Usa: la marijuana tira l’economia nazionale

Pianta di marijuana«La cannabis è divenuta parte assai diffusa e inestirpabile dell’economia nazionale». Questa la conclusione dell’analisi di Jon Gettman, ricercatore della Virginia che ha dissezionato e incrociato dati forniti dalle stesse agenzie governative. Da cui si ricava, in dettaglio, che la coltivazione su larga scala di marijuana è il raccolto più remunerativo degli Stati Uniti. A livello nazionale è cresciuto di 10 volte negli ultimi 25 anni, da 1.000 tonnellate metriche nel 1981 alle attuali 10.000 e passa. È al primo posto in 30 stati, con in testa California, Tennesse, Kentucky, Hawaii. Segue lo stato di Washington, grazie all’esperienza di coltivatori diretti nella confinante British Columbia canadese e già ben piazzato lo scorso anno, il cui raccolto complessivo vale un miliardo di dollari, secondo solo alla rinomata produzione di mele. Sarà mica vero che la marijuana fa bene…. anche all’economia?

Radio Stampa Alternativa: la saggezza delle streghe

Sempre dal Festival di Pitigliano, si può ascoltare la presentazione del libro di John Giorno, La Saggezza delle Streghe. Apre la registrazione una breve introduzione di Marcello Baraghini, prende la parola Domenico Brancale, curatore della traduzione, che si alterna a John e recita le poesie in italiano. Dopo la performance, John risponde alle domande del pubblico. Un ottimo accompagnamento ‘vocale’ al libro, una performance straordinaria da un purosangue della boheme americana. Le risate in sottofondo sono dell’altro ospite di eccezione del IV Festival Internationale della Letteratura Resistente, John Sinclair.

Ascolta e scarica la presentazione del libro La Saggezza delle Streghe, durata 1 ora e 15 minuti (92 MB).

Il sangue della rete

Il sangue della reteDi blog si sente parlare sempre più insistentemente in questo periodo: autoreferenziali o dibattuti, inattendibili o alternativi all’informazioni mainstream. Capire quale effettivamente sia la situazione non è così semplice, soprattutto se ci si affida a studi su cui ci sarebbe da indagare, ancor prima che leggere, per capire chi finanzia motivazioni e dati in essi contenuti.

In questo post, invece, per una volta si vogliono lasciare da parte le considerazioni sui sistemi più o meno massimi e soffermarsi sulla funzione espressiva dei blog. Ieri e oggi abbiamo seguito a lungo quelli che parlavano della morte di Piergiorgio Welby un po’ perché lo sciopero dei giornalisti che lavorano anche su Internet rendeva difficile il reperimento di informazioni. Ma soprattutto perché ci interessava capire come la gente che in rete ci sta commentava questo evento. Continua

Vita o morte, civiltà o violenza

In memoria di Piergiorgio Welby, alcune parole di Luca Coscioni (1967-2006) tratte da Il Maratoneta:

Noi chiediamo il confronto democratico sulla clonazione terapeutica, la libertà di ricerca scientifica, l’utilizzazione degli embrioni soprannumerari, l’eutanasia, la libertà e la responsabilità nell’assistenza personale ai disabili gravissimi, la terapia del dolore, così come tutto ciò che è stato espulso dal dibattito politico. L’onorevole D’Alema ci scrive chiedendoci di sospendere la nostra lotta, ritenendo che i nostri argomenti, proprio perché interrogano la coscienza individuale, sono “questioni che non si possono ridurre al campo di scontro in una campagna di per sé tesa e difficile”. All’onorevole D’Alema io rispondo che la politica, nel bene o nel male, è tutto questo. È vita o morte, civiltà o violenza. Alla violenza di questa cinica esclusione dei diritti fondamentali dei cittadini, rispondo io con il mio corpo, che gli oscurantisti, gli integralisti politici clericali e verdi, vorrebbero costringere in un gigante di pietra; risponde Emma con la sua sete di verità; rispondono i premi Nobel e gli scienziati.

Riaprire il fuoco partendo da Bianciardi

Riaprire il fuocoSi chiama Riaprire il fuoco ed era un’iniziativa annunciata a settembre durante il Festival della letteratura resistente di Pitigliano. È una prima manifestazione dell’Antifondazione Bianciardi che, con il suo blog dedicato a “chi non vuole stare nel coro”, riparte dallo spirito e dalle opere di Luciano Bianciardi per proporre una letteratura meno salottiera e mondana, ma con più sangue. Artefici dell’operazione sono il figlio maggiore dell’intellettuale scomparso nel 1971, Ettore Bianciardi, e Marcello Baraghini, direttore editoriale di Stampa Alternativa. Queste le parole che ne spiegano premesse e obiettivi:

C’è ancora posto nel mondo d’oggi per la parola, o il mondo è ormai dominato totalmente e definitivamente dalle immagini? Hanno queste ormai preso il posto di quella realtà che inizialmente volevano solo rappresentare? Sarebbe sin troppo facile a questo riguardo parlare della pubblicità, ma, a parte questa, i giornali oggi sono essenzialmente costituiti da titoli, foto e illustrazioni: i testi sono divenuti marginali; alla fatica del giornalista per riempire la pagina si è sostituita la nevrosi di non trovare lo spazio per esprimersi compiutamente.

Sistema Cultura Italia: diritti o corporazione?

diritto d'autoreMeta-associazione con scopi culturali o gruppo di pressione con fini corporativi? Viene da chiederselo, leggendo la notizia relativa alla nascita di Sistema Cultura Italia (per esteso federazione italiana dell’industria culturale), nuova realtà inquadrata all’interno di Confindustria.

Ne fanno parte a titolo di costituenti Aie (associazione italiana editori), Afi (associazione dei fonografici italiani), Agis (associazione generale italiana dello spettacolo), Anes (associazione nazionale editoria periodica specializzata), Anica (associazione nazionale industrie cinematografiche e audiovisive multimediali), Fimi (federazione industria musicale italiana) e Univideo (unione italiana editoria audiovisiva). Scopi della nuova realtà, si legge in una nota dell’Ansa, sono «la tutela dei diritti e degli interessi collettivi degli associati sul piano nazionale, comunitario ed internazionale; promozione della salvaguardia del diritto d’autore; la lotta alla pirateria». Continua

Librivox: liberare gli audio-book

Librivox“La liberazione acustica di libri di pubblico dominio”. Questo l’obiettivo auto-dichiarato di Librivox, progetto lanciato in USA poco più di un anno fa sulle ali delle licenze Creative Commons. Si tratta di una biblioteca digitale, libera e gratuita, che include audio-book già di pubblico dominio, letti e registrati da volontari. Finora la raccolta supera le 150 unità, la maggior parte in inglese, ma anche in tedesco, spagnolo, cinese, russo e giapponese. I file sono disponibili in formato mp3 oppure ogg, e ovviamente non manca il podcast—il tutto rilasciato sotto la Creative Commons Public Domain Dedication. Fra le registrazioni presenti, La Metamorfosi di Franz Kafka, poesie di William Blake, racconti di Leo Tolstoy, William Shakespeare, Mark Twain. In un’approfondita intervista, Hugh McGuire, ideatore del progetto (nella foto), spiega tra l’altro che questo ha tratto ispirazione «dall’idealismo del movimento del software libero» e dal successo di iniziative sul campo quali Wikipedia e soprattutto la «registrazione volontaria del libro di Lessig Cultura Libera, realizzata dal gruppo AKMA», avviato nel marzo 2005 con varie persone che ne leggevano uno o due capitoli per poi distribuire liberamente il file audio su blog e siti online.

Nubi somale e venti di guerra antichi

Nubi somale xsrc=Forse non tutti sanno che tra pochi giorni scade un ultimatum: quello che la Somalia delle Corti Islamiche ha lanciato all’Etiopia per il ritiro delle truppe entrate nel paese per presidiare il governo ad interim insediatosi a Baidoa. Mentre il paese è un’altra volta alle prese con emergenze sanitarie e con nuovi problemi climatici, si ritorna a un passo dal conflitto nel Corno d’Africa senza che i conflitti tra i signori della guerra si siano mai realmente sopiti.

Inserita nella lista delle dieci crisi umanitarie più ignorate dalle TV, la situazione somala ora potrebbe tornare più o meno velocemente a quella che era nei primi Anni Novanta con il ritorno dei Caschi Blu dell’Onu. Che fallirono ai tempi. E per un ragguaglio sulla situazione somala, utile è l’inchiesta Nubi Somale di Maurizio Torrealta ed Elisa Marincola. Ma perché lo stato della Somalia, a quindici anni dalla fine della dittatura di Siad Barre, è ancora oggi così instabile? Continua

Chi dice Cuba, dice cuore e rivoluzione

Almeno il panel, FidelAlmeno il pane, Fidel, l’ultimo libro di Gordiano Lupi, qualche malumore lo sta creando. Soprattutto nell’autore che si stupisce o, meglio, si altera di fronte all’evidente silenzio della “sinistra ufficiale” di fronte al suo lavoro, ripreso invece dalla controparte politica, che non tiene conto nemmeno di ciò che Lupi ha messo in gioco personalmente, nel descrivere ciò che descrive. Qui di seguito riportiamo una parte del suo intervento dal titolo, Cuba, la sinistra e chi non vuol sentire raccontare la verità comparso sul sito Comune di Pignataro.

Pare che non si possa dire che Fidel Castro è un dittatore e che Cuba è uno Stato di polizia dal quale la gente scappa alla ricerca della libertà. Il mio libro e i precedenti articoli sono costati a mia moglie il divieto di rientrare a Cuba e l’obbligo a rimanere all’estero “illegale” come controrivoluzionaria […]. In compenso vedo sbucare da ogni parte promozioni sui libri dei soliti personaggi che raccontano la favola di un regime cubano in sintonia con la popolazione. Continua

Le carte di Piazza Fontana e il valore della memoria

Piazza FontanaRiceviamo questo testo dagli amici di AltraCatanzaro e volentieri diamo pronta eco.

Il 7 novembre del 2006, il Corriere della Sera ha lanciato un preoccupato allarme sulla sorte degli atti del processo di Piazza Fontana. Questi atti, che contengono le istruttorie, centinaia di fotografie, gli interrogatori, le deposizioni di tanti protagonisti e ogni altra carta rilevante (di cui rappresentano l’originale e l’unica copia esistente), rischiano di deteriorarsi, di finire prima o poi al macero, di divenire più probabilmente inservibili. Per tali ragioni, il Tribunale di Catanzaro ne ha deciso la digitalizzazione, oltre che un riordino logico e cronologico che sopperisca alla confusione in cui versa la loro attuale conservazione. Fin qui tutto bene. I problemi nascono quando il Ministero della Giustizia stanzia 50 mila euro per l’operazione e le ditte che partecipano alla gara d’appalto ne chiedono ben 85 mila. Ciò avveniva nove mesi fa e da allora tutto tace; il tempo passa e la situazione comincia a divenire, per l’appunto, preoccupante. La strage di Piazza Fontana ha segnato in modo indelebile la vita dell’Italia democratica. Il figlio del giudice Alessandrini la definisce il nostro 11 settembre, e non senza qualche ragione. Da quel tragico attentato niente fu come prima, quella strage non è solo l’inizio di venti anni di sangue ma ne rappresenta anche una delle cause scatenanti. Continua

Radio Stampa Alternativa: parole di antropologia

Per ascoltare le parole che durante il Festival di Letteratura Resistente sono state pronunciate sul libro di Luciana Bellini, Detti e Ridetti, ecco che torna Radio Stampa Alternativa.
Insieme all’autrice, intervengono il direttore editoriale della casa editrice, Marcello Baraghini, Antonello Ricci dell’Associazione Il Fondo e Alberto Prunetti, per parlare di quella che è personalissima grammatica popolare della bassa Maremma. Segue una chiacchierata informale e vivace con il pubblico per arrivare a una conversazione piuttosto articolata sull’antropologia, quella vera, fuori dagli schemi rigidi e asfissianti dell’accademia e delle burocrazie della conoscenza.

Ascolta e scarica la presentazione del libro Detti e Ridetti, durata 1 ora e 13 minuti (102 MB)

Un “Urlo” di resistenza e opposizione

Allen GinsbergAnche il bimestrale di cultura buddhista Shambhala Sun festeggia la ricorrenza del 50. anniversario dalla pubblicazione di Howl di Allen Ginsberg—con un’ampia sintesi di un intervento pubblico tenuto dal poeta nel 1993 in Michigan, definita la sua autobiografia spirituale. Nella quale descrive i sentieri percorsi da Blake a Buddha, dai viaggi in India alle droghe, dalla Beat Generation alla «poesia come apprezzamento della coscienza». Messaggi assai attuali, insiste un ficcante corsivo dello scrittore inglese Stephen Mooney, il quale sostiene fra l’altro che «oggi più che mai abbiamo bisogno dell’esempio dei Beats come resistenza all’oppressivo conformismo» e che ciò è un modo per ricordarci di «smetterla di giocare con il telefonino, di tagliar fuori la mediocrità omogeneizzante dell’”intrattenimento” e di rifiutare l’abdicazione della nostra voglia di opposizione e resistenza di fronte all’impeto, apparentemente inarrestabile, dell’oppressione sociale».

Prima inchiesta sui blog italiani

Blogging 101La blogosfera italiana continua a crescere e a smuoversi. Importante allora rilanciare anche qui l’indagine appena avviata da SWG, Splinder, Punto Informatico, Università di Trieste. In pratica DiarioAperto: inchiesta sui blog in Italia verte su questionari da sottoporre ai blogger nel corso dell’anno, e—punto cruciale—chiede fin d’ora a tuti gli utenti della Rete d’inviare i propri suggerimenti per le domande da inserire in tali questionari. Il relativo sito offre ogni delucidazione del caso e già i primi commenti: non resta che farsi sotto.

Squadra anti-sette, religioni e libertà d’espressione

Le tre streghe di Johann Heinrich FüssliAumentano le denunce da parte di chi è stato raggirato da qualcuno che veste i panni del mago? Magari l’eco del caso giudiziario di Vanna Marchi ha contribuito a ridurre il senso di solitudine di chi si trova truffato riducendo di pari passo anche la vergogna che portava a non denunciare questo genere di raggiri.

Emergenza giovani a rischio di essere reclutati da una setta? Si è certi che si tratti davvero dell’esplosione di un fenomeno quando i giornali hanno un andamento ciclico con le emergenze? Ogni tot ne sfoderano una e non per forza deve essere nuova (si veda un po’ che dicono i motori di ricerca sulle emergenze).

C’è bisogno di una nuova squadra investigativa anti-sette? Pare di sì, a giudicare da quanto riportato in questi giorni su diversi organi di informazioni. Anche se poi, navigando sul sito della Polizia di Stato, si legge sui forum aperti ai cittadini una risposta di Carlo Bui che dirige l’Unità di analisi del crimine violento (UACV). Continua

Il libro: bene prezioso e duraturo

Printed booksIl sito di Forbes Magazine presenta un ampio special sul futuro dell’editoria (muovendo dalla scena USA, ma con analisi di portata globale). Insieme all’opinione sui libri cartacei di nomi noti tra cui Ray Bradbury e Vint Cerf, si parte dall’inevitabile domanda, «I libri sono forse in pericolo?», per arrivare però a una replica soprendente, almeno in parte: «La saggezza popolare farebbe ritenere di sì, perché Internet, la Tv via cavo, la radio satellitare, i videogame e la ricchezza del web sono tutti qui a competere per il nostro tempo…. Eppure stavolta non è così». Perché mai? In breve, siamo passati dalla fase di un’internet schiacciasassi (o presunta tale, nell’immaginario mediatico) alla fase di adattamento e integrazione. Al pari dell’ambito musicale, anche l’editoria è in pieno rifiorire nelle sue forme più svariate, cartaceo incluso. E i lettori si aspettano di «avere accesso a qualsiasi contenuto, quando e come vogliono, pur se devono infrangere la legge per farlo» spiega Henry Jenkins, condirettore del programma di studi comparati del MIT. senza dimenticare che «nell’arena digitale stanno fiorendo le nuove forme di espressione, dal wiki ai libri in network». E mentre converrebbe smetterla di preoccuparsi del copyright, un’altra predizione assai plausible arriva da Bill McCoy, general manager dell’e-publishing di Adobe: «Da qui a dieci anni, si leggerà molto più in digitale, ma le librerie saranno tutt’altro che scomparse». Provocatoriamente positiva anche la chiusura della presentazione editoriale: «C’è ancora qualcuno che brucia i libri. Ma ciò significa soltanto che i libri rimangono pericolosi al punto da essere distrutti. E se c’è chi vuole distruggerli, vuol dire che sono abbastanza preziosi da durare».

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