Mongolia: bilanci e progetti di cooperazione
Come al solito, al ritorno dalla mia spedizione umanitaria di settembre in Mongolia, la terra di Gengis Khan, è difficile raccontare in sintesi i dettagli di 3 settimane di soggiorno e di spostamenti, in questa terra cosi estesa, ma così poco abitata, per cui selezionero gli avvenimenti più importanti di questa esperienza (era l’undicesima: sono arrivato la prima volta nel 1997).
Equipe
Mi hanno accompagnato i colleghi italiani Giorgia Bardelle, medico di medicina generale, di Venezia; la pediatra comasca Roberta Marzorati, la fisioterapista comasca Franca Benaglio, tutti partecipanti come me a titolo puramente individuale, senza alcuna sponsorizzazione circa le spese di viaggio e soggiorno. È stato molto bello tuttavia trovare sul posto la collaborazione di tre interpreti della Mongolia (Zulaa, Enkhee, Pudghee) e l’aiuto volontario di Masaru, uno studente giapponese dell’universita di Osaka, e dell’australiana Isabel Cane.
Quindi ancora una volta la nostra equipe è stata multiculturale e ci ha permesso di confrontare e conoscere meglio alcuni usi e costumi dei nostri paesi di origine. Per regolarizzare la nostra attivita medica (avevamo il visto turistico), abbiamo agito come membri onorari della ONG di Ulaan Baatar Gender Center for Sustainable Development, ufficialmente riconosciuta in Mongolia.
Aree operative
Villaggio di Dashbalbar, nel Dornod, a nord est, quasi al confine tra Mongolia, Russia e Cina. È un villaggio nella steppa, a sud della Siberia, con clima continentale che tocca punte estreme (molto caldo d’estate, ma estremamente freddo d’inverno, con temperature che arrivano a meno 30 gradi). Il villaggio ha un migliaio di abitanti, ma attorno risiedono in modo nomade circa 5000 esseri viventi, tra pastori e allevatori di cavalli, cammelli, montoni e bestiame. Esiste un piccolo ospedale, vecchio e quasi privo di apparecchiature mediche e chirurgiche (per fortuna ne stanno costruendo uno nuovo) dove siamo stati ospitati e abbiamo potuto offrire il nostro servizio medico, non solo di cura, ma anche di prevenzione.
- Attività di cura: abbiamo visitato circa 250 adulti e 70 bambini che venivano dal villaggio e dalle aree circostanti. Li abbiamo curati utilizzando farmaci essenziali donati dall’ONG tedesca Action Medeor e dalla Lisapharma, casa farmaceutica italiana.
- Prevenzione: la pediatra Roberta ha visitato, con il permesso della direttrice della locale scuola elementare, media e superiore, 155 studenti tra i 10 e 16 anni per capire se l’ipertensione, una delle malattie piu diffuse e invalidanti della Mongolia, abbia una insorgenza congenita o fin dall’età pediatrica; Franca ha invece esaminato il loro sviluppo muscolare e scheletrico, per rilevare eventuali deviazioni della colonna o altre patologie dell’età scolastica. Sono stati trovati solo quattro casi di ipertensione (su 155 esaminati), percentuale minima, per cui si può ipotizzare che questa piaga sociale è legata alle abitudini alimentari della popolazione (a base di cibi grassi, té salato e uso di alcol), dieta condizionata dall’estrema rigidità del clima. L’esame degli alunni ha inoltre permesso di rilevare altre malattie (carenza di vitamina D, soffi cardiaci, debolezze muscolari, otiti, disturbi visivi, eccetera) che sono state segnalate alle autorità scolastiche e ai medici locali. È stato donata un video proiettore per la sala conferenze del futuro ospedale, una fotocopiatrice alla scuola, materiale didattico, stoviglie e posate per la scuola materna. È stata richiesta dai medici una jeep ambulanza per il nuovo ospedale (costo orientativo di 7.500 euro).
Città di Choibalsam
Donazione di farmaci essenziali alla prigione dove sono ospiti circa 60 detenuti in attesa di giudizio. Si è finanziato il rivestimento in legno isolante del pavimento di 2 celle, troppo freddo durante l’inverno (a continuazione di precedente copertura di altri sei pavimenti), ma il direttore, il signor Bold, ha chiesto con urgenza un aiuto per climatizzare le celle che sono sotterranee e prive di finestre: la prigione originaria è in restauro, per cui i detenuti sono stati “ospitati” temporaneamente nello stabile della polizia locale che ha messo a disposizione tutto il sotterraneo, che però è inabitabile. Il costo della climatizzazione si aggira attorno ai 750 euro.
Ulaan Baatar (capitale della Mongolia)
- Incontro col console onorario della Mongolia in Italia, Aldo Colleoni, a cui sono state illustrate le nostre attività e eventuali possibili future collaborazioni (screening del diabete nel distretto di Tolgoit; eventuale visita a Bruno Marcolongo, geologo ricercatore del CNR, che ha un progetto geo-archeologico nella provincia di Bayankhongor).
- Distretto di Tolgoit (area periferica molto povera con 12 mila abitanti). Nella tenda (Progetto Ger) donata 3 anni fa, abbiamo visitato oltre un migliaio di adulti e 160 bambini. Sono stati donati farmaci essenziali, materiale medico e chirurgico all’ambulatorio medico locale, un video proiettore a scopo educativo e sanitario e un laptop al Gender Center.
- Visita al carcere femminile della capitale, che ospita attualmente circa 200 detenute, tra cui 10 ragazze madri, 3 gestanti e una adolescente. Un centinaio di queste è stato sottoposto a visita medica, insieme ad una decina di funzionarie della guardia, ed è stato donato materiale medico e chirurgico all’infermeria.
- Visita al monastero buddista femminile “Dolmaling Nunnery”, uno dei più antichi della capitale, attualmente in fase di restauro: incontro con le monache e offerta.
- Visita alle suore di Madre Teresa di Calcutta (Missionarie della Carità), nel distretto di Yarmag, a 15 km. dalla capitale, dove le suore hanno costruito una casa per anziani abbandonati: abbiamo visitato sia gli ospiti sia alcuni bambini del vicinato e fatto un’offerta.
- Durante il soggiorno a Ulaan Baatar, si è instaurata una collaborazione temporanea con l’ONG italiana Amici dei Bambini, che si occupa di adozioni internazionali e opera in una ventina di paesi, tra cui la Mongolia. La coordinatrice Nadia Nisi ha chiesto un parere medico su un bambino locale di 2 anni, con probabile ritardo mentale, e che è in attesa di essere adottato da una coppia italiana. Dopo la visita della pediatra Roberta e della fisioterapista Franca (che purtroppo ha confermato tale sospetto), Nadia ha invitato Franca presso un istituto per bambini con handicap, le cui suore e insegnanti hanno chiesto di potere apprendere le nozioni basilari sul massaggio terapeutico. Così Franca ha tenuto un corso intensivo di tre giorni sulle tecniche del massaggio, rendendo così più intensa e utile la sua collaborazione con Amici dei Bambini.
- È stato distribuito gratuitamente in molte sedi culturali e in varie occasioni il mio ultimo libro a fumetti e a colori, pubblicato in inglese e in mongolo, che mostra le più frequenti malattie della mongolia e l’uso delle sue piante medicinali.
Programma del 2008
Come potete intuire dal testo, i bisogni sono tanti:
- Una jeep ambulanza, un apparecchio per l’aria condizionata, il mantenimento del progetto della tenda (Ger) e del “Centro per i Bambini di Tolgoit” inaugurato nel 2006, l’affitto della sede del Gender Center, materiale medico e chirurgico, educativo e pedagogico.
- Ma ciò che più mi sta a cuore è la creazione di un centro per il trattamento dell’ipertensione, abbinando la medicina tradizionale a quella moderna. In Mongolia, per curare un iperteso, lo si fa camminare a piedi nudi, per 15 minuti al giorno, su una pedana di legno lunga circa 3 metri e larga 50 centimetri, interamente ricoperta da uno spesso strato di sale grosso. Sembra che la stimolazione delle piante dei piedi con i cristalli di sale provochi un abbassamento della pressione del sangue. Vorrei ricercare e capire se funziona e comunque, nei casi più resistenti, abbinare la terapia moderna. Per lo stress e l’ansia, invece si usa un “percorso” fatto di sabbia del Deserto dei Gobi oppure di ciotoli di fiume arrotondati e sottili.
- Per finire ringrazio tutti coloro che hanno contribuito con pensieri, offerte, collaborazione, donazione del loro tempo libero e della loro professionalità alla preparazione e al successo di questa spedizione umanitaria.
(Per contatti con Aldo Lo Curto, medico volontario itinerante: aldolocurto[at]tiscali.it)
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