Non vendiamo libri a peso, diamo peso ai libri

Foto di PongAcciaGli sconti fan male ai librai. Questo è lo slogan che chiude l’accorata lettera di un libraio di Torino, Rocco Pinto, pubblicata alla terza pagina del supplemento Tutto Libri allegato al quotidiano LaStampa di sabato scorso, 30 giugno 2007. Lo raccogliamo ben volentieri nel nostro blog per aprire un dibattito sul tema e per ribadire che anche noi condividiamo il suo pensiero e siamo dalla parte delle librerie indipendenti.

Da tempo denunciamo nel circuito librario la concorrenza sleale che le grandi superfici stanno perpetrando ai danni delle piccole e medie librerie indipendenti. Il marketing aggressivo delle grosse case editrici ha di fatto imposto al mercato una pratica che alla lunga si rivelerà suicida: la politica di sconti favorisce le grandi catene e penalizza il piccolo punto vendita. Il quale rimane l’unico a dare dignità al libro e deve proporlo al lettore a prezzo intero. In caso diverso sarà il far west perché il lettore, trasformato in mero consumatore, sarà messo nella condizione di essere sempre più propenso a rincorrere il miglior prezzo e quindi a disertare le piccole librerie, puntando più allo sconto che alla qualità delle proposte.

Con questo scenario il futuro dei libri esclusi dalle classifiche e dalle ribalte di più largo successo è veramente in pericolo, soprattutto se non riusciamo a salvare l’indipendenza delle librerie dalle leggi ferree di mercato, investendo in vere politiche culturali di rilancio e non in leggi-burla quali quella sulla liberalizzazione dello sconto.

La nostra casa editrice da tempo si è sensibilizzata su tali problemi andando incontro alle librerie medie e piccole, proponendo alle stesse campagne speciali che leghino sempre di più i librai alle politiche culturali dell’editore. Attraverso queste campagne fiduciarie, l’editore offre al libraio dei sospesi particolari con pagamenti anche a un anno, su titoli scelti dal proprio catalogo storico. Un piccolo aiuto finanziario di Stampa Alternativa alle librerie che si vogliano diversificare dall’offerta delle grandi catene che sempre di più penalizzano la visibilità dei piccoli e medi editori. Questa politica chiede in cambio soltanto una maggior visibilità del nostro catalogo e un miglior servizio per il lettore che ora sempre più spaesato potrà trovare offerte culturali più specializzate e di qualità.

Angelo Leone è il direttore commerciale di Stampa Alternativa.

Commenti

4 commenti to “Non vendiamo libri a peso, diamo peso ai libri”

  1. DiegoRossi on Luglio 3rd, 2007 11:52

    Caro Angelo, sono solo parzialmente d’accordo con te. Rispetto il tuo punto di vista, legato alla libertà di diffusione minacciata dalle grandi catene, che indirizzano su canoni spesso troppo commerciali l’editoria, ma penso che il costo di un romanzo possa e debba essere contenuto. D’altra parte il maggiore successo di Stampa Alternativa è stato colto proprio nei formati che si avvicinano al lettore con un prezzo ridotto. Da autore penso che sia lo scrittore stesso a dover scegliere di rinunciare agli utili in almeno una delle sue opere per conquistare quella visibilità che non raggiungerà mai sullo scaffale. Infine, sempre da autore penso che mi provocherebbe dispiacere sapere che un mio libro costi più di un Marquez o un Amado, che diavolo! Ci vuole estrema umiltà in tal senso. W la diffusione della cultura soprattutto se di qualità. Esistono molti modi di essere competitivi, ma il business è cosa diversa dalla cultura. Impensabile che un esordiente pubblichi a 12-14 addirittura 16 euro.

  2. Angelo on Luglio 4th, 2007 06:03

    Caro Diego, sono perfettamente d’accordo sul fatto che i libri dovrebbero costare di meno e questo a prescindere dallo sconto, questo contribuirebbe a una maggior diffusione dei testi e quindi della cultura. Noi abbiamo lanciato negli anni ‘90 la mitica collana Millelire che ha avuto una diffusione di massa proprio perchè andava in questa direzione. Tieni però presente che proprio le grandi catene oggi snobbano il super economico perchè poco remunerativo e quindi se oggi abbiamo uno spazio minimo di diffusione del catalogo storico Millelire è solo grazie alle piccole e medie librerie.
    Per quanto riguarda il tuo punto di vista di autore in merito ai compensi e al rapporto diffusione/costo libro, concordo pienamente. Oggi un giovane dovrebbe rischiare sulla prima tiratura anche lui, rinunciando alle royalty (oppure pubblicare con licenza creative commons in rete) e questo per permettere all’editore di contenere i prezzi e di dare maggior diffusione alle opere prime di narrativa. Ma il mercato purtroppo non funzion così e la politica delle grosse case editrici (che sono proprio quelle che hanno interesse a proprorre gli sconti nelle grandi catene)va nella direzione opposta, cioè lanciare autori sconosciuti attraverso campagne di marketing costosissime che alzano indubbiamente il prezzo di copertina finale al lettore per poi svendere le opere con super sconti che ubriacano il mercato e nulla più.

  3. PongAccia on Luglio 17th, 2007 12:49

    Grazie per aver utilizzato la mia foto.

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