La libertà di raccontare i segreti “sporchi”
Troppo facile adesso, troppo facile… Troppo facile ’sto cazzo! Sono quattro anni circa dall’uscita del mio libro Mara come me - Omicidio in comunità, dalle discussioni, le prese di posizione, le ammissioni, che nessuno si azzardi dunque a dire che è troppo facile adesso sparare sul vecchio satiro. Mara come me, romanzo nato dal collage di interviste con oltre trenta ospiti di diverse comunità stile Incontro, e/o incontro stesso, condita dalla brevissima esperienza personale nel lager “del centro di accoglienza dell’incontro del diciottenne confuso che sono stato un giorno ormai lontano e che alla fine, pure per dare “maggiore” profumo di verità a ciò che affermavo ed ottenere rispetto sia per il romanzo dal punto di vista letterario sia che per le cose che conteneva, mi convinsi a gettare sul piatto della bilancia.
Ma il silenzio è stata la nostra risposta, le accuse vere e vibranti che fuoriuscivano dal mio libro furono totalmente ignorate. Lo sapevamo già e lo leggiamo oggi sui giornali quanto siano intoccabili questi rais, “nonostante le accuse infamanti”, un muro di gomma si è subito alzato a protezione. Per questi imprenditori del recupero coatto, operanti al di fuori di ogni logica scientifica. Sfruttatori, abusatori, violenti.
Non merivigliatevi dunque se vi predìco da ora una assoluzione piena, un processo farsa come lo fu per Muccioli, ma nonostante ciò un applauso coraggioso va a quei ragazzi che hanno scelto di denunciare, le loro ragioni interiori sono irrilevanti, i fatti contano, solo quelli.
Su Mara come me in quattro anni da parte degli accusati mai un commento, mai una parola, era pericoloso farlo e ora lo sappiamo bene. Intanto un produttore coraggioso, Maurizio Totti, comprava i diritti del libro per il cinema, ma in quattro anni non riusciva a realizzarlo, troppo potenti ancora i muri e le omertà.
Oggi speriamo senza illusioni in un giorno diverso, speriamo che tutto questo crolli con la verità processuale, con la colpevolezza certa di un’aula. Allora forse, finalmente, al grande pubblico sarà consentito di sapere cosa erano e cosa sono le comunità terapeutiche modello incontro o san pa, e i nostri politici avranno il coraggio di farci entrare la legge e di cancellare un sistema di guadagno, sporco ne più ne meno come quello di chi vende droga. Vendere droga o realizzare guadagno da chi è colpito dalla tragedia non è in fondo un po’ uguale? Abusare di persone deboli e confuse per risettarne i “valori” secondo il proprio opinabile credo è poi il massimo dell’orrore. Puzza di Big Brother.
Non ripeterò qui come è che tutto ciò accade se volete saperlo ci ho scritto un libro. Oggi è una giornata vittoriosa per me come scrittore e come uomo, lo è certo anche per l’editore. Un libro così solo lui, così libero da ogni logica di scambio politico poteva per mettersi di pubblicare in italia. Bravo Marcello, e grazie.
Adesso aspettiamo il film. La libertà di questo paese si misurerà ancora una volta sulla libertà potenziale di raccontare i nostri sporchi “segreti”.
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