La creazione pop al tempo della Rete
«Se dunque noi narratori vogliamo produrre una cultura viva, dobbiamo (…) incentivare scambi e interazioni. Che fare?
La prima indicazione l’abbiamo appena trovata: cambiare i contesti. Far uscire le storie dai libri, trasformarle in fumetto, cortometraggio, pagina web, lettura, concerto rock, videogioco. La seconda indicazione non può che essere: creare mondi (…); un mondo nuovo affascina ma è sempre imperfetto, incompiuto, dunque genera la frustrazione benefica che spinge a integrarlo e spesso a renderlo migliore. Poi occorre aprire la mente ai diversi contributi, per valutarli nel modo migliore.(…) E’ anche necessario fornire il “codice sorgente”. Per interagire con una storia e partecipare alla sua narrazione, non basta leggerla nella propria lingua. Occorre un bagaglio di conoscenze, perché ogni racconto è parte di un ipertesto più vasto, fatto di nozioni ed emozioni.
Infine, si tratta di educare, fornire competenze, allenare alla trattativa, al pensiero collaborativo, all’uso della Rete. Completare la mutazione genetica: da consumatori a moltiplicatori.»
Questi gli ingredienti suggeriti dalla coppia Wu Ming 1-Wu Ming 2 (su Carmilla online) per cucinare ottime creazioni pop al tempo della Rete. Basta mescolarli con energia e passione, e il gioco è fatto. Disclaimer (aggiungiamo noi): il risultato potrebbe essere diverso da ogni aspettativa.
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