Riaprire il fuoco partendo da Bianciardi
Si chiama Riaprire il fuoco ed era un’iniziativa annunciata a settembre durante il Festival della letteratura resistente di Pitigliano. È una prima manifestazione dell’Antifondazione Bianciardi che, con il suo blog dedicato a “chi non vuole stare nel coro”, riparte dallo spirito e dalle opere di Luciano Bianciardi per proporre una letteratura meno salottiera e mondana, ma con più sangue. Artefici dell’operazione sono il figlio maggiore dell’intellettuale scomparso nel 1971, Ettore Bianciardi, e Marcello Baraghini, direttore editoriale di Stampa Alternativa. Queste le parole che ne spiegano premesse e obiettivi:
C’è ancora posto nel mondo d’oggi per la parola, o il mondo è ormai dominato totalmente e definitivamente dalle immagini? Hanno queste ormai preso il posto di quella realtà che inizialmente volevano solo rappresentare? Sarebbe sin troppo facile a questo riguardo parlare della pubblicità, ma, a parte questa, i giornali oggi sono essenzialmente costituiti da titoli, foto e illustrazioni: i testi sono divenuti marginali; alla fatica del giornalista per riempire la pagina si è sostituita la nevrosi di non trovare lo spazio per esprimersi compiutamente.
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2 commenti to “Riaprire il fuoco partendo da Bianciardi”
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Le parole senza immagini hanno lasciato il posto alle immagini mute.
Finche’ ci saranno certi “intellettualidisinistra” (il lavoro culturale), che si parlano addosso e non verso, sara’ difficile che le parole tornino ad affabulare, narrare di immagini nascoste, e percio’ seducenti, Bianciardi lo sapeva bene.
Lui che rompeva noci di Henry Miller e regalava sapore di Enrico Milletti, in mezzo a bei culi di donne mai viste ed anarchici doveri di Uomini che reimparano a leggere.
A leggere quello che Milletti mai ha wrote e che Bianciardi ha traslated.
un sorriso ( l’immagine di un sorriso)
Claudio Riggio