I segreti del jazz: per leggere e ascoltare

I segreti del jazz - Una guida all'ascolto di Stefano ZenniQuesto non è un libro da leggere ma da ascoltare. Il suo scopo è stimolare le persone ad andare incontro alla musica con una consapevolezza diversa. In genere crediamo che il modo migliore per godere della musica è lasciarsene possedere, abbandonarsi a essa senza resistenze. E in fondo la musica ha il suo effetto più profondo proprio se la viviamo così. Esiste tuttavia un livello di coscienza che ci consente di capire cose che in un abbandono inconsapevole non siamo in grado di cogliere. La percezione, soprattutto se passiva, gioca brutti scherzi, perché tende a filtrare l’esperienza riconducendo ciò che risulta incomprensibile o sgradevole a ciò che è noto: è un meccanismo adattivo che ci consente di far fronte all’ignoto con gli strumenti cognitivi a nostra disposizione. Se nella quotidianità questo processo è utile per sopravvivere nell’esplorazione dell’ambiente, nell’arte rischia di diventare una gabbia. Magari dorata, perché la ripetizione del “familiare”, il riconoscimento di ciò che è già noto genera piacere: la ricompensa libidica della musica dipende dagli stessi meccanismi neurali e ormonali del cibo, del sesso e degli stupefacenti. In fondo ci piace riassaporare le emozioni legate a quel certo pezzo, e preferiamo comprare il Cd di un artista che già conosciamo piuttosto che rischiare dei soldi per qualcosa che non abbiamo mai ascoltato. Alla lunga però si finisce per frequentare sempre la stessa musica e appiattire la percezione sul già noto, appunto.

La consapevolezza è il grimaldello per uscire dalla gabbia. Se ci soffermiamo ad ascoltare più attentamente ciò che già conosciamo, se proviamo a riscoprire la musica con una piccola dose di distacco critico, se esercitiamo la nostra facoltà di comprensione superando gli automatismi dell’abitudine, ecco che si schiude un nuovo mondo: emergono dettagli mai uditi prima, si stabiliscono nuove relazioni tra le parti, si chiarisce la dimensione formale. In breve, si accede a una consapevolezza inedita.

Questa “razionalizzazione” dell’ascolto non provoca un impoverimento emotivo, perché è solo il passo intermedio verso una sintesi superiore. Avendo scoperto ciò che prima sfuggiva, possiamo tornare ad abbandonarci alla musica, forti di una visione più dettagliata. Adesso gli stimoli emotivi si moltiplicano, la percezione è esaltata, il cervello emotivo ha conquistato un nuovo orizzonte di conoscenza: siamo entrati in una dimensione di piacere estetico più ricca e profonda.

Superare le proprie abitudini percettive non è facile. In genere si prova a simulare un’impossibile verginità d’ascolto, ma l’aiuto più grande arriva quando integriamo le nostre scoperte con quelle di un “terzo orecchio”. Questo libro è esattamente questo: un “terzo orecchio” offerto al lettore, che è incoraggiato a usare queste pagine come un supporto al Cd rom allegato, come una guida alla scoperta della incomparabile ricchezza del jazz. Non ha senso leggerlo se non si ascoltano gli esempi: senza la musica il libro rimane sterile, faticoso, fine a se stesso.

L’antologia sonora in Cd rom e on line

Prima la musica poi le parole, verrebbe da dire; o comunque parole e musica insieme. È fondamentale che il lettore ascolti ogni esempio citato nel libro, altrimenti lo scopo di queste pagine è vano. Per questo, si è pensato di rendere disponibili quasi tutti i brani citati nel libro che sono stati registrati entro il 1956, anno di scadenza dei diritti fonomeccanici. Questi brani, che ammontano a più di 400, sono accessibili in due forme. Poco più di cento brani sono acclusi al Cd rom allegato: essi sono indicati con l’icona [e]. Ogni volta che la incontra, il lettore può andare sul Cd rom, cercare il brano e ascoltarlo. Tutti gli altri brani sono disponibili on line per l’ascolto sul sito di Stampa Alternativa www.stampalternativa.it nella pagina dedicata a questo libro (http://www.stampalternativa.it/libri.php?id=978-88-6222-007-1). I brani on line sono segnalati nel testo dal simbolo [c]. Tutti gli esempi sono integrali, senza estratti o tagli.

