Cinque minuti di violenza
Avere uno scopo nella vita è un fatto importante. Quale che sia questo scopo per ognuno di noi è difficile capirlo. Forse c’è qualcosa di vero nella teoria secondo cui la vera soddisfazione si basa sulla lotta. Lottare per un scopo. Billy, il protagonista di Pit Bull, uno scopo ce l’ha: allevare un cane imbattibile con cui vincere abbastanza da cambiare vita. Lui non è certamente un buono. Come potrebbe esserlo con il mestiere che fa? Ma poi notiamo, di buoni veramente ce ne sono?
Il suo è un caso patologico di passione. Ma chi è che oggi non ha una passione? Ci si appassiona a tutto oggi: c’è gente a cui piace andare nei parchi a fare bird watching, altri che a casa amano fare body eating col partner di passaggio o a chi piace andare al cinema a vedere i film di Moccia o Muccino; il fatto è noto. Quando Billy decide di comprare un pit bull, l’atto in sé non è molto diverso di quello di decidere di acquistare una .45 Magnum. Fin qui niente di male, se ci si limita solo a coltivare la passione. Ma se si comincia a far combattere il proprio cane per fare scommesse o usare la pistola da collezione per sparare addosso alla gente, le cose cambiano.
Slavoj Zizek, un filosofo contemporaneo, parla in un suo saggio di passage à l’acte. Vale a dire, la consapovolezza segreta che siamo tutti impotentemente sballottati da forze fuori dal nostro controllo. La violenza irrazionale esplode. E la cosa più difficile da accettare è proprio l’assoluta mancanza di senso. Se mi prendono i cinque minuti non so cosa sarei capace di fare… è un modo di dire, ma più spesso di quanto si creda viene applicato. I famosi cinque minuti sono il passage à l’acte di cui parla Zizek.
E allora via, in caduta libera, dentro il male del mondo, dentro l’impossibilità di ogni riscatto. L’aggressività è chiaramente rivolta anche verso se stessi, perché ci sono i sensi di colpa da sfogare, c’è un bisogno di punirsi, che per alcuni ha radici misteriose e per altri chiare, psicanalitiche e metafisiche.
Ferocia, abiezione e inettitudine vengono fuori da un’apparente normalità. “Quel bambino piange troppo per i miei gusti…” ed ecco che Olindo&Rosa, i coniugi di Erba organizzano il massacro. Dentro, insomma, a quelle esplosioni irrazionali di violenza che siamo abituati ormai quotidianamente a vedere in televisione come una nuova puntata di un serial tv. Chissà cos’è scattato veramente nella testa di Billy, di quale banalità del male posseduto, per mettere in acte i suoi cinque minuti di violenza.
Pit bull - Cani che combattono di Giuseppe Casa
Collana Eretica
160 pagine
ISBN 978-88-6222-016-3
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