Copyleft e libertà di cultura
Gli amici di Girodivite - Segnali dalle città invisibili, quotidiano telematico e cartaceo con base a Catania e online dal 1994, hanno raccolto in un e-book (3,3MB, 160 pagine) un’inchiesta sul campo sui temi del copyleft. Basato sulla tesi di laurea di Gaetano Rizza (Università di Catania, 2006), il testo è edito da Zerobook e rilasciato sotto Creative Commons, ora disponibile in PDF su Libera Cultura - oltre che su Lulu.com per chi volesse versare un più che utile contributo economico (10 euro il download, 17,70 euro il paperback cartaceo). Lo snodo della rete raccoglie interviste di realtà italiane e altri testi da cui emerge come le opere rilasciate in regime di copyleft abbraccino tutti i campi del sapere: la narrativa, il giornalismo, le opere letterarie, la didattica, la musica, la documentazione, fino ad arrivare alle enciclopedie libere. Una filosofia e una pratica, quella del copyleft, “entrata nella vita di tutti i giorni, spesso senza far rumore, e senza far quasi accorgere all’utente finale che quella determinata opera che sta consultando, utilizzando, riproducendo, è un’opera copyleft”.
Su temi analoghi, il gruppo Scarichiamoli ha lanciato una petizione online “perché la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali finalmente diffondano una campagna pubblicitaria per la promozione della cultura libera”. È una risposta precisa alle campagne di informazione contro la pirateria multimediale avviate dalle istituzioni italiane, dove si specifica che:
“l’atto in sé del masterizzare un cd musicale non significa commettere un reato; l’atto in sé del fotocopiare un libro non significa commettere un reato; l’atto in sé dello scaricare opere dell’ingegno da Internet non significa commettere un reato. Occorre vedere COSA masterizzi, COSA fotocopi, COSA scarichi. … Se ciò che masterizzi, fotocopi o scarichi è LIBERO, allora tu non stai commettendo alcun illecito, né civile, né penale. La libera circolazione della cultura cresce nella condivisione”. Tutti possono firmare la petizione.
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