La Biga Rapita sul New Yorker

Grazie ad Angelo per la sua segnalazione, riproponiamo il lancio dell’Ansa che annuncia l’attenzione del New Yorker per la biga rapita e per l’omonimo libro di Mario La Ferla.

La biga d’oro finisce su “New Yorker”

Perugia - La Biga d’oro sul patinato “New Yorker”. Il prestigioso settimanale statunitense si sta intereressando della storia del prezioso reperto etrusco che la piccola Monteleone di Spoleto sta cercando di riavere dal Metropolitan Museum, che tornerà ad esporla, dopo un restauro durato sette anni, il 20 aprile prossimo. Per quella data dovrebbe uscire un ampio servizio del “New Yorker”, che si sta interessando di come questo carro di 2.600 anni fa, ritrovato all’ inizio del Novecento in un campo di Monteleone, sia arrivato negli Stati Uniti.

Un libro di Mario La Ferla (”La biga rapita”) ricostruisce la storia, e proprio La Ferla è stato intervistato dal settimanale newyorchese, che avrebbe fatto altrettanto con i dirigenti del Met. Questi ultimi, alle pressanti richieste del Comune di Monteleone per riavere la Biga, hanno più volte risposto che “sarebbe come se il Louvre dovesse rimandare in Italia la Gioconda”.

L’ultimo sangue: comprendere per combattere

L'ultimo sangue di Marco Salvia e Stefano RennaDi Napoli si parla e si discute ferocemente per buona parte del 2006 arrivando a varare un piano politico. Poi il silenzio. Vi sono un paio di mesi di apparente tregua poi tutto ricomincia più violentemente che in passato e in questi giorni è il caos come e più di prima. In città è la guerra, ma senza i media la guerra non c’è, è “dimenticata” come si dice per alcuni conflitti del terzo mondo.

I giornali si domandano se un nuovo record di ammazzamenti è stato raggiunto, quello sono costretti a segnalarlo, ma non osano questa volta riproporre il caso negli stessi termini simil-scandalistici, significherebbe ammettere di aver fallito. Su quello che accade a Napoli all’inizio della nuova ondata di piena della camorra vi sono rare battute in coda di tg e trafiletti ma poco di più.

Esce così in questa fase il mio libro, L’ultimo sangue con le immagini di Stefano Renna. Un lavoro costato quindici anni di lavoro fotografico sul campo e cinque anni per mettere su un impianto comunicativo atto nei nostri piani a realizzare una mostra con audio, un video di poesie e immagini ed un libro di racconti e fotografie. Esce solo il libro grazie alla volontà e alla coerenza di Stampa Alternativa. Continua

BookProject: ricchezza sociale tramite lo scambio-libri

BookProjectSi moltiplicano in Usa le iniziative di base e autogestite mirate alla massima circolazione della conoscenza. Puntando sul libro cartaceo come veicolo primario. È il caso di BookProject, sorta di biblioteca ambulante che opera a livello individuale. Chi è interessato a far circolare un certo volume, lo segnala sul sito e riceve un codice che riporta nel frontespizio. Da qui il libro passa di mano, prima fra amici e poi inevitabilmente in circuiti più ampi. Chiunque lo legga può commentare nel relativo “travelog” sul sito fino a seguirne passo passo, volendo, il viaggio continuo. Per poi usare altre opzioni comunitarie online e contribure variamente. I volumi sono per lo più “issue-oriented”, suddivisi in sezioni quali antropologia, pace, media, globalizzazione, con l’obiettivo dichiarato di “creare parità di ricchezza sociale e sostenere la vita sul pianeta”.  Fra i titoli in circolazione, Big Bucks, Big Pharma, The Global Class War, When Corporations Rule the World. Creato da un gruppo di cittadini di Portland, Oregon, il progetto è completamente gratuito e gestito da volontari.

Telekom Serbia, ancora nulla da dichiarare?

Telekom Serbia di Giulio Manfredi Oggi diamo spazio a un comunicato stampa che ci invia Giulio Manfredi, autore del libro Telekom Serbia - Presidente Ciampi, nulla da dichiarare? Il testo di Giulio annuncia che il prossimo 23 maggio ci sarà la seconda udienza del processo controil nostro autore, il quale risponde che “sara’ un’ottima occasione per commemorare decennale affaire Telekom Serbia (9 giugno 1997)”. Scrive ancora Manfredi:

Nel corso della Direzione Nazionale di Radicali Italiani, l’esponente radicale torinese Giulio Manfredi ha reso noto che il prossimo 23 maggio si terrà a Roma la seconda udienza del processo in cui è imputato “per aver diffuso a mezzo internet notizie offensive dell’onore e della reputazione” dell’avvocato Giovanni Di Stefano (già socio d’affari del criminale di guerra serbo Arkan, già difensore di Milosevic e di Saddam Hussein).

