I racconti di Creative Commons in Noir: “Apocalisse di Giovanni” di Luciano Pagano

Creative Commons in NoirGiovanni ti sta sul cazzo per diversi motivi, che enumeri in un momento di lucidità:

Giovanni ti sta sul cazzo perché ha sposato Marina, una ragazza con cui hai convissuto per sei splendidi anni, fino al giorno in cui lei si gira verso di te e ti rivolge la Parola, sei sudato, hai appena finito di aggiustare la lavatrice spostandola di cinquanta centimetri in avanti rispetto al luogo occupato da sempre per poi rimetterla al suo posto con uno sforzo da ernia, ti guarda negli occhi e ti dice che non ti potrà mai dare un figlio per problemi congeniti di natura fisiologica, non ricordi dove, ovaie, falloppio, non ricordi dove, devi decidere se ti va di continuare a vivere con lei oppure no. Allora vi siete lasciati, tu ci hai sofferto non poco, i tuoi amici ti additavano in strada come una bestia – La Bestia – nessuno dei tuoi conoscenti ti ha dato modo di spiegare le tue ragioni (ne avevi?), nemmeno il tuo migliore amico, il grande Giovanni, che dopo poco meno di sei mesi si è messo insieme a Marina, e dopo un anno l’ha sposata. Grazie alla promozione di Giovanni lei ha lasciato il lavoro per dedicarsi al suo hobby, la pittura, i due sono riusciti ad adottare un bambino, Marco, che oggi compie gli anni. Un amore al capolinea vale l’apertura del Primo sigillo.

C’è un altro motivo per il quale Giovanni ti sta sul cazzo. Giovanni – Giovanni il tuo più caro amico di un tempo – Giovanni che si sarebbe detto un fratello – ti ha soffiato una promozione sul lavoro – la promozione più importante. Esiste una versione dei fatti secondo cui le cose sarebbero andate pressappoco in questo modo: tu e Giovanni, colleghi da diversi anni, eravate in lizza per ottenere il posto di Vicepresidente nell’Agenzia di Comunicazione dove eravate impiegati, ci siete andati vicini tutti e due a quel posto del cazzo, o meglio, tu ci sei andato vicinissimo mentre lui, grazie a qualche cena, una manciata di email, qualche telefonatina di convenienza e tanti, tanti messaggini, ha incollato le sue narici al culo del vostro capo Guzzi e ti ha soffiato il posto, si insomma, “nel nostro paese è così che funziona”; e pensare che più di una volta lo avevi sentito parlare male di Guzzi, in pubblico e privato, troppo tardi hai capito quale fosse la sua tecnica, quella di sparlare e indurti a sparlare di qualcuno per allontanartene, così lui faceva i suoi comodi con la stessa persona al riparo dai tuoi possibili avvicinamenti, un teorema sul comportamento umano che vale l’apertura del Secondo Sigillo.

Giovanni è intelligente, per fregarti, ha sfruttato la tua coerenza. Giovanni in fondo è riuscito ad ottenere un posto per il quale tu non ti eri abbassato a fare più di tanto, lui ci è riuscito facendo credere a Guzzi di essere finito sull’orlo di una crisi economica, le ha provate davvero tutte, a quanto pare gli ha spedito perfino una lettera di supplica nella quale chiedeva quel posto; il tuo amor proprio è stato fatale, non accetti l’idea che se vuoi qualcosa ci sono casi in cui devi inginocchiarti e pregare, per ciò hai deciso: Giovanni dovrà pagare. D’altronde non puoi lamentarti, secondo una recente ricerca il modo più veloce e rapido per trovare un lavoro nel Sud è la cosiddetta ‘conoscenza diretta’, che non vuol dire bussare a tutte le aziende che trovi sull’elenco o spedire il tuo curriculum vitae in giro – agli invii di curriculum non risponderà nessuno – quel che devi fare è cercare di trovare un cesso di impiego in un’azienda dove lavora un amico, un conoscente, magari un cognato. L’agnizione di questa verità sociale sancisce l’apertura del Terzo Sigillo.

Prima che il destino decidesse per la tua stella e per quella di Giovanni stavi con la stessa donna da sei anni, un record. Il lavoro presso l’agenzia di comunicazione ti “riempiva”, al termine di un pranzo con Marina, se avevi alzato un po’ il gomito e stavate discutendo dei vostri rispettivi lavori, amavi dire questa frase “il lavoro che faccio mi riempie”, ciò accadeva prima che Giovanni decidesse di seguirti nella tua stessa agenzia di comunicazione per svolgere le tue stesse mansioni in un ufficio di fianco al tuo. C’è bisogno d’altro? Vuoi scoprire chi è il vero Giovanni?

Ad essere sinceri Giovanni possiede un carattere affatto invidiabile. Quando qualche piccolo affare gli va in porto non perde un momento per farsene vanto con tutti quelli che incontra, è stato così fin dai tempi dell’università. Vi siete laureati tutti e due in ingegneria gestionale, tu ti sei laureato con tre anni di anticipo, ecco, la velocità è forse l’unico punto a favore che puoi vantare su Giovanni, che possiede un’altra caratteristica saliente: non ha opinioni. Da quando lo conosci non lo hai mai sentito esprimere un’opinione su nessun argomento, nemmeno sul Nulla. Mai un’opinione politica: quando c’era Berlusconi lui intratteneva buoni rapporti con persone della Cdl e quando c’era Prodi lui intratteneva ottimi rapporti con persone che si dichiaravano favorevoli alla fondazione di un Partito Democratico. Non hai capito mai per quale partito votasse, una volta, rapido e acceso come un petardo, gli hai fatto una domanda a bruciapelo “ma per chi cazzo hai votato quest’anno?”, e lui sornione “per quelli che hanno a cuore la mia condizione…”. Questa affermazione valse l’apertura del Quarto sigillo.

