Racconti raccontati: piedi macchiati di celeste

Racconti raccontati di Luciana BelliniRacconti raccontati è uscito nel dicembre 1998. È un libro fatto “in casa” ma ha viaggiato tanto. Ha girato tra le mani della gente ‘n su e giù per l’Italia e c’è chi l’ha portato anche più lontano! Chi avrebbe mai pensato che Maria col su’ Gaetano, la Piccirilla, Calocchio e Alamiro, chi a piedi, chi col somaro, ‘n bel giorno avrebbero spiccato ‘l volo? Ma ‘l bello è che con loro ho volato anch’io!

Racconti raccontati è stato stampato a Scansano, nella tipografia di Luca Morelli (’l mi’ cugino) nella Collana “In luce”. Questo è il primo libro, anche se la prima cosa che ho scritto era già stata pubblicata a puntate nel mensile diretto dalla giornalista Claudia Cenini “Tutto Scansano” che poi diventò “Tutto Maremma” sempre ideato e stampato da Carlo Morelli. E lì, in quella paginata, la gente aveva ritrovato Nino ‘l materassaio e ‘l cenciaiolo; aveva riascoltato la cantilena di noi cittine a caccia di lucciole e risentito ‘l profumo de le schiacce di Pasqua e l’odore acuto del soffritto.

Erano i ricordi d’una cittadina quelli e un titolo non ce l’avevano. Il perché tutte quelle parole si fossero messe a sedé ne la carta, questo, non si sa. Fatto sta che quella pagina, Claudia Cencini la intitolò “La mia infanzia a Scansano”. Poi pubblicato da Stampa Alternativa con il titolo C’era una volta la maremma.

Dunque i Racconti avevano già la strada aperta e, se prima la gente mi fermava pe’ domandarmi se quel Checco co’ la legna era Checco Rauggi o quell’altro di Checco, anche dopo è successa la stessa cosa. In quei racconti la gente aveva ritrovato fatti e nomi dimenticati e tutti mi dicevano che quelle voci le risentivano! Rivedevano i visi, le mosse… La maggior parte della gente, quelle pagine le leggeva ad alta voce: la moglie al marito, la figliola a tutta la famiglia. Ma la cosa più ganza è che loro, a pappagallo, mi ripetevano le parole di interi brani e io piangevo e ridevo insieme a loro. Mi succedeva una cosa strana: quelle storie, così, sentite dalla voce di un’altra persona, mi garbavano! È come se chi scatta una foto che non crede di aver messo bene a fuoco, poi, trova chi gliela mette in luce… E per me che fotografa non so’, questo è stato un gran regalo.

E qui dovrei fare un lungo elenco ché, di persone belle ne ho incontrate strada facendo; di certo però farei torto a qualcuno. So’ tante le Claudia, le Michela, le Lina, le Sandra, le Pina, le Anna, le Franca, le Marina, le Elisabetta, le Loretta, le Luisa, le Mariella, le Arianna, le Carla, le Fiorella, le Roberta… So’ così tante! Così come tanti sono i Carlo, i Corrado, gli Antonello, gli Adriano, i Michele, gli Stefano, i Bruno, i Valentino assieme ad Aldo, a Massimo e a Giancarlo… Senza contare i familiari mia ché, davvero, anche a loro con questi scritti ho rotto le scatole a più riprese.

I Marcello… Quello è risaputo.

Se Racconti raccontati, così come gli altri libri, ha incontrato tanta gente è perché c’è stato sempre chi, di suo, ha organizzato presentazioni o ha scritto articoli sui giornali a tiratura nazionale, su quelli locali o sui “fogli” di paese. Di certo è per questa pubblicità gratuita che alcune pagine di Racconti so’ state messe in scena e ’ste storie so’ state lette in pubblico da chi quel lavoro lo fa di mestiere.