I dati discografici complessivi sono nel Cd rom, e si riferiscono sia ai brani allegati sia a quelli on line. Essi comprendono nomi dei musicisti, formazioni, date, titoli.

Tutti gli esempi citati nel testo recano un riferimento cronometrico di minuti e secondi (esempio: 1:51): il lettore potrà così verificare e comprendere immediatamente quanto viene discusso nel libro. Il riferimento cronometrico è presente non solo per i brani sul Cd rom e on line, ma anche per tutti gli altri brani che per vari motivi non è stato possibile includere: il lettore è così incoraggiato a procurarsi le registrazioni citate. Gli argomenti trattati nascono dall’ascolto e a esso vogliono ricondurre. Ecco perché questo è un libro da ascoltare, non da leggere.

Tra brani nel Cd rom e brani on line I segreti del jazz offre al lettore un’ampia antologia di più di 400 brani musicali integrali; solo uno di questi – quello di Chernoff relativo ai ritmi africani – è un esempio non strettamente musicale. Essi datano dal 1906 (Maple Leaf Rag registrato dalla United States Marine Band) al 1956. Nel complesso la selezione proposta è la più completa antologia del jazz tra il 1906 e il 1956 mai apparsa in commercio. Fatti salvi i limiti cronologici, il lettore vi troverà tutti i maestri del jazz rappresentati da un’ampia scelta di capolavori. La scelta è stata fatta in linea con un canone di valori consolidati: dopo la sbornia del postmoderno, è tempo di tornare a praticare i valori selettivi della Storia, l’unica strada che può consentirci di prendere il presente per le corna e superarne l’appiattimento conformista che lo domina. Di qui l’enfasi posta su artisti come Bix Beiderbecke, Lester Young, Stan Kenton, Woody Herman, i quali, vittime di una certa diffusa insipienza critica e didattica, rischiano di scivolare fuori dalla Storia. Per lo stesso motivo sono stati inseriti una manciata di ascolti di ragtime e blues, funzionali alla comprensione di alcune importanti questioni discusse nel libro.

La scelta è stata ispirata ai criteri storiografici più aggiornati: ecco la ragione dell’inclusione del sorprendente King of the Bungaloos di Gene Green del 1911, che retrodata l’apparizione su disco di elementi come lo swing, il canto scat, la voce arrochita, a ben prima del tradizionale 1917, anno ufficiale di inizio del jazz su disco. Ecco, in altri ambiti cronologici, la ragione dello spazio concesso ad artisti come Alec Wilder, Herbie Nichols, Jimmy Giuffre, George Russell o Milton Brown, uno dei maestri del Western Swing, il cui chitarrista Bob Dunn a metà degli anni Trenta ha contribuito a modellare, sulla chitarra hawaiana amplificata, il moderno linguaggio per chitarra elettrica.Vi è anche una ristrettissima selezione di jazz europeo, funzionale alle discussioni presenti nel libro, che però testimonia la prodigiosa capacità dei musicisti del Vecchio Continente di assorbire subito il nuovo linguaggio degli afroamericani e di esprimere, di lì a breve, artisti di grande originalità.

Si tenga conto che molti musicisti, in apparenza meno rappresentati, in realtà sono documetati anche in qualità di sidemen, come Billie Holiday nei dischi di Teddy Wilson o Charlie Parker in quelli di Dizzy Gillespie. Lo stesso dicasi per i compositori e gli arrangiatori: ad esempio è possibile ricostruire il contributo di Don Redman ascoltando ovviamente i brani di Fletcher Henderson, ma anche quelli di Paul Whiteman, Louis Armstrong, McKinney’s Cotton Pickers, nonché della sua stessa orchestra.