A questo punto è necessario che tu ti imponga un ragionamento logico, simile pressappoco a questo: se l’esistenza di Giovanni ti urta a tal punto da non permetterti di condurre la tua in pace, eliminare Giovanni può essere utile per farti raggiungere il tuo equilibrio psichico? Questo pensiero, insinuatosi da qualche mese nella tua mente come un tarlo nel legno, ha trovato il luogo che si merita, il centro esatto del tuo cuore.
È passato poco meno di un anno dal giorno in cui una nebulosa di pensieri acutissimi si è accumulata attorno a un proponimento, fargli pagare per tutto, uccidere Giovanni. Quel desiderio vago si è ora trasformato in convinzione, con due varianti, che hai definito nella tua testa come variante ipotetica additiva: devi uccidere Giovanni perché ti ha rubato tutto; variante ipotetica deduttiva: devi uccidere Giovanni perché Giovanni non merita di vivere. A forza di cullarti con questo pensiero hai deciso che valeva la pena di eliminare Giovanni, dovevi dargli una lezione esemplare, qualcosa di cui si fosse ricordato per sempre. Dovevi lasciare un segno.

Ricapitolando. Il lavoro. Che fine hanno fatto tutti i propositi di Guzzi, le riunioni interminabili nelle quali tratteggiavate insieme il futuro assetto dell’azienda, con te che occupavi il ruolo di Vicepresidente per quel breve lasso di tempo necessario perché Guzzi andasse in pensione? Per non parlare degli ettolitri di succo all’arancia che ti eri bevuto – la bevanda preferita dal Presidente – con l’unico sollievo che finito ogni bicchiere avevi il diritto di accenderti una sigaretta senza che nessuno ti facesse notare quanto fumavi. Tutto finito. Nel frattempo la tua vita è andata a puttane, c’è stato il periodo caotico, quello in cui avevi smesso di ospitare qualcuno in casa tua perché sembrava un campo di battaglia, poi nella tua testa hai chiarito ogni cosa, hai messo ordine, hai buttato via le cianfrusaglie, hai messo in una scatola tutti i vestiti che non avevi indossato nemmeno una volta nell’ultimo anno, c’era qualcosa per cui valeva ancora la pena sopravvivere? La soddisfazione della vendetta sta scritta in cima all’insegna con cui si annuncia l’apertura del Quinto sigillo.

Quindi sei qui. Marina non è in casa, ha portato Marco ai giardini per festeggiare il suo compleanno. Giovanni sta per uscire di casa, raggiungerà anche oggi il suo ufficio, quello con la scrivania che sarebbe stata tua se soltanto persone come Guzzi fossero ancora capaci di vedere dritto nel cuore e non alla superficie sclerotica di questa pompetta sanguigna. Ieri sera ti ha anche salutato, Marina ha fatto bene a lasciarti per mettersi con lui, l’idea di vivere insieme e adottare un bambino sarebbe potuta venire soltanto a un ottimista sistemico quale è Giovanni. Il suo saluto disinvolto, ieri sera, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso del Sesto sigillo.

Il posto di Vicepresidente ha garantito a Giovanni quel tenore di vita cui era abituato e che diventava sempre più difficile da sostenere, basti pensare che una cena in un ristorante di lusso, metti il caso di quella in cui Giovanni e Marina hanno festeggiato l’inizio dell’anno nuovo insieme a Guzzi e la Signora Guzzi, può arrivare a costare cinquecento euro, la metà più cento euro del tuo stipendio. Ci vuole coraggio, ci vuole davvero coraggio per sopportare certe cose. Giovanni. Sei vicino alla conclusione. Apertura del Settimo Sigillo.

Ti sei chiesto che cosa poteva passare nella mente di chi compie un omicidio: rabbia, vendetta, desiderio di mettere da parte con un solo gesto anni di soprusi, ricominciare daccapo. Hai pensato che l’unica cosa da fare era uccidere Giovanni. Sei rimasto sveglio tutta la notte a leggere il Paradiso di Dante. Mentre leggevi il Divino hai compreso che bisogna raggiungere un equilibrio impossibile per descrivere a parole il paradiso, ecco, devi riuscire anche tu a trasumanare, completare la tua opera, realizzare il necessario, vivere l’impossibile, trasformare il verbo in carne. Entri in casa, la porta non è chiusa a chiave, Giovanni è in piedi di spalle davanti al televisore, si accorge di te, prendi il trofeo del “Torneo di Doppio 2001″, colpisci la sua nuca con la base di marmo, colpisci, colpisci, colpisci finché Giovanni non reagisce più. Cazzo. Lo hai fatto. Ti siedi sul divano, sudato, la tua bocca mima un sorriso per la prima volta da due anni a oggi, estrai il cellulare e componi il 112, “L’ho fatto”, “Fatto cosa? È successo qualcosa? Da dove sta chiamando, chi è? Chi è?”, “Sono Giovanni, ho aperto il Settimo Sigillo, non c’è fretta … … … certo che potete venire… eccovi l’indirizzo… Giovanni Pascali… via delle Palme 12… vi aspetto”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>