L’arpa celtica e il percorso all’interno dell’animo umano
Questo è un post abbastanza particolare, composto dalle “voci” che, per posta elettronica, sono arrivate ad Andrea Seki, autore del libro L’arpa celtica del Sidhe - Viaggio attraverso realtà, leggenda e mistero dello strumento del “sogno”. Si tratta di testimonianze dei lettori, di emozioni, riflessioni, ragionamenti che sono stati sollevati da un argomento che sembra di nicchia e che invece va a scavare a fondo dell’anima e dell’istinto artistico di ogni uomo. Eccole di seguito.
Scrive Louis Siciliano:
Sono un compositore e vivo al momento a Roma. Volevo farti i complimenti per la grande sensibilità, il tocco e la poesia che infondi in tutto quello che fai. La tua Musica è un viaggio dell’anima che mi incanta e mi porta lontano. Ho divorato in un giorno il tuo libro, ho riso, pianto, gioito e viaggiato insieme a te in questa meravigliosa e avvincente avventura che è la ricerca musicale e non solo… Grazie di cuore ed in bocca al lupo per tutte le tue cose. È un’esperienza che mi ha segnato profondamente la lettura del tuo testo!
Quest’altro messaggio è firmato semplicemente “Manu” ed è stato scritto da un ventottenne che abita in provincia di Ravenna:
Sai leggendo il tuo libro… Ho sentito un percorso in comune, un cammino che è lo stesso che mi sto accorgendo di fare, forse non l’ho deciso io, forse è lo stesso cammino che ha deciso per me… Il libro è stupendo, e forse perché sono un musicista, forse perché adoro la musica celtica, ma non solo, direi popolare e mistica, insomma mi pare di avvertire le emozioni che vuoi trasmettere. Avresti anche potuto tenerle per te, del resto di cose come queste si può essere gelosi a volte, invece le hai scritte.
Io vengo, in origine, da una musica molto diversa. In primis primis primis quando ero “piu’ piccolo” dal punk rock, poi attraverso musiche popolari sto continuando un cammino, che alla fine è un cammino a ritroso, tornare alla ricerca delle nostre radici, arrivare sul punto di incrociare “gli antenati” nel momento in cui quello che tu chiami “il sogno” si è interrotto, credo… E come puoi vedere dal profilo da cui ti scrivo, mi interesso a mescolanze di suoni, in ogni ambito. Nei Rumori Molesti, che sono partiti in origini come gruppo ska/reggae, stiamo miscelando un po’ tutte le nostre influenze, e non siamo che al 5%.
[…] Ottimo anche il cd allegato! E non mi aspettavo una introspezione così profonda […]. Mi aspettavo un viaggio “dentro” l’arpa, ovviamente, storicamente, misticamente e religiosamente. Ma dentro al tuo libro c’è molto di più, c’è la sensazione di fondo che suona ininterrotta da millenni e che è il motivo per cui ci ispirano e ci accomunano questi… suoni.
Pierangelo Ballicu invece scrive:
La mia professione è da ormai più di 20 anni lo Shiatsu e il Qi Gong. Questo mi ha portato a trovarmi a tu per tu con i soffi, il Qi, l’energia. Ho acquistato occasionalmente e casualmente (forse…) il suo CD con annesso il bellissimo libro. Naturalmente il cd l’ho già utilizzato come sottofondo nei miei trattamenti e nella pratica del QI Gong. Suono l’organo in una chiesa antica a Milano, di origini longobarde, dove c’è un’acustica buonissima per suonarci qualsiasi strumento, ma dove l’arpa celtica si troverebbe perfettamente a suo agio, come a casa […].
Alessandro, piemontese, invece dice:
Una settimana fa mi recai a Torino per acquistare dei libri, e mi è comparso davanti “L’arpa celtica del sidhe”; ho subito sentito che si trattava di un libro con cui ero in sintonia, e ricco di elementi importanti. Non mi sbagliavo: questo libro mi ha chiamato. Ho sempre ascoltato musica e cantato da dilettante, sento che il canto è terapeutico, un canale attraverso cui fare uscire cose interiori, comunicandole ad altri.
Spesso mi reco nei boschi, e nella pace e armonia della Natura canto, medito, contemplo. Mi piace farlo sempre, anche d’inverno, quando tutto è ancora più essenziale, in un certo senso più “duro”. Sento una forte spinta verso il canto “celtico” (perdona il termine generico) e l’Arpa, per me uno strumento sacro. Sarebbe un dono grandissimo poter provare a suonarla, ma poi mi scoraggio perché sono ignorante in musica, non ho basi teoriche e ho 35 anni; strimpello un po’ la chitarra. Sento che accostarmi all’Arpa, toccarla, provare a suonarla, sarebbe come fare qualcosa di sacro, e forse ne ho un po’ paura. Forse ho un po’ di timore ad entrare in contatto con la mia interiorità, grazie al ponte comunicativo che l’Arpa rappresenta.
Mi piacerebbe tanto incontrarti e parlare, sarebbe un dono immenso. Sento di avere del potenziale, che vorrei mettere anche al servizio degli altri, ma avrei bisogno di una luce, una parola, uno scambio.
L’arpa celtica del Sidhe - Viaggio attraverso realtà, leggenda e mistero dello strumento del “sogno” di Andrea Seki
Fuori collana
192 pagine con CD allegato
ISBN 978-88-7226-993-0
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