Iggy Pop, cuore di napalm
A volte le cose succedono per caso e basta, senza nessun piano occulto del destino, né significati reconditi. E poi, così come sono arrivate, spariscono. A Muskegon, Michigan, quando Gideon Truesdell si mise a scavare, era la primavera del 1869: cercava il sale e voleva fare soldi, come certa gente di Saginaw e di Alpena che conosceva. Il business rendeva bene. E, invece del sale, trovò del liquido oleoso scuro e fetente. Petrolio. Nel 1869 non interessava a nessuno; ci vollevo quasi 50 anni prima che un tale Stanley Daniloff facesse un pensierino sulla strade palude che si trovava proprio dietro casa sua: intraprendente, con più fiuto per gli affari del vecchio - e ormai dimenticato - Truesdell, nel giro di cinque anni mise in piedi la Muskegon Oil Corporation e iniziò a trivellare il suolo.
Il 22 dicembre del 1927 fu raggiunta la prima vera importante, vicino alla fattoria di Charles Reeth. In poche settimane la cittadina divenne un centro nevralgico dell’estrazione petrolifera e quasi tutti gli abitanti iniziarono a sentire il profumo dei dollaroni: qualcuno mise in piedi alberghi e pensioni per gli operai, altri costruirono ristoranti, altri ancora magazzini. Ma, così com’era arrivata, la fortuna se ne andò: nel 1929 il prezzo del petrolio passò da 1,25 dollari a 50 centesimi al barile. Improvvisamente la maggior parte dei pozzi venne chiusa (non producevano abbastanza per ammortizzare i costi degli impianti) e rimasero solo le infrastrutture per la raffinazione, facendo svanire i sogni di tutti o quasi. Proprio come accaduto con l’ombra dell’oro nero, Muskegon il 21 aprile del 1947 viene sfiorata dal vento del Rock.
È un lunedì di primavera e il “Time Weekly”, fresco di rotarive, in copertina ha il volto di William A. Patterson, il presidente della United Airlines. Tra gli articoli di punta del numero ci sono un reportage del funerale del leggendario Henry Ford (celebrato a Detroit pochi giorni prima), un’inchiesta sul rialzo dei prezzi e la trascrizione di un violento battibecco tra Gromyko e Vandenberg al Consiglio delle Nazioni Unitea proposito degli aiuti statunitensi a Turchia e Grecia.
All’Osteopathic Hospital di Muskegon, probabilmente, il signor James Osterberg Senior legge quel numero del “Time” da copertina a copertina, aspettando che la moglie Louella dia alla luce il loro bimbo. La creaturina viene registrata all’anagrafe col medesimo nome del padre e diventa James Newell Osterberg Junior. Ovvero Jimmy, ovvero - una ventina d’anni dopo - Iggy Pop.
Iggy Pop, cuore di Napalm di Gabriele Lunati e Andrea Valentini
Collana Sconcerto Nuova Serie
296 pagine
ISBN: 978-88-6222-036-1
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