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Rassegna su web: le ultime novità

Stampa AlternativaMusica, romanzo sociale, la biga rapita, la giungla del giornalismo e il fuorigioco di Bianciardi sul Guerin Sportivo sono gli argomenti che vanno a nutrire la rassegna su web di questi giorni. In particolare, per chi volesse approfondire, sono queste le segnalazioni che rilanciamo:

Passioni e genialità di hacker, scienziati e pionieri

Hacker, scienziati e pionieriCredi davvero che Bill Gates abbia veramente inventato il Personal Computer, la Apple abbia inventato il mouse, Marconi la radio, Edison la lampadina, Morse il telegrafo? Niente di più falso. Per sapere come sono andate davvero le cose basta dare un’occhiata a questo libro, che a breve sarà in libreria: Hacker, scienziati e pionieri: Storia sociale del ciberspazio e della comunicazione elettronica. Un’articolata esplorazione, condotta alla grande da Carlo Gubitosa, che ci porta in lungo e in largo nella Storia per rivelare, ad esempio, che già nell’antica Grecia erano stati realizzati dei “computer” per effettuare calcoli legati alle maree. E che fu Nikola Tesla, mentre “giocava con i fulmini” a mettere a punto il primo sistema industriale di produzione e trasporto della corrente alternata. Fino a Tim Berners-Lee, lo scienziato che dopo aver inventato il world wide web ha voluto consegnare all’umanità la sua creazione senza rinchiuderla nella gabbia del copyright. Rilasciato sotto licenza Creative Commons, il testo integrale sarà disponibile nelle prossime settimane per il download su Libera Cultura.

Parola di lettore: cosa ne pensate dei nostri libri?

Navigando in giro per la Rete, capita sempre più spesso di imbattersi in blog e in siti letterari che ospitano le opinioni dei lettori sui nostri volumi. Recensioni, spunti, critiche e quant’altro relative a (o stimolate da) i libri editi da Stampa Alternativa. Logico perciò il rilancio in questo spazio: inviateci fin d’ora le vostre considerazioni, andremo a pubblicarle sotto la nuova sezione Parola di lettore.

Il blog si fa sempre più movimentato (e i commenti trasbordano!), per cui è il caso di condividerlo al meglio. Soprattutto con te, con voi. Non ci attendiamo recensioni lusinghiere—o almeno non solo quelle—ma anche critiche, idee, riflessioni suscitate dal libro di Stampa Alternativa che vi è capitato tra le mani.

Dunque, se volete dire la vostra, inviate i materiali all’indirizzo email: redazione@stampalternativa.it. Ovviamente, sarete liberi di ripubblicare ovunque vorrete quei testi. Non siamo certo gelosi dei diritti d’autore, dato che parte dei nostri volumi sono rilasciati con licenza Creative Commons su Libera Cultura. E grazie a tutti!

Battisti e i suoi mistificatori

L’arte della fugaCesare Battisti è stato arrestato in Brasile. In Italia è cominciato il linciaggio. Personalmente ho conosciuto Battisti attraverso la sua opera letteraria, assolutamente rilevante. Ho curato per Stampa Alternativa un’antologia dedicata al tema dei fuggitivi: L’arte della fuga. Assieme agli scritti di B. Traven e J. London, sono state proposte al lettore alcune pagine di Battisti: una stupenda riflessione sul tema degli anni ’70, la lotta politica, la fuga e l’esilio.

Adesso su Battisti tornano a accanirsi i media: lo dipingono come un mostro, parlano di vittime in carrozzella. Ma la realtà è molto diversa e sorprenderà leggere che per l’omicidio di Torregiani Battisti non ha alcuna responsabilità (come emerge dalle carte processuali). Ecco di seguito un kit di materiali per smontare la canea latrante che, con sapiente operazione comunicativa, è stata allestita contro Cesare Battisti:

Ma che lupa è?

La Lupa capitolinaNella arroventata polemica tra archeologi a proposito della datazione della scultura bronzea etrusca della Lupa, orgoglio dei Musei Capitolini, si ripete l’ennesimo scenario tra due tipi di accademici di opposta formazione: il professor Andrea Carandini che rappresenta la “vecchia guardia”, colta e convincente, e la professoressa Anna Maria Carruba che esprime invece il tecnicismo sbrigativo e autoreferenziale tanto in voga. Carandini sostiene l’etruschicità della Lupa (V sec. a.C.), la Carruba la dice opera “alto-medievale”. L’abisso tra le due datazioni è talmente enorme che, forse, la verità potrebbe essere un’altra.

Si fa un gran parlare sulla datazione ma non si spende una riga su cosa quel bronzo rappresenti e significhi. Sembra che il dato tecnico e specialistico – la datazione – sia più importante dell’oggetto in sé. In realtà quella lupa che allattò i Gemelli ha una storia e un simbolismo che, sino a oggi, quasi nessuno conosce. Mi sono recato nei luoghi fisici dove nacque il culto della dea-lupa e ne ho ricostruito la storia che prima o dopo pubblicherò. Le origini del culto vanno ricercate nel neolitico o anche nel paleolitico. Da quella remota epoca, attraverso gli spostamenti di popoli nomadi, il culto trovò ampia rappresentazione nell’Italia centro-meridionale, verso gli inizi dell’età del ferro (IX-VIII sec. a.C.), e durò fino in età medioevale (bolle papali contro i “Lupercalia” e i “riti etruschi”). Continua

Nuova California: qua nessuno sta sopra il cielo

Nuova California di Pietro AngeliniNuova California ha il sapore pastoso della storia recente e dei suoi conflitti e l’odore acre del presente. Vive della nostalgia degli anni delle battaglie del Settantasette e si è già svegliata con la consapevolezza di aver perso. O, quanto meno, che qualcuno ha perso più di altri. Eppure sbatte sulla carta una vita intensa, consumata di notte e di giorno tra amici che sono la copia originale dei personaggi che d’estate battono la riviera. Solo che la storia di Nuova California si consuma d’inverno, quando la faccia dell’industria balneare è indecente, con il trucco sbavato e che vive nella fretta di rifarsi il belletto per la stagione che incalza.

L’autore di questo romanzo, Pietro Angelini, riprende un tema già discusso in più occasioni in questi primi mesi dell’anno, il Settantasette bolognese, quando le agitazioni di piazza trovavano linfa in sogni rivoluzionari e lo scontro con le forze dell’ordine era una danza di guerra a cui non ci si doveva sottrarre. Tre decenni tondi sono trascorsi da allora. Tre decenni in cui i morti non sono stati dimenticati, ma che hanno perso la tensione morale e politica per tendere ad altro, figlio forse più del riflusso degli Anni Ottanta che di pulsioni sovversive. Continua

H.P. Lovecraft: anche la morte può morire

HP Lovecraft70 anni fa, il 15 marzo 1937, moriva a Providence (Rhode Island, Usa) Howard Phillips Lovecraft, fra i maggiori scrittori di letteratura horror dopo Edgar Allan Poe e precursore del genere di fantascienza. Nonchè autore di molta “weird fiction”, iperprolifico scrittore epistolare e seguitissimo portavoce del “fantastico”. Oltre a un ricco archivio generale (in inglese), online abbondano le commemorazioni e i commenti, mentre proseguono i pellegrinaggi alla sua tomba, nel cimitero di Swan Point a Providence, tra i cui graffiti spicca la famosa citazione tratta dall’antologia di racconti Il richiamo di Cthulhu:

Non è morto ciò che in eterno può attendere,
E col passare di strani eoni, anche la morte può morire.

Scaffali in fuorigioco

Il fuorigioco mi sta antipatico di Luciano BianciardiÈ l’8 marzo, un sole generoso scalda le strade e, accogliendo l’invito di Ettore Bianciardi, decido di fare un giro per le maggiori librerie di Torino per vedere come stanno trattando il libro del padre Il fuori gioco mi sta antipatico. C’è aria di festa per le strade, le donne, dimenticando gli altri 364 giorni dell’anno, sfoggiano compiaciute ciuffi di mimose; io sempre più irritata ho voglia di urlare a squarciagola: “Non è un compleanno, è un anniversario!”

Comincio con una libreria di via Garibaldi e dopo aver fatto un inutile giro sbirciando negli scaffali e sui lunghi banchi laterali, chiedo alla signora addetta alla cassa dove posso trovare il libro dalla copertina verde; questa un po’ imbarazzata mi domanda se sono sicura che sia uscito un libro con quel titolo. Dopo un po’ interpella un collega il quale finalmente mi indica il punto di uno scaffale «dove forse c’è quello che cerca». In effetti c’era, ma era incastrato, in senso verticale, in mezzo ad altri libri. Dopo aver fatto notare alla cassiera che Bianciardi non va trattato in quel modo vado via, mi sono poi diretta in via Po. Qui i due gestori, quando ho chiesto del libro, sono caduti letteralmente dalle nuvole: «E’ sicura che è di recente pubblicazione?» ha detto, la proprietaria, sbirciando sul video del computer. Niente, a loro non risulta che sia stato pubblicato un libro su Bianciardi. Ho notato che il tipo con la barba che affianca la signora quando ho fatto il nome della casa editrice ha impercettibilmente storto il naso… Continua

La trave nell’occhio del Palazzo

No alla guerra senza se e senza ma di VauroMentre la trasmissione di Michele Santoro racconta la vicenda della base militare di Vicenza e mentre si cita a titolo di precedente che, per esempio, un’altra base, quella di Aviano, è stata usata per detenere illegamente un imam rapito dalla Cia con la collaborazione - pare, dato che il processo ai presunti responsabili si aprirà solo il prossimo giugno - dei servizi segreti militari italiani, Peace Reporter pubblica una breve notizia: Abu Omar: nuovo ricorso del governo contro magistratura di Milano. Si legge in proposito:

Il governo italiano ha presentato un nuovo ricorso alla Corte Costituzionale, reiterando l’accusa di violazione del segreto di Stato nei confronti della magistratura di Milano nella gestione del caso di Abu Omar, ex imam di Milano. Ieri l’Avvocatura generale dello Stato avrebbe depositato le pratiche relative a questa vicenda, richiedendo che venga invalidata la disposizione del tribunale di Milano, enunciata il 16 febbraio, che aveva rinviato a giudizio 33 persone, tra cui l’ex direttore del Sismi Nicolò Pollari e 26 agenti Cia.

Ora, si sta dicendo, il problema è rappresentato da un paio di magistrati che avrebbe violato il segreto di stato. Invece per l’esecutivo non risulta essere un problema che: Continua

Una galassia e un approdo a colori

Galassia GutenbergVenerdì, sabato, domenica e lunedì (16-17-18-19) si svolgerà a Napoli la diciottesima edizione di Galassia Gutenberg (la più importante fiera del libro del mezzogiorno), quest’anno alla Stazione Marittima, Molo Angioino. Serviva qualcuno che gestisse lo stand di Stampa Alternativa e così mi sono offerto di farlo. Là incontrerò probabilmente qualcun altro dei miei colleghi-autori, come Giuse Alemanno, Manila Lo Giudice, Chiara Lico. Mi darà una mano ad animare lo stand il prode Roberto Valentini, amico di sempre, cartografo dilettante, navigatore dei libri antichi e delle rotte meno battute.

Io ci sono sempre andato a Galassia, e mi ricordo da adolescente che arrivavo allo stand di Stampa Alternativa come a un approdo. Mi colpivano i colori delle copertine, i formati delle collane, i titoli, la varietà, i contenuti controcorrente, l’atmosfera di intelligenza e libertà fuori dagli schemi. Mi immaginavo gli stampatori alternativi come un gruppo di geniali cospiratori, e gli autori di Stampa Alternativa erano ai miei occhi molto più affascinanti di quelli delle grandi case editrici senz’anima, perché li immaginavo parte di un progetto culturale incazzato e rigoroso, fratelli in una combriccola di creatività e impegno. Me li immaginavo, appunto, a battere strade e cantine ascoltando e raccontando storie, e a sudare per scaricare scatoloni di libri alle fiere, e non certo a pontificare ovvietà in qualche salotto letterario. Immaginavo che pensassero a loro stessi come artigiani della parola e del racconto, e mai come artisti. Continua

Zitto e scrivi: lo stato di una professione

Zitto e scrivi di Chiara LicoIn Italia il numero dei giornalisti precari ha superato quello degli assunti. Sono 12 mila i professionisti contrattualizzati e più di 20 mila quelli che lavorano senza contratto a tempo indeterminato o determinato. Nel complesso, sono 30 mila le persone che in Italia fanno informazione e di queste solo un terzo hanno un contratto nazionale da professionisti. Il resto è fatto di collaboratori, precari e coloro i quali anche senza avere il requisito professionale adatto a svolgere questo mestiere, nei fatti lo svolgono.

Il progressivo declino della competenza di chi lavora in questo ambito trova alimento anche nella minor selezione che viene fatta alla radice. Ad esempio nessuno affronta come si dovrebbe l’infausto pullulare delle scuole di giornalismo che sfornano, di anno in anno, giornalisti abilitati alla professione che a parte gli stages estivi non sanno neanche che cos’è la gerenza di un giornale ma in compenso tolgono possibilità a chi da anni si fa le ossa gravitando intorno a una redazione e collaborando in cambio di una scarsa remunerazione. A questo si aggiunga la politica (che attualmente - e in modo bipartisan - si deve solo vergognare di come svilisce il ruolo del giornalista), visto che si sente - e fa bene perché le viene permesso - di essere la padrona-editrice di giornali e telegiornali. Ma tutto questo potrebbe essere ancora arginabile se il giornalista ricordasse qual è il suo compito: dar voce ai fatti, raccontarli. Possibilmente con la schiena dritta, come chiese all’epoca l’allora Capo dello Stato Ciampi. Continua

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