Il duomo di Sovana: arte, storia e archeoastronomia

Il duomo di SoranaIl paese di Sovana ha origini che risalgono a tempi remoti. Ricerche archeologiche hanno attestato una frequentazione umana dell’area sovanese intorno alla prima età dei metalli (IV millennio A.C. circa), come è riscontrabile anche nella limitrofa regione tosco-laziale. I più antichi segni di attività religiosa rinvenuti nel comprensorio sono le cosiddette tombe “a uovo”, locali funebri scolpiti nel tufo a forma ovale o tondeggiante. Gli artefici di questi sepolcri, molto probabilmente giunti dall’oriente egeo-anatolico (cultura di Rinaldone), precedetterro di molti secoli quella che sarà definita la civiltà più religiosa dell’antica Italia, la civiltà etrusca, anch’essa di origini egeo-anatoliche.

Dopo la decadenza del mondo etrusco e la successiva caduta dell’impero romano, iniziò il lungo e contrastato processo di cristianizzazione dell’area maremmana, che in Sovana ebbe uno dei suoi epicentri. Il duomo di Sovana, sorto su una più modesta pieve medievale, è il più importante monumento cristiano dell’area maremmana. L’unicità della sua architettura, a causa di una rara commistione di stili, nonché il pregevole stato di conservazione, permettono di assegnargli un posto di rilievo nella storia dell’architettura, assieme a Sant’Antimo e San Galgano nel senese, gli altri due eccezionali edifici cristiani di questa regione.

L’apprezzamento profondo del complesso architettonico sovanese lo si può concepire su diversi piani di comprensione e percezione. Le antiche mura, i pilastri, i rifiniti rilievi scultorei, la spazialità delle volte e l’armonia dell’insieme parlano da soli. L’ambiente sacro induce spontaneamente al raccogliemento interiore e ad una immediata percezione dello spirito religioso che ha animato gli edificatori e gli artisti che hanno lavorato tra queste mura. Osservando meglio ed entrando più in profondità nei particolari che compongono l’insieme dell’edificio, si coglie un più vasto e sorprendente panorama.

Dieto armonia e bellezza, qui è stata inserita ad arte la sapienza che re Salomone riconobbe in Hiram, l’archetipo di Tyro chiamato a costruire il Tempio di Gerusalemme considerato il più importante mai edificato in onore dell’Altissimo. La stessa sapienza dei numeri, proporzioni, misure, simboli e forme, tradizionale retaggio dei costruttori di chiese e cattedrali che nobilitarono con la loro arte il medioevo cristiano. Questi costruttori e artisti furono i diffusori dell’arte romanica e gotica tramandando tecniche e segreti costruttivi che, nell’arco di una decina di secoli - dall’VIII al XVI secolo circa -, permisero la nascita di capolavori che dall’oscuro medioevo raggiunsero la piena età rinascimentale.

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