Diversamente scrittori: gli aggiornamenti al programma

Diversamente scrittoriDiversamente scrittori, quinta edizione del Festival Resistente di Pitigliano e di Elmo di Sorano (in provincia di Grosseto), è nel pieno dei lavori di preparazione. Come annunciato, il programma subisce modifiche e raffinamenti man mano che ci si avvicina alla sua inaugurazione, prevista per il 7 settembre prossimo (la conclusione avverrà domenica 9 settembre), e così ecco qua la nuova versione così come fino ad oggi definita.

  • Sabato 8 settembre
    • Domenica 9 settembre
      • ore 10.30 – Magazzino Giustacori, Via Zuccarelli 260, Pitigliano
        Luciana Bellini presenta il suo libro Racconti raccontati (Stampa Alternativa, Strade Bianche). A seguire: ricordo di Guido Gianni e presentazione di All’armi siam ridicoli – Fascisti a Magliano (Stampa Alternativa, Strade Bianche).

    Vi ricordiamo che ci potranno essere ulteriori modifiche in corso d’opera di cui vi daremo notizia quanto più tempestivamente possibile. Inoltre, le informazioni logistiche su come raggiungere i luoghi del festival e dove poter pernottare saranno fornite su Riaprire Il Fuoco.

15 thoughts on “Diversamente scrittori: gli aggiornamenti al programma

  1. Sabato 8 si presenta il mio libro Psicofarmaci agli psichiatri, ma non venite a Pitigliano per questo…venite in tanti a Pitigliano non per il dott. Baraldi, il professor Dell’Acqua, il dottor editor Rossi, ma per la redazione di Rete 180, la radio voce di chi sente le voci che animerà l’incontro. Conoscerete i veri matti, anzi…i diversamente matti, un gruppo di pazienti psichiatrici che hanno smesso di essere tali e che si presentano come redattori di una radio sul modello delle radio libere di recente memoria, diventata imprenditrice di se stessa. Conoscerete una follia che non avete mai conosciuto e le cose da sabato in poi non vi appariranno più come prima…

  2. Caro Enrico, avrei potuto scrivere sotto mentite spoglie ..ma preferisco di no..sono Carlo della Redazione di Rete180 e non vedo l’ ora di leggere il tuo libro per conoscerti meglio…sapendo della tua sensibilità nel cogliere i colori dell’anima delle persone attendo di avere fra le mani le pagine inchiostrate…con i colleghi della radio lascerete un segno e un messaggio indelebile. Tu sai che io non sarò presente quindi salutami tutti…MENTRE SOTTO MENTITE SPOGLIE SCRIVO:
    MA DEVONO ESSERE FOLLI E RESISTENTI ALLE CURE QUESTI DI PITGILIANO PER SORBIRSI IL DOTTORE (PSICHIATRA ) E LA SUA COMBRICOLA…

  3. Da quando ho incontrato la radio La Colifata di Buenos Aires sono convinta che questo medium permette a ognuno di fare sentire la sua voce, anzi le sue voci e quindi di esprimere il proprio sentimento sul mondo e di tener la sua parte nella società.
    In questo periodo di ” normalizzazione” fare questo tipo di radio è un atto di resistenza.Opporre al pensiero unico neoliberale un mosaico di visioni mi pare un’opera di salute mentale pubblica.
    Questo l’ho sentito fortissimo al convegno internazionale di Buenos Aires e l’ho vissuto ieri alla riunione di Rete 180.
    Eppoi in queste esperienza si conferma la validità della parola fratellanza.Questa nozione che pare vuota di senso nelle nostre società è secondo me essenziale per vivere insieme ( eppoi per noi francesi rimane iscritta sulla facciata di ogni scuola…).
    Non sarò presente a Pitigliano ma vi auguro un incontro bellissimo.
    Maria

  4. Uno psichiatra che scrive un libro dal tittolo Psicofarmaci agli psichiatri e affida la presentazione dello stesso a un gruppo di “matti”…ecco una cosa che può succedere soltanto a Pitigliano. Anche per questo io sarò presente!

  5. Diversamente scrittori, diversamente autori, diversamente editori ma soprattutto…diversaMente.
    Prima di tutto ognuno di noi dovrebbe iniziare un viaggio di 180° e perché no di 360° su se stesso per scoprire un nuovo modo di vedere e di concepire le cose. Ciò costa tempo ed esige una profonda volontà…partecipando a questo festival si può avere un assaggio di questo percorso, Pitigliano è come un grande caleidoscopio da cui ognuno: scrittore, lettore, editore o semplice passante potrà osservare diversi colori e fantasiose forme del mondo della scrittura e della comunicazione scandite secondo un tempo diverso da quello quotidiano..il tempo di un camminatore dal passo meditativo che, gli consente di avvicinarsi di più a se stesso, alla natura che lo circonda e alle persone che incontra riportandolo ad una condizione ormai in disuso nel tram-tram moderno: l’ascolto.

