Tigre: dal diario in poi / 2

Tigre di Maurizio Balestra(Qui la prima parte di questo post) Con il passare del tempo, il lavoro si è ampliato prendendo una direzione imprevista. Infatti, quando tutto era a buon punto e quasi pronto per essere pubblicato, casualmente, parlandone con il segretario dell’Istituto storico provincia della resistenza di Forlì, Vladimiro Flamigni, questi si ricordò dell’esistenza di un’intervista, fatta dai ragazzi della scuola media di Ca’ Ossi e depositata lì presso l’archivio, dove in 34 pagine dattiloscritte Terzo Larice narrava tutta la sua vita.

Gli interrogativi sulla sua persona venivano di colpo chiariti e anche molti altri. Il suo nome di battaglia non era un prestito letterario ma un ricorso delle avventure sudamericane. Tigre non era la Tigre della Malesia, era el tigre, il giaguaro. Non fu possibile rintracciare il nastro ma anche dal dattiloscritto, con tutte le omissioni, le incomprensioni e le correzioni che conteneva, Tigre emergeva con tutta la sua forza espressiva e la sua statura morale.

L’esistenza del documento non mi permise di considerare il lavoro finito e l’idea di pubblicare solamente il diario del II battaglione fu accantonata per un nuovo progetto, che comprendeva entrambi i documenti. La ricerca si ampliò enormente: dalla valle del Savio alle savane del Sudamerica, da un periodo di pochi mesi a quasi un intero secolo. La vita di terzo Larice. Attraverso la quale è possibile ripercorrere i momenti più importanti della nostra storia recente.

Risultato ne fu il volume Diario e ricordo del II battaglione, edito da Tosca nel 1998, per il quale, insieme ai tanti che mi hanno aiutato nella ricerca, devo ringraziare Cinzia Larice, nipote di Terzo, che potei conoscere fortunosamente solo quando il lavoro era quasi ultimato e che mi permise di mettere in luce gli aspetti più nascosti della personalità dello zio e chiarire gli ultimi dubbi.

Sempre lei, una volta pubblicato il volume, mi mise in contatto con un anziano signore, Vincenzo Utili, che a suo dire, prima di morire, voleva togliersi un peso dalla coscienza raccontando quanto aveva appreso da Secondo Larice e ci fece il racconto qui riportato. Dove, in breve, sembra che Mussolini, poco prima della partenza da Milano, il 25 aprile 1945, abbia affidato a Secondo Larice, all’epoca questore, una borsa con l’incarico di consegnarla al comando delle brigate Garibaldi. Non so se il racconto sia vero, ma se lo fosse – e non ho motivi per dubitarlo – ai tanto misteri lasciati irrisolti con la morte di Mussolini verrebbe ad aggiungersene un altro.

Queste notizie riguardanti la figura di Secondo Larice e la nuova documentazione sull’attività dell’VIII brigata Garibaldi reperita in questi anni, insieme all’interesse suscitato a suo tempo dal volume, mi spingono ora a ripubblicarlo con una cosa editrice capace di garantirne una diffusione più vasta.

Concludo riportando il testamento di Terzo Larice, conservato dalla nipote, dove Tigre, per l’ultima volta, alla pari di eroi antichi, mostra il suo carattere di combattente indomabile e indomato, neppure dall’approssimarsi della morte.

Ospedale Pier Antoni 4/11/79

Cara Cinzia

se qualcosa avesse a succedermi di tutto quello che vi è in casa disponi tu – Intanto io averto:

1° che laffitto di casa è pagato con un anticipo di 3 mesi
2° soldi in una bottiglia sono sopra allarmadio
3° nei libretti che sono nel primo casetto del comò uno è di Albini Maria (Moglie del povero Settimio che fu in Italia sei mesi)
Ci sono e ritiro essa dal suo libretto 1.500.000 il rimanente va a lei col suo libretto. Bisogna vedere attraverso lufficio Inca della Camera del lavoro come puo fare a rittirare lei la sua penscione forse anche tramite la banca gli altri sono al portatore puoi tirirare tu. In una scattolina sempre nel 1° casetto del como vi è una cassettina con orecchini e anello d’oro.

Ho fatto questa memoria in caso…

Le croci di guerra che sono nella sua divisa debbono andare allufficio storico della Resistenza in Via Albiini a Forlì

dovranno essere messe nei quadri coi diplomi di partigiani mio e del povero Gino. Colla divisa voglio essere vestito

Così se ritorno faro la rivoluzzione contro a tutta questa sporcizia Fantaniana Andreotoni[a]na Donat Catenia Brodatania [1], Longania i S.D. [2]

Tutti ladri coruttori e porchi

Vi saluto tutti voi e miei cari giovani e vecchi amici di Ca’ ossi cosi pure

tutti glialtri Comune Camera del lavoro Am.pi Partito Federazione Cooperativa

Terzo

meno Unipol ladro

Note

[1] Si riferisce a Guido Bodrato.
[2] Socialdemocratici.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>