Farmakiller: il verminaio dell’industria farmaceutica e dei camici sporchi
Nello Martini, direttore dell’Agenzia del Farmaco (AIFA), la vecchia CUF di Poggiolini e De Lorenzo, è stato sospeso dall’incarico. L’inchiesta è della Procura della Repubblica di Torino e riguarda i ritardi con cui l’Agenzia interveniva per modificare i foglietti illustrativi dei farmaci o per ottenere il ritiro dal mercato di farmaci killer (come lo spray nasale che ha ucciso un bimbo in Francia).
A difesa del direttore dell’AIFA, come al solito, interviene il sodale e onnipresente, Silvio Garattini, egli stesso componente sia della vecchia CUF, sia dell’attuale Agenzia. Basta leggere le carte dell’inchiesta e le intercettazioni telefoniche per comprendere la gravità dei comportamenti dei dirigenti dell’AIFA e il rischio per l’incolumità pubblica. Tutte le truffe di Farmacopoli e i criteri che portano i farmaci sui banconi delle farmacie sono al centro del libro inchiesta FarmaKiller - Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza, da pochi giorni in tutte le librerie e con la prefazione è di Beppe Grillo. Proprio in questi giorni, mentre riesplode lo scandalo di Farmacopoli, con un nuovo inquietante filone di corruzione e di farmaci pericolosi immessi e lasciati a lungo, nonostante le evidenze di pericolosità, sul mercato, esce il libro che, in circa 300 pagine, mette a nudo il verminaio dell’industria farmaceutica e del sistema di camici sporchi, truffe, malanni indotti e profitti stratosferici per poche multinazionali (le Big Pharma).
L’inchiesta in corso della Procura della Repubblica di Torino e della Procura di Milano, sta scoperchiando la fitta rete - un vero e proprio filone d’oro - di collusione e corruzione a danno degli ammalati, anche con ipotesi di omicidio. FarmaKiller dimostra come l’Agenzia del Farmaco di oggi sia l’erede della vecchia CUF di De Lorenzo e Poggiolini e punta l’indice in maniera chiara e documentata (anche con testimonianze dirette), sull’intreccio di connivenze, affari, bugie e “pandemie” create ad arte da scienziati furbacchioni e medici che tutto hanno a cuore fuorché la salute dei pazienti. In Lombardia, e non solo, è un fiorire di cliniche private, pagate con soldi pubblici.
Ecco come e perché ci si ammala nel “BelPaese”, ecco come si può e si dovrebbe evitare di cascare nella rete di chi ci vuole tutti malati, ecco come tenere i nostri bambini alla larga dai pericoli della moderna stregoneria farmaceutica, per non rimpinzarli di psicofarmaci. Il libro svela anche come sono state costruite le carriere di quelli che oggi appaiono intoccabili “Santoni” della scienza medica, alcuni in perenne auge, altri già svelati e decaduti: da Luigi Maria Verzè a Silvio Garattini, da Antinori a Marcelletti, da Gallo a Montagnier.
Farmakiller dunque è un libro che può essere d’aiuto in un Paese che ha una delle spese farmaceutiche più alte d’Europa. In quarta di copertina spicca la frase di Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la Medicina che, dopo aver lavorato decenni per le industrie farmaceutiche, oggi svela: “Sono arrivata alla mia età così in forma perché non ho quasi mai fatto uso di farmaci”. Infatti, negli Stati Uniti, i farmaci sono la quarta causa di morte e presto questa classifica si riprodurrà anche in Italia.
Farmakiller - Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza di Stefano Apuzzo e Marcello Baraghini
Collana Ecoalfabeto
288 pagine
ISBN: 978-88-6222-032-3
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