Cambiare il mondo, una persona alla volta
Conoscete il Whole Earth Catalog? Forse chi ha i capelli bianchi come il sottoscritto lo rammenta meglio, lanciato come fu nel 1968 dall’eclettico Stuart Brand e con l’ultima edizione (1994) curata da Howard Rheingold. Una delle operazioni più riuscite dell’ala intellettual-creativa della controcultura USA, con spinte analoghe a quelle di Stampa Alternativa in Italia. Sotto lo slogan “Access to tools & ideas”, si parlava di self-help e BBS, come riparare una bici o un’autovettura, edilizia ecologica e autosufficienza, e molto molto altro. In un intrigante insieme di libri, risorse, comunità e indirizzi vari sparsi per il pianeta a cui fare specifico riferimento. Ebbene, ai nostri giorni c’è almeno un progetto che gli si avvicina parecchio, e da cui trae sicura ispirazione: WorldChanging: A User’s Guide to the 21st Century. «Prestiamo particolare attenzione a strumenti, idee e modelli che sono stati sottovalutati o ignorati dai mass media. Ci dedichiamo alla ricerca delle modalità per collegare tra loro risorse apparentemenre disconnesse onde formare un toolkit atto a cambiare il mondo». Il sito-blog è un pozzo di utilità e informazione quotidiana (feed caldamente consigliato), coprendo temi super-attuali quali città e politica, Rete e business, comunità e futuro sostenibile. Il relativo librone cartaceo, uscito da poco in USA, si rivela un ottimo, delizioso coltellino svizzero multi-uso. Il team del progetto conta una trentina di collaboratori, parecchi in Europa (Italia inclusa). Il tutto basato su ricerca, applicazione e condivisione di soluzioni per il cambiamento positivo, qui&ora. Vi sembra forse poco?
L’industria più redditizia del mondo
Si torna a parlare del libro La figlia dell’imperatrice con una recensione pubblicata di recente sul sito della rivista Macchianera diretta da Dario Meschi. L’articolo dedicato all’opera di Hans Ruesch viene inserito nella rubrica Balanzone e, seppur breve, il testo va a toccare uno dei punti cardine del volume: la piena attualità dei temi trattati malgrado il tempo trascorso. Si legge infatti quanto segue:
Oggi, “La Figlia dell’Imperatrice” rende giustizia alle nuove generazioni dimostrando come le rivelazioni del primo libro siano state sfruttate non per cambiar radicalmente metodo, ma per perseverare sulla strada sbagliata, che ha fatto della malattia l’industria più redditizia al mondo. Più ancora dell’industria della guerra. Perché ogni guerra prima o poi finisce. La malattia no, se c’è una grande industria tutta tesa a mantenerla in vita.
Radio Stampa Alternativa: la voce su web
Grazie a Vito Laterza, iniziamo a distribuire una serie di contenuti audio che, in formato mp3, possono essere liberamente scaricati e ascoltati. Le trasmissioni sono file che parlano della casa editrice e delle sue iniziative, ma anche pensieri, formulazione di idee da condividere. Una sorta di Radio Stampa Alternativa, iniziativa sperimentale da strutturare man mano, e su cui è importante avere commenti e suggerimenti di ogni tipo.
Partiamo con le registrazioni—diluite nelle settimane a venire—relative all’ultima edizione, la quarta, del Festival di Letteratura Resistente (Pitigliano, 8-10/9/06). Il primo appuntamento in voce riguarda la presentazione del libro Geografia Sacra di Giovanni Feo. Con una breve introduzione di Marcello Baraghini, viene proposto un viaggio alla riscoperta di circoli di pietra, megaliti, templi rupestri e incisioni nel territorio tosco-laziale. Una storia tutta italiana. Tra archeologi burocrati pagati dallo Stato che “dimenticano”, “ignorano” e “omettono”. E un archeologo vero e senza patacche che fa il suo lavoro guidato dal solo amore per la conoscenza. Una lezione esemplare di archeologia “resistente”.
Ascolta-scarica la presentazione del libro Geografia Sacra di Giovanni Feo, durata 54 minuti e 31 secondi (74,9 MB).
BULLISMO E INTERNET
Ci risiamo, è ripartita la crociata contro Internet. Stavolta il pretesto, chè di pretesto si tratta, è il filmato della schifosa scena di bullismo in una scuola da parte di alcuni ragazzi contro un compagno con problemi seri, e mandato in rete attraverso Google. Immediata la levata di scudi di tutti, anche del ministro Fioroni, non tanto contro i ragazzi ma contro Google, un mezzo di comunicazione socialmente pericoloso perchè di fatto fuori controllo. E quei ragazzi la faranno franca anche stavolta, accolti con qualche rimprovero ma tanta dolcezza dai loro genitori; e se la scuola li dovesse mettere proprio fuori, ci sono pronte ad accoglierli tante scuole private, dove non ci sono ragazzi strani e quindi tali fatti non potranno ripetersi. Ma sì la colpa è tutta di Internet, ma perchè non la chiudono, perchè non la controllano almeno?
No, nessuna censura contro la Rete. Internet è libertà: è uno dei pochi mezzi rimasti per cercare, faticosamente, di formarsi una propria opinione, non condizionata dai media, dal capitale, dai centri di potere. E’ il granello di polvere, nato quasi casualmente, che può far saltare il sistema. Per questo ogni occasione è buona per tentare di metterci sopra le unghie.
Qualcuno, invece, invita a ringraziare Google di averci fatto vedere l’odioso filmato: almeno così il fattaccio è venuto fuori e in qualche modo i responsabili pagheranno; senza Google, il bullismo, la sopraffazione, la violenza, almeno in quel caso, sarebbero continuati nell’indifferenza generale.
Un appello per il Tib Teatro di Belluno
A Belluno è in corso un progetto di azzeramento di una struttura teatrale professionale, il Tib Teatro, che partecipa e ha partecipato, tra l’altro, al Filo d’Arianna Festival. La vicenda, già balzata sulle cronache locali e nazionali, rischia quindi di mettere la parola fine a tredici anni di attività teatrale per il territorio.
Il teatro bellunese in questo arco di tempo, infatti, ha curato la direzione artistica e organizzativa della stagione di prosa del Teatro Comunale di Belluno e, dalla data della sua costituzione, per la Fondazione Teatri delle Dolomiti, ha inoltre ideato e realizzato progetti culturali importanti quali il già citato Filo d’Arianna Festival, Stagioni di Teatro per l’Infanzia e la Gioventù, Stagioni di Teatro Contemporaneo, Comincio dai 3 e molti altri progetti. Continua
Omosessualità e plagio
