Contributi a pioggia: c’è pure una casta di carta

La casta dei giornali di Beppe LopezDistorsione del mercato e della vita democratica. Quotidiani poco venduti e omologati. Ma la Casta non molla. Il teatrino degli inganni e delle imposture. Solo alcuni titoli dei capitoli di La casta dei giornali (Stampa Alternativa, uscita in libreria ai primi di ottobre). A firmare il duro pamphlet sull’informazione e sui contributi che lo Stato elargisce all’editoria italiana è Beppe Lopez. Scrittore e cronista (ha partecipato alla nascita della Repubblica), consulente Rai di Sandro Curzi, Lopez, che ha diretto e fondato quotidiani, condiviso la direzione del Mensile Lettera ai compagni con Norberto Bobbio, si dichiara un giornalista sconfitto che assiste impotente ai vecchi e nuovi vizi dell’informazione.

Nel suo libro inchiesta, che esce proprio quando Beppe Grillo ha dichiarato che il prossimo Vday sarà dedicato alla casta dei giornalisti, Lopez attacca la torta di elargizioni statali ai giornali di partito, alle cooperative, ai grandi gruppi, citandoli uno per uno, provvidenza per provvidenza. Non per cavalcare posizioni qualunquiste, non è contro la politica, contro i partiti o contro la carta stampata. Ma lamentando un deficit di mercato frutto, secondo lui, di un assistenzialismo che blocca l’innovazione, dà il via libera ai furbetti dei giornali quasi clandestini per diffusione di copie e inibisce il sistema culturale e informativo del Paese.

Una rete e una rendita di posizione in cui sono coinvolti tutti. Che fomenta l’autoreferenzialità e l’elitarismo dei giornali e il cartello di silenzio sulla questione dei contributi. A chi gli contrappone l’oggettiva difficoltà della carta stampata non solo in Italia (anche negli Usa le copie vendute dei quotidiani diminuiscono) rispetto alla concorrenza rappresentata dall’esplosione di informazione su televisioni, su internet, su satellite, e anche sui telefoni cellulari, Lopez chiarisce però di non essere contrario per principio ai sostegni per l’editoria. Ma che devono essere più mirati, magari a tempo, per sostenere nuove pubblicazioni, aprire il mercato a nuove voci, e non costituire un intreccio intoccabile di un’altra casta del potere.

[Questo recensione è comparsa sul settimana Panorama, anno XLV, n. 40 del 4 ottobre 2007]

La casta dei giornali - Così l’editoria italiana è stata sovvenzionata e assimilata alla casta dei politici di Beppe Lopez
Collana Eretica
208 pagine
ISBN 978-88-6222-001-9
Il libro viene pubblicato in collaborazione con Eri-Rai

Commenti

4 commenti to “Contributi a pioggia: c’è pure una casta di carta”

  1. Angelo Vitale on Ottobre 1st, 2007 09:19

    Sono curioso di leggerlo.
    Da tempo (basta sfogliare le pagine web del sito della presidenza del Consiglio) sono note le somme strabilianti riservate a giornali spesso semi-clandestini e le manfrine utili ad averle (coop attive da due, tre, cinque anni).

    Chissà se l’attuale ruolo di Lopez (Panorama lo definisce consulente Rai) e la coedizione Stampa Alternativa/Eri/Rai non attirerà polemiche del tipo: e le pulci alla Rai e ai suoi sprechi (dirigenti e giornalisti tenuti a casa con fior fior di quattrini, giochetti di sponsorizzazioni a cavallo tra il lecito e lo scandalo come verificato negli anni scorsi, ecc.)chi gliele fa?

  2. Antonella Beccaria on Ottobre 3rd, 2007 08:35

    Ciao Angelo, non entro nel merito della coedizione o delle critiche alla Rai per i motivi più vari. Ma a fronte dell’accoglimento degli editti bulgari di qualche anno fa, sulle reti Rai (e in particolare su Rai3 e in parte Rai2) si possono vedere trasmissioni come Report, Viva L’Italia o Annozero che di certo indulgenti con il “sistema” non sono. Lo stesso Report aveva realizzato una puntata sullo stesso tema. Puntata ancora disponibile all’indirizzo http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90227,00.html

  3. Redazione on Ottobre 4th, 2007 14:22

    In merito alla coedizione tra Stampa Alternativa ed Eri-Rai, Marcello Baraghini ha risposto attraverso la sua Lettera 22 di cui riportiamo qui sotto il testo:

    Quando Beppe Lopez, che ben conoscevo come giornalista puro e duro, mi parlò della disponibilità della ERI-RAI a entrare in lizza come coeditrice della inchiesta alla vecchia maniera che lui stava finendo di scrivere, non ci credetti. Pensavo a uno scherzo.

    Invece lui mi disse che era cosa seria e io ne ebbi subito conferma dalla viva voce di un dirigente ERI.

    Tirai un sospiro di sollievo.

    Finalmente qualcuno ci dava una mano a uscire dalla cortina di silenzio, spesso tombale, che accompagna le nostre novità. Senza pedaggi. Accettando al 100% i nostri contenuti; quelli di Beppe, nel caso in questione.

    Perché se aspetto che questa cortina sia forata dalle cosiddette grandi testate giornalistiche piuttosto dovrei prevedere i funerali di Stampa Alternativa.

    A me, sinceramente, non importa cosa ci sia dentro al carrozzone radiotelevisivo. Posso solo dire che se un giornalista coraggioso me lo descrivesse, come ha fatto Beppe per La casta dei giornali, lo pubblicherei subito.

    Intanto metto all’incasso questa formidabile apertura per renderci meno invisibili.

    Magari dovesse ripetersi!

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