La caccia al tesoro ovvero analisi di un manoscritto

Calligrafia 1991-1995 a cura di Lucia CesaroneI modelli contemporanei di calligrafia sono i discendenti delle scritture librarie, commerciali, cancellaresce, notarili, quotidiane e religiose di ieri. Per ricreare un modello, proponiamo di studiare un manoscritto storico antico. Questo testo - che riguarda la scelta di un manoscritto, i materiali da portare con sé e il procedimento per analizzare la scrittura - è diretto non solo alle persone con poca esperienza calligrafica che desiderano iniziare senza insegnare, ma anche ai calligrafi esperti che vogliano approfondire le loro conoscenze. Studiare una scrittura formale a fondo invece di diversi stili superficialmente dà la base per studiare future scritture antiche e moderne a fondo e più rapidamente. Per semplificare, scegliamo un manoscritto del periodo rinascimentale.

Infatti, dopo il 1500 e l’introduzione della stampa e dei cambiamenti che la stampa ha provocato sui materiali e sui modelli, si usa la penna appuntita che richiede dieci regole. I codici anteriori al Rinascimento sono più antichi, dunque più rari e preziosi, spesso più difficili all’accesso. Si sceglie un codice perché si trovano le scritture librarie (usate per copiare i libri) più semplici e chiare delle scritture notarili nei documenti o delle scritture personali nella corrispondenza. Più avanti possiamo proporre le scritture anteriori al Rinascimento, le scritture post-stampa (quelle fatte con la penna a punta) e quelle introdotte dall’inizio dell’era di calligrafia moderna.

Materiali

I libri che studiamo si trovano nelle biblioteche con fondi antichi. Dobbiamo seguire i procedimenti e rispettare la preziosità di questi codici. Una delle regole è di non portare nella Sala Riserva né bottiglie né penne ad inchiostro. Come si può, domandiamo, ricreare una scrittura antica senza gli stessi strumenti? Senza pergamena, penna ed inchiostro? Neanche una biro? No, perché la biro potrebbe danneggiare il codice. Consiglio di portare:

Le matite doppie servono al posto della penna larga, per poter disegnare accuratamente le lettere seguendo il modello del codice, anche se in diverso formato. A casa, con le misure in mano, potrai ricreare le lettere a misura esatta.

Procedimento

Dopo aver consultato le schede o i cataloghi che forniscono i dati del manoscritto (data di pubblicazione, misura, tipo di scrittura, contenuti, numero illustrazioni, collocazione) richiedi il codice secondo il procedimento della biblioteca. Se la scrittura non ti piace, è molto piccola e difficile o l’incontro è sbiadito o sfaldato, cambialo con un altro.

Anche se hai controllato la scrittura in un libro di riproduzioni può darsi che troverai l’attuale codice inaccessibile o peggio, che non rimane aperto da solo (quello succede spesso con i codici di misura piccola ma larghi). Forse non hai tempo di tornare diverse volte in biblioteca per analizzare e ricreare la scrittura. Puoi richiedere una foto o una riproduzione microfilmica. Così puoi lavorare tranquillamente a casa, tornando verso la fine per confrontare il tuo lavoro con l’originale. Richiedi una riproduzione scala uno a uno (uguale all’originale).

Trattamento del manoscritto

Se sei una persona che vuole entrare in biblioteca per studiare un manoscritto direttamente, sarai il tipo di persona che capirà come apprezzare la bellezza e la rarità di un codice e lo rispetterai per la sua fragilità e la sua deperibilità.

Chiedi alla biblioteca i metodi migliori per proseguire con lo studio e maneggiare il codice, spiega cosa cerchi di fare, mostra i materiali che hai portato. Apri il codice con cura e gira le pagine lentamente una volta finché trovi una pagina che ti piace. Per evitare il deterioramento dei codici, niente dovrebbe venire in contatto con le pagine, soprattutto nella parte del testo e delle illustrazioni, né dita, né matite, né fogli. Usa i mezzi in dotazione alla biblioteca per appoggiare e aprire il libro senza premere con la mano. Soprattutto non appoggiare sul libro o coprire il testo con carta trasparente per ricalcare, se non vuoi causare un infarto alla biblioteca.

La scrittura

Un alfabeto usato per un particolare testo contiene elementi costanti che preservano l’essenziale carattere familiare. Cercando questi elementi e applicandoli metodicamente, si può ricreare una scrittura. Come detto, iniziamo con un testo manoscritto in lettere librarie umanistiche della metà Rinascimento (circa 1450). Lo strumento usato in quei tempi era una piuma d’oca tagliata a punta larga e spesso anche diagonale. Si scriveva su pergamena o su carta fatta a mano. L’inchiostro si faceva con carbone e gomma arabica.

Altre indicazioni: lavora nel modo più comodo per te. Se riesci, anche nella stessa misura della scrittura che stai copiando, tanto meglio. Se lavori in formato più grande o più piccolo mantieni le proporzioni dell’originale. Le lettere decorate e rubricate (in rosso) possono essere disegnate e colorate a matita sul tuo quaderno. Quando hai stabilito le “regole” essenziali per quel manoscritto, puoi cambiare il modello cambiando uno o più elementi.

Calligrafia 1991-1995 a cura di Lucia Cesarone
Collana Scritture
256 pagine
ISBN 978-88-6222-008-8

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