E meno male che in Italia vige il veto sulle recensioni…

Ci vuole il permesso per recensire un libro? Pare proprio di si. Almeno secondo una mega-corporation italiana. È quello che, mio malgrado, ho scoperto oggi, e la storia è troppo ghiotta per non condividerla al volo. Il nuovo libro del noto autore su temi cultural-digitali David Weinberger esce qui in Usa ufficialmente il primo maggio (Everything Is Miscellaneous: The Power of the New Digital Disorder). Come altre volte, gliene chiedo una copia per farne una recensione in anteprima per i lettori italiani—visto che il volume uscirà a breve per una grosso conglomerato nostrano.
Passo ad altro, e poco dopo riecco una sua mail.

Si dice imbarazzato e dispiaciuto, ma per motivi contrattuali non può più spedirmi la review copy promessa. Perché mai? Be’, per i vincoli contrattuali tra l’editore italiano (nome grosso, pubblica autori di fama e titoli mainstream) e quello USA, chiunque lo recensisca su siti-spazi italiani e in italiano deve per forza passare per tale importante editore. (Indovinate chi sarà mai?!). Se faccio la recensione in english, invece, no problem.

Si vorrebbero cioè pianificare le recensioni in occasione dell’uscita italiana, controllare a chi si spedisce le copie-saggio, tampinare dove e cosa se ne scrive. Una sorta di veto sulle recensioni. Proprio così. Eppure, tra poco, con il libro ormai in giro in Usa, parecchi ne parleranno online, con inevitabile travaso finanche in Italia e sui blog italiani. Mr. Weinberger non c’entra nulla, sia chiaro. Ma non finisce qui.

Commenti

4 commenti to “E meno male che in Italia vige il veto sulle recensioni…”

  1. Angelo Vitale on Aprile 25th, 2007 06:10

    Caro Bernardo, sarà utile sapere chi è l’editore e scaricargli addosso una valanga di mail di scorno!

  2. berny on Aprile 25th, 2007 14:44

    well, per ora meglio tacere, visto che sto proseguendo gli scambi email e in attesa di prossime mosse…pero’, certo, una sorta di boicotaggio o iniziativa simile alla richiesta di risarcimento simbolico a RCS non ci starebbe male

  3. tillj on Maggio 26th, 2007 22:32

    Beh certo! se la casa editrice italiana ha comprato i diritti è lei che decide, poi..costi di pubblicità che devono rientrare, presentazione libro e relativi guadagni.Insomma rientrare nelle spese dei diritti pagati.(suppongo abbia comprato i diritti per l’italia).Non ho capito che casa editrice è ma, se è quella che ha anche quotidiani e riviste varie, ha i suoi recensori che hanno vantaggio su tutti.Le case editrici vivono di questo:pubblicità, vendite,presentazione e poi ristampe su ristampe,pocket ecc. ecc.
    Non mi meraviglia che si siano opposti.Non so se sia giusto o meno,non sono editore quindi non conosco la prassi,ma non è il caso-secondo il mio punto di vista- di offendersi. Gira e rigira, non chiederanno direttamente,ma le recensioni le gradiranno.Son le picole e medie case editrici che hanno più bisogno di pubblicità,lo sappiamo bene. i costi sono alti e per dirla tutta gli scrittori esordienti hanno, quasi sempre, molto spessore e tanto di nuovo da dire.io propongo di aiutare questi ultimi a farsi spazio che recensire chi verrà portato molto in alto e con libro già edito in u.s.a.
    Recensirlo prima toglie la sorpresa,”gli tagli le gambe” in senso lato.Senza scoop e grancasse non vende.
    baci & abbracci.

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