L’antologia contiene anche delle rarità assolute, che sono un ulteriore valore aggiunto, come i bellissimi ottetti di Alec Wilder, che provengono da 78 giri mai ristampati.

Le illuminanti registrazioni di musica africana sono state registrate sul campo da Gerhard Kubik e appartengono all’archivio privato Kubik/Malamusi, che ne ha concesso l’inclusione nella nostra raccolta. Tutti i dettagli sono nella discografia.

Nella scelta delle fonti discografiche ci si è attenuti a un criterio di fedeltà filologica e di massima qualità acustica possibile. È stata corretta la velocità della Rhapsody in Blue di Gershwin del 1925; Okay Baby dell’Orchestra Jazz Columbia diretta dal M° De Risi, disponibile sul Cd Orchestra Jazz Columbia e Michele Mike Ortuso della Riviera Records (RJCD 005), è stato restaurato per l’occasione da Marcello Piras; il riversamento scelto della Creole Jazz Band di King Oliver è il migliore oggi disponile. Questo però non ha impedito che, data la diversità delle fonti, la qualità del suono sia fatalmente diseguale: ad esempio Happy Feet dell’orchestra di Paul Whiteman ha un suono tutt’altro che impeccabile: proviene dalla colonna sonora del rarissimo film The King of Jazz e ha il pregio di includere nella registrazione le parti di tip tap del corpo di ballo.

In ogni caso tutta la musica inclusa ha una rilevanza storica o esemplifica al meglio una forma o un procedimento linguistico. Soprattutto, tutta la musica scelta è di alto valore estetico.

Ovviamente, l’antologia è lungi dall’essere esaustiva: è pensata piuttosto come la versione sonora del libro. E tuttavia può essere un punto di partenza per approfondire gli autori che vi sono rappresentati e per proseguire la scoperta di tutti quei musicisti e quelle registrazioni che, per ragioni di spazio o diritti, non abbiamo potuto includere.

Infine, un’avvertenza. Questo non è un libro di storia del jazz. In nessun punto viene spiegato chi sono Jimmie Noone o Serge Chaloff, né si discute di fatti storici, a meno che non sia indispensabile ai fini della materia trattata. Si presume che il lettore abbia almeno una conoscenza di base della storia del jazz: in caso contrario, è incoraggiata la lettura dei libri consigliati nella sezione finale “Per saperne di più”, a cui si rimanda.

I segreti del jazz – Guida all’ascolto di Stefano Zenni
Collana New Jazz People
Con CD allegato
328 pagine
ISBN: 978-88-6222-007-1

5 thoughts on “I segreti del jazz: per leggere e ascoltare

  1. sono sicuro che sia un libro da avere..da leggere ed ascoltare..ma per comprarlo? :(

    si può solo stampare??

  2. Sergio, può trovare il libro di Stefano Zenni nelle librerie oppure può ordinarlo attraverso il nostro sito internet, utilizzando il carrello acquisti. Qualora non fosse disponibile dovrebbe solo attendere qualche giorno in quanto il libro è in ristampa.

  3. Ho acquistato il libro di Zenni e volevo anche scaricare dal sito i file mp3 ma ho trovato la cosa molto difficoltosa ( praticamente non ho trovato i file ), ad essere sinceri non sono molto in sintonia con questo mezzo moderno.
    Tutto questo per dirvi “AIUTATEMI ” . Sentiti ringraziamenti Valerio.

  4. Valerio, i brani on-line sono tutti disponibili alla pagina
    http://www.stampalternativa.it/wordpress/i-segreti-del-jazz/
    Selezionando il singolo brano può ascoltarlo.
    Per i brani in formato mp3 non dovrebbe avere problemi; ci sono però anche brani in formato m4a per ascoltare i quali deve usare iTunes per Windows o Mac, scaricabile dal sito Apple
    http://www.apple.com/it/
    Per altre informazioni può utilizzare l’indirizzo di posta elettronica redazione@stampalternativa.it

    Buon ascolto!
    Lorena
    (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri – segreteria di redazione)

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