Il sangue della rete

Il sangue della reteDi blog si sente parlare sempre più insistentemente in questo periodo: autoreferenziali o dibattuti, inattendibili o alternativi all’informazioni mainstream. Capire quale effettivamente sia la situazione non è così semplice, soprattutto se ci si affida a studi su cui ci sarebbe da indagare, ancor prima che leggere, per capire chi finanzia motivazioni e dati in essi contenuti.

In questo post, invece, per una volta si vogliono lasciare da parte le considerazioni sui sistemi più o meno massimi e soffermarsi sulla funzione espressiva dei blog. Ieri e oggi abbiamo seguito a lungo quelli che parlavano della morte di Piergiorgio Welby un po’ perché lo sciopero dei giornalisti che lavorano anche su Internet rendeva difficile il reperimento di informazioni. Ma soprattutto perché ci interessava capire come la gente che in rete ci sta commentava questo evento.

Be’, quello che possiamo dire, al di là dell’autorevolezza o del rigore grammaticale con cui sono stati presentati i testi, è di aver avuto l’impressione di essere in mezzo a una folla. Come quando si va a una manifestazione e si ascoltano le voci di chi si ha di fianco. Oppure come a una veglia funebre di una persona che in qualche modo ha fatto qualcosa per gli altri e gli altri, più che tristezza, esprimono vita. Poche polemiche, poco politichese, ma coscienze a ruota libera. Non sarà come leggere Joyce, la sicuramente c’è “sangue”. Non importa se letterario o meno.

Per una carrellata dei blog che hanno commentato la vicenda di Piergiorgio Welby si veda qui.

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