Se La casa di Maria, Al convento, Nunziata e altri racconti sono stati premiati nei vari concorsi e hanno ricevuto riconoscimenti importanti, il merito è di chi ha spedito a nome mio e mi ha spinto ad andare avanti. Ecco perché queste storie nostre, oggi, nostre e basta non so’ più. Chi mi telefona, chi mi scrive, chi mi incontra, ringranziandomi, dice che dentro a queste pagine c’è anche “il suo” benché sia di Milano, di Roma o di Ragusa…

Io pensavo che i Racconti garbassero a le donne del vicolo mio e a qualche altro paesano e basta. Mai e poi mai mi sarei immaginata che venissero letti a scuola dai ragazzi delle superiori né che ai cittini di tre o quattro anni interessasse Il mare di Orbetello:

E quando riscappai, chissà perché, pensavo d’avé piedi macchiati di celeste.

Oltre a Biancanere e a Heidi, volevano che le loro mamme gli leggessero di quella ragazzina che per la prima volta vide il mare. A loro, quei piedi celesti, quanto gli garbavano…

C’è anche chi questo libricino l’ha letto alle persone anziane nelle case di riposo; o chi, figlia, con questi raccontini ha cercato di far passare il tempo al padre ammalato. Ecco perché, se prima mi vergognavo di questa mia faccenda fuori dalle faccende di sempre, oggi so’ contenta di più. È per questo che lo chiesto al mio Editore se poteva ristamparli. Anche se è passato del tempo, i Racconti mi vengono richiesti continuamente e io non ho neanche più la mia copia.

Così, dopo averlo ricopiato, riguardato e corretto mi piglia lo sghiribizzo di cerca’ tra i vecchi quaderni anche quei raccontini che non c’erano stai messi in Racconti raccontati. Scegli, capa, leva e metti, finalmente dài e dài quei fogli so’ scappati dal computer e l’ho consehnati all’Editore mio:

Io te l’ho portati, Marcello, ma mica so’ pronti! Bisogna che poi li guardi tutti da capo ché… Intanto vedi se ti garbano, se so’ troppi…

E lui non fa una piega: le scuse più o meno so’ sempre quelle; si sa che questo non è che l’inizio d’una lunga agonia. E pazientoso mi dice che mi lascia ancora del tempo. “Ci rivediamo a fine mese, va bene?” e da lì ricomincia l’inizio dei lavori.

Questa volta però mi sembra che ci sia un problema in più e io è da quando abbiamo pensato alla ristampa che ci rimugino: come si farà? Con una nuova copertina tutti penseranno che sia un altro libro e chi già ce l’ha magari lo ricompra e… ‘Un si pòle mica fa’ butta’ via soldi a la gente! Ma l’Editore già da allora mi aveva rassicurato: “Il modo lo troviamo o ci mettiamo una fascetta… Vedremo”. E ora, ora che forse stiamo quasi per tagliare il traguardo, all’improvviso mi s’accende la lampadina e… Resto fulminata: porcamiseria che sbaglio c’ho fatto! Quei nuovi racconti, no! Non ci devono essere messi! Non dovevo portarglieli per niente!

E subito chiamo Marcello e allarmata gli dico che sarebbe meglio… Non mi sembra giusto che, per leggere le nuove storie, chi Racconti lo sa già a mente, paghi anche per quelli vecchi. E lui mi dice di stare calma, di sedermi e di rifletterci su. “Ci risentiamo domani, ciao”. E domani puntuale mi richiama per farmi sapere che va bene: i Racconti saranno quelli che erano e basta.

E io penso subito che si riconosce anche da qui chi stampa per soldi e chi invece lo fa di mestiere ché è del mestiere! E dop’avé tirato un sospiro di sollievo, ringalluzzita gli fò:

Stampa Alternativa permettendo, dopo poi, si potrebbe fa’ Racconti Raccontati 2, la riavuta! Racconti Raccontati 2 a la riscossa! Come lo Squalo 1, 2… Come Rocky o Harry Potter. Eh, Marcello? E chi ci ferma più a noi?

(Questo testo è la prefazione alla nuova edizione di Racconti Raccontati di Luciana Bellini)

Racconti Raccontati di Luciana Bellini
Collana Strade Bianche
144 pagine
ISBN: 978-88-6222-004-0

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