appunto. Non mi sfiorò il dubbio che non fosse straordinario e da pubblicare se non fosse che… si trattava di un manoscritto enorme tutto da digitalizzare e il solo costo di composizione – da sostenere molto prima della stampa e della messa in distribuzione – mi tagliava fuori: non avevamo quella cifra e non mi vergogno a dirlo. Paradossalmente (ma non troppo) fu la prova o la riprova della nostra libertà e indipendenza.

Pellegrino capì, da uomo intelligente e generoso che qualche volta è, e si offrì di anticipare quella cifra, rischiando naturalmente. Ribadisco che stiamo parlando di anticipare: chiaro il concetto? E gli andò bene perché rientrò presto di quella cifra attraverso i diritti di un regolare contratto di edizione e nel corso degli anni e delle numerose edizioni s’è portato a casa un bel gruzzoletto. Assolutamente meritato.

Che ora venga a dire una mezza verità – situazione molto peggiore per me di una grande bugia – mi fa solo pensare che il successo internazionale e l’edizione uscita per un grosso editore com’è Einaudi gli hanno fatto perdere quella generosità e sensibilità che gli riconoscevo. Che si goda pure la pioggia di quattrini che gli sta cascando addosso perché noi continuiamo imperterriti e tignosi a fare il mestiere dell’editore all’incontrario, come ci chiama la grande e straordinaria scrittrice contadina Luciana Bellini.

Commenti

9 commenti to ““L’arte della gioia” e le mezze verità su cui dire due parole”

  1. simonetta on luglio 24th, 2008 10:58

    caro marcello,
    penso a te da quando einaudi ha pubblicato il romanzo di goliarda sapienza, e ti penso incazzato e deluso per questo ennesimo spregio.
    come sai non amo la polemica applicata sempre e comunque, ma questa volta mi associo volentieri. perché conosco la storia del romanzo, conosco te e la tua casa editrice.
    e anche se in questo paese quasi nulla riesce più a stupirmi (per nefandezza), io mi indigno lo stesso.
    non conosco pellegrino e non è mio compito giudicarlo (se non come scrittore: il suo viaggio in transiberiana mi era piaciuto assai, mentre il plumbeo romanzo non era felicissimo), e sono consapevole che di molti tradimenti è lastricata la strada verso la gloria.
    riesco pure a comprendere i vantaggi che ottiene nel passare al grande editore, ma perché rinnegare una storia, e raccontare queste bugìe?

    per finire, ti dirò che più di pellegrino trovo deprimente lo stato dell’editoria e della critica italiane.
    a parte che einaudi non è più, almeno per me, un garante di qualità (se vogliamo essere cattivi, ha pubblicato anche carolina invernizio …), e che la potenza di fuoco del suo ufficio stampa tu nemmeno te la sogni, ma dov’erano tutti questi critici così ben disposti, quando il libro lo pubblicavi tu?
    non è che il romanzo sia migliorato, sempre quello è, nel bene e nel male. è solo il marchio, che fa la differenza? la domanda è scioccamente retorica.

    un caro saluto
    simonetta

  2. boris borgato on luglio 26th, 2008 10:17

    Sai simonetta, non è solo il marchio, ma è il complicato meccanismo del giornalismo italiano. Bianciardi mi chiamò per questa stronzata che combinò Repubblica, mi disse la verità, così distante dall’articolo, mi disse quanto ci era rimasto male Baraghini ed io capii da subito che, purtroppo, non si poteva fare molto. Nonostante questo mi impegnai con il Corriere della Sera perchè si desse un minimo di verità ai lettori, la risposta fu:”noi che correggiamo Repubblica? Ma se siamo fratello e sorella…” ed è vero, è quello che la gente non capisce, non capisce un giornalismo univocamente schierato, salve rare eccezioni.
    Repubblica è la stessa degli annunci FILO che pensò bene di far scontare a Baraghini questa sua battaglia sull’editoria a pagamento, e scelse il modo più “animale” possibile, fece passare la stessa Stampa Alternativa come editore a pagamento.
    Il Filo paga le inserzioni sui giornali, perchè è così che si mantiene la carta stampata in Italia. Un inserzionista vuole di conseguenza finire nel redazionale, nell’informativo e vuole che il medesimo redazionale, informativo, sputtani i suoi concorrenti, è un atto di forza, di attacco, di disinformazione: è pubblicità di seconda specie a danno del lettore.
    Aggiungi che in quei tempi gli avvocati di Stampa Alternativa stanno macinando il Filo in tribunale, capisci com’è breve arrivare a quell’articolo? A quelle conclusioni?
    Ma che delude non è tanto questo aspetto, piuttosto chi commenta:
    “Mi sembra di aver letto in un articolo di Repubblica che anche Stampa Alternativa abbia pubblicato a pagamento…che ne pensi Boris?
    Carlotta”
    Lo trovi qui: http://chiediloalvento.blogspot.com/2008/07/e-sul-filo-abbiamo-chiuso.html

    E allora capisci che la nostra è una battaglia one by one, di passaparola, contro mezzi mediatici che influenza un’intera generazione di sprovveduti, come vuoi combatterli?
    La resa, sembra quasi necessaria….
    Esta es l’Italia.
    Boris

  3. angelo on ottobre 9th, 2008 22:10

    sono in Francia anche per “inseguire” Goliarda Sapienza, mi sto gustando Le fil d’une vie pubblicato qualche mese fa da Viviane Hamy, sta sera un mio amico al telefono dall’Itlia, anzi, dalla Sicilia, mi diceva, dopo aver comprato la copia dell’Einaudi dell’arte della gioia, che voleva procurarsi la versione pubblicata “a sue spese” de L’arte della gioia, io gli ho detto di chiedere a quelli di Stampalternativa, anche perché pensavo che ci fosse stata solo una versione, quella che ho visto fino a qualche mese fa in libreria, collana Eretica, ma adesso ho capito che c’é un bordello legalpenoso e ci capisco poco, e non so se é il caso di chiedere se esiste ancora una versione de L’arte della gioia di Stampalternativa e se il mio amico potrà trovarla, magari vi contatterà lui, saluti da Dijon, angelo

  4. Maurizio Spagna on dicembre 1st, 2008 14:53

    BIVIO
    ( Poesia e pensieri su vie raggruppate )

    Ascolta in caso
    e casomai nella scelta
    ad un bivio,
    rifletti un “me ne vado”
    perché cinque secondi prima
    di addormentare la luce,
    replicherai
    ad ogni risveglio possibile-

    Ascolta
    la svolta
    perchè in sottovoce,
    al corteo della tua ombra…
    Ti affollerai privilegiando
    l’identità raggiunta-

    di Maurizio Spagna

    Si è consacrato
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    La cultura poetica in linea con la vita…
    Verso i nostri sogni riversi ma scritti per sempre-
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  5. Maurizio Spagna on dicembre 10th, 2008 14:01

    FIRMAVA PAROLE
    (Al di sopra della coscienza,un linguaggio speciale prescritto nel moderno)

    Come con te.
    Firmava e filmava
    L’effetto sgradevole
    Delle spiattellate parole
    Animate e riviste nel moderno:

    Nel disagio abituale delle abitudini,
    le scelte eretiche stanno conversando…
    Come con te!
    Nel disagio abituale delle ricchezze,
    Le scelte sciupate odorano di ribellione…
    Come con te!
    Nel disagio abituale dei profeti squadrati,
    Le scelte pronunciate sfregano il pregio…
    Come con te!

    NOSTALGICO

    Il tuo dolce disagio
    Firmava e filmava,
    Firmava e fermava
    Le primitive parole amanti;
    Come con te
    Concetti con te,
    Contrasti di spontaneità,
    Contesti poetici di parole,
    Incorporate nel firmamento filmato
    E impennate di fastidio nell’impensato…
    Come l’ultima scelta con te.

    A mia morale, a mia risonanza…per te PIER PAOLO PASOLINI.

    Con Maurizio Spagna
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  6. Maurizio Spagna on dicembre 27th, 2008 14:36

    Cantastorie
    …c’è l’occasione di scandire una poetica di significante verismo…

    Marciapiedi marini
    gli arbusti tropicali sono bastonati
    i ladri seguitano a sovrabbondare
    ma la città aperta…
    Perché dorme?
    I colori sono presenze per chi ama vivere
    il piacere non deve essere stretto
    troppo forte
    la capigliatura suona di entusiasmo
    le foglie sono sfoglie precarie del destino
    narrare riempie il tuo digiuno
    ma i pomposi col fiasco di vino…
    Perché dormono?
    Paesani e cantastorie
    miscugli di similitudini
    donna uomo al mattino
    uomo donna alla sera
    e tanto traffico di illusioni-
    Fiere e fieri cantastorie
    lentezze di parole incaricate
    dal profumo
    dal gironzolare
    e dalle spine indossate
    nel mistero di essere venuto…
    Ed avvenuto in fatto-

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  7. Maurizio Spagna on marzo 2nd, 2009 11:41

    LO STERMINIO
    …Ossa d ‘occhi nella tormenta…Fosse e luoghi dove le ali tormentano l’uomo…

    All’angelo piaceva
    Commemorare
    Le sfortune
    Dei deportati
    E lì,
    Lì su quei campi
    In sé
    L’incarnava
    Così come si sdegna
    La fortuna
    Su l’umida vergogna
    Di masse istintive ,
    Inumane , recidive
    E stragi di schiene missive
    Nella ricchezza di razza-

    All’angelo del progresso
    L’inserimento
    E le cicatrici
    Sono frustate di gas
    Lungo il cunicolo
    Del respiro,
    Lungo il bruciore
    Dello stomaco
    In conflitto…
    Con l’angelo del calore
    Cuore e colore-

    All’angelo del regresso
    Libri di carne
    Il servizio per distribuirne
    Le grida nei campi
    Con esequie informazioni
    Di un binario in crampi
    E l’orario infornato deiezioni-

    All’angelo impopolare
    L’altare per rileggersi
    La vita… e il suo vangelo-
    Alle vittime
    Dell’OLOCAUSTO,
    Adorno il mio Angelo-

    Da “Il cuore degli Angeli”
    di Maurizio Spagna-

    Maurizio Spagna
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    info@ilrotoversi.com
    L’ideatore, Scrittore e Poeta-

  8. Rileigh on agosto 26th, 2011 07:27

    Wow! That’s a rlelay neat answer!

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