Ancora una volta su fili e caste

Don Quijote - Foto di Gisela GiardinoLo scenario è bello ricco e provoca goduria, almeno a me. Riassumo in poche battute. Una casa editrice a pagamento pubblica costosissimi annunci sulla prima pagina di Repubblica omettendo di dire agli scrittori emergenti a cui si rivolge che li pubblicherà sì, ma a pagamento. Punzecchio Il Filo e il direttore editoriale, Giuseppe Trattino (il trattino è suo) Lastaria, minaccia querela. A questo punto mi scrive Boris e racconta una bella e istruttiva storia sul Filo, tale da cominciare a far luce dietro gli sgarruppati annunci su Repubblica. Punto.

Sempre Boris, nella sua straordinaria lettera, parla del suo docente di “tecniche della comunicazione Pier Luigi Panza”, che altri non è che il giornalista che sul Corriere della Sera stronca il libro La casta dei giornali, edito da noi in coedizione con ERI-RAI sostenendo che il libro è pagato coi soldi dei contribuenti. Niente di più falso. Alla ERI-RAI noi diamo il 2% su ogni copia venduta in cambio del loro impegno a promuovere il volume sulle reti pubbliche. Un impegno straordinario, alla luce dei risultati.

Panza risponde ad una mia richiesta di rettifica sostenendo ancora che non ho capito una mazza. Però l’articolo è leggibile da tutti cosicché ognuno può farsi una ragione: se sono io, oppure se è lui a non saper leggere. Per farla breve, tu, caro Boris, mi suggerisci di far da tramite con Panza, il tuo professore. E allora ti invito a chiedergli non di invitare me, che non so leggere, ma l’autore del libro, Beppe Lopez, dinnanzi a voi tutti, all’università, a confrontarsi sui contenuti. Stai certo che se ne sentirebbero, di considerazioni utili, per te, per tutti voi studenti.

Fammi sapere, Boris, come reagirà.

2 thoughts on “Ancora una volta su fili e caste

  1. Purtroppo, come forse avrai letto nel post ricomincio da tre, io e l’università siamo un po’ distanti in questo momento, in realtà ho già tentato un azzardo chiedendo ai docenti un confronto su una tematica che non c’entra nulla ma che per onor di cronaca si chiama ipotesi Sapir-Whorf (e no, non pensate solo alla neve e agli eschimesi come sempre vi avranno detto, leggete gli autori, soprattutto Sapir è molto istruttivo e poi Humboldt è un genio, così sensibile)..tornando a noi il sistema giornali è complicato, alle volte un po’ malsano, non so perchè in Italia ci sia sempre questo bisogno di concentrazioni, sotterfugi, ammicco-ammicco, tg che usano nei lanci il più palese effetto kulesov (esempio: 1 passa la finanziaria alle camere, 2 meno soldi nelle tasche degli italiani con tagli alla tredicesima, 3 berlusconi è in piazza con il popolo; qui 1 2 3 sono ben collegate e si muovono verso un risultato finale credo molto esplicito) e sempre sulla Tv pensiamo a a cosa dice repubblica oggi. Di fatto andrebbe fatta chiarezza su molti media che non necessariamente vanno screditati, l’inchiesta di Lopez o quella della Gabanelli non si muovono in quella direzione, ma cercano di fare semplicemente chiarezza. Ora ho un ricordo molto vago ma le sovvenzioni sono regolate verso i giornali di partito e alle coperative, l’unità in questo è esemplare, bisogna ammetterlo, l’ultimo dei cronisti e il capo redazionale prendono lo stesso stipendio, si comporta correttamente come una coperativa e merita tutte le sovvenzioni del mondo, su altre testate andrebbe fatta chiarezza, per quanto riguarda le sovvenzioni e per qunato riguarda il computo delle tirature. Non so, è tutto molto coplicato, sappi che eticamente sono con te, spero molti aprano gli occhi e scelgano di muoversi nella giusta direzione, per il momento tiro il fiato, evito di farmi schiacciare e trovo motivi per sorridere, ma di fatto la realtà che offriamo a molti è amara, l’aria è sempre quella: stantia, non chiediamo al governo le riforme, vediamo noi, tutti, in prima persona di riformarci (in questo Bianciardi era esemplare e fortuna vuole che almeno di lui se ne sia parlato per un intero corso universitario).
    Con affetto Boris

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