    Rete 180 vi darà inoltre l’occasione di ascoltare le voci dei suoi protagonisti, motivo in più per non mancare….

  6. Un’abbraccio fra più persone può apparire come una forma di resitenza o un’espressione di affetto, la follia può essere considerata mera patologia o sublime forma d’arte, la scrittura di un libro talvolta viene vista solo come l’ennesima espressione egocentrica dello scrittore piuttosto che il tentativo estremo di tendere una rete solidale di ascolto….perché una cosa deve escludere l’altra?O peggio ancora peché spesso tendiamo a vedere il bianco o il nero delle cose, forse perché ormai il mercato le vende già con colori predefiniti…essere alternativi a volte significa solo tornare a usare tuttala gamma di colori, di sfumature e…di sensi.

    Avanti tutta!

  7. Bisogna conoscere il festivaletteratura di Mantova sponsorizzato dai petrolieri che fanno la cresta alla benzina e dagli editori che fanno la cresta ai libri per poi lamentarsi che gli Italiani non leggono e bisogna conoscere il controfestival di Pitigliano la cui forza è la forza della gente che è sponsor di se stessa. Allora cara Valentina capiresti la differenza tra chi scrive per vanagloria edonistica e che lo fa perchè avverte il bisogno di tendere una rete di solidarietà e di ascolto.Conosco entrambe le manifestazioni e, quest anno, non ho dubbi per quale opterò: sarò a Pitigliano, anche se il mio desiderio segreto è di vedere Marcello Baraghini ospite a Mantova!

  8. Condivido in pieno quanto scritto da Baraghini, è ora di dare piu’ spazio alle case editrici Alternative come Stampaalternativa, Macroedizioni, Andromeda, …. che sono una voce fuori dal coro nel panorama delle case editrici piu’ grosse e tradizionali dove chiaramente tutto e veicolato dai loro proprietari al fine di trasmettere i loro veleni mediatici e mantenere le persone nella loro ignoranza culturale e mentale.
    Poche case editrici come stampa alternativa hanno il coraggio di affrontare argomenti tabu’.
    Per fortuna oggi esiste un’ altro veicolo molto veloce di interscambio di informazioni tra le varie intelligenze etiche sparse intorno al pianeta, il suo nome è Internet, come una coscienza collettiva permette all’ umanità di autoconsapevolizzarsi per permettere quel salto di coscienza che urgentemente serve al ns pianeta per evitare la distruzione mentale e fisica dell’ Uomo e di cio’ che lo tiene in vita.
    Quanto vomitevoli sono le rappresentazioni da avanspettacolo nella presentazione di un libro come Harry Potter che io definisco la versione moderna e maschile di Alice nel paese delle meraviglie dove già le piccole generazioni sono anestetizzate in un mondo onirico e allucinogeno, che distacca dalla realtà e che toglie loro la cosa piu’ favolosa l’ uso della propria immaginazione.
    Mi spiace molto di non essere a Pitigliano come l’ anno scorso con Rete180.
    Un saluto da Alessandro di Rete180

  9. Da 10 anni seguo il Festivaleteratura di Mantova ma credo proprio che quest’anno diserterò per essere a Pitigliano anche perché mi intriga molto il fatto che un medico scriva un romanzo dal titolo “Psicofarmaci agli psichiatri”…mi sorge anche un dubbio o più una curiosità: un uomo che come medico riesce a porsi così vicino alla dimensione di ascolto come riesce a conciliare lavoro e vita privata? quanti sono i rischi di sovrapposizione? E ancora…una curiosità forse più banale ma per una futura lettrice del libro fondamentale….perché proprio Ketty (ho letto l’introduzione di stampalternativa) come personaggio principale e..non Sara ad esempio?

    Nome evocativo di…o persona evocativa….

    Vorrei proprio che Lei, dottore mi rispondesse…e proprio per questo ci sarò.

    Probabilmente Marcello Baraghini potrà risolvere questo arcano…essendo una diversaMente lettrice..non mancherò!

  10. Povero dottor Baraldi…non saprebbe rispondere alle prime due domande che sono veramente impegnative…ma per fortuna il Dottore consciuto sull’isola di Itamaracà ha da tempo risolto il problema relegandolo a livello delle menate che si fanno i civili occidentali per complicarsi la vita. Così infatti risponde il Dottore a una contestazione che più o meno, cara Luana, ricorda la tua domanda:

    «Ecco altre parole che ho imparato a non sopportare più» ribattè con grande decisione il Dottore. «Giusta Distanza Terapeutica, Neutralità del Setting … predicate la giusta distanza come se una relazione d’aiuto si misurasse a metri, raccomandate la neutralità affettiva come se uno psichiatra potesse dimenticarsi di appartenere al normale consorzio umano! Io ritengo che alla distanza vada contrapposta la vicinanza, che lo scambio di emozioni e di gesti empatici sia più efficace del rapporto asimmetrico tra medico e paziente, che non esiste possibilità di fare terapia senza la convinzione che ciascuno di noi può imparare molto dai suoi malati.»

    Devo dirti che rileggendo queste parole … vedi un pò! mi trovo perfettamente d’accordo!!!
    Quanto alla scelta del nome della protagonista, purtroppo non posso dire la verità (cioè che uno dei pochi superstiti ammiratori dei Pooh non poteva che chiamare Ketti la protagonista della sua storia) perchè perderei la stima dei lettori e la fiducia nel romanzo. Per questo unico motivo mi inventerò una ragione personale e segreta…ma mi ci vuole qualche giorno…forse fino a sabato 8 Settembre!!!

  11. Caro dottore,

    da come mi hai risposto capisco bene quanto tu sia un “consumato” scrittore e abile conoscitore dei meandri della mente umana. La tua passione per i Pooh la vedo però usata come un paravento e ciò mi delude; ma d’altronde qual’é uno scrittore che mette a nudo completamente se stesso?

    Comunque farò il possibile per essere a Pitigliano domattina, per poterti guardare negli occhi (specchi dell’anima?).

  12. Caro Enrico, io ero a Pitigliano ma tu dov’eri?
    Io non ho visto né sentito e men che meno ascoltato l’autore del romanzo “Psicofarmaci agli psichiatri”.
    Credevo e mi sono illusa di vedere, guardare, carpire anche per un solo attimo la luce della tua anima che doveva anche se timidamente illuminare i tuoi occhi.

    Era solo presente una persona preoccupata esclusivamente di promuovere il proprio libro attorniato da quelle anime che ti sono servite per il tuo mero ed egoistico show.

    Ti ringrazio per questa tua esibizione e con l’anima ferita ti prego non prendere psicofarmaci perché i tuoi psicofarmaci dovrebbero essere quelle anime che tu hai adoperato e che si sono adoperate per te sicuramente non per aumentare le vendite della loro sofferenza.

    Ciao

  13. cara Luana, mi dispiace che tu sia venuta a Pitigliano, alla libreria di Stampa Alternativa (dove ogni cosa è vicina) con l’atteggiamento e le aspettative di che si reca ad assistere a una registrazione dell’Isola dei famosi.
    A Pitigliano non c’erano vip irraggiungibili o santoni che si esprimono con la luce dei loro occhi, ma un gruppo (quello dei redattori di Rete 180) che ha condiviso con altre persone, attorno a una tavola imbandita e allettante che nessuno tuttavia ha toccato fino alla fine dell’incontro, la presentazione di Psicofarmaci agli psichiatri.
    Peccato che tu non abbia colto la situazione elettrizzante che si è creata e tu non sia intervenuta per dire a tutti quello che mi scrivi sul blog. Avresti trovato ascolto e risposte di dissenso (credo ad esempio da Gianna e da Cinzia che sanno ben distinguere chi li manipola da chi li rispetta) e anche ragioni da vendere…sì, ad esempio io ti avrei dato ragione. Può essere infatti che la pressione a rendere l’idea di un libro che credo sia importante e non solo per me, mi abbia portato a perdere di vista il contesto e ferire, mio malgrado, un’anima sensibile e attenta com’è la tua anima.Per questo, sinceramente, ti chiedo scusa.

  14. Rieccomi Enrico,

    non volevo più scriverti ma poi ho pensato che una persona diventa personaggio o vip o santone se qualcuno gli da il beneficio o il maleficio…ma ti avrei mandato volentieri a c…..!
    E invece no, anche perché probabilmente tu hai il dubbio che io, sin dall’inizio abbia voluto scherzare o brincare e questo l’ho percepito da come hai risposto alla mia penultima “mail”. Tuttavia hai dimostrato con intelligenza di essere una persona che sa farsi “odiare” tanto quanto ben volere e spero anche un domani amare (non solo nei romanzi).
    Persa l’occasione di conoscerci a Pitigliano, spero un domani di incontrarti per venire a contatto magari con quella parte “peter pan” che probabilmente con il gruppo della radio esce con la gioia e il piacere sia tuo e credo anche degli altri.

    Ti prego di salutarmi, anche se l’ho fatto a Pitigliano e forse non con tutti, Rete 180 e chi in essa tanto crede.

    Ciao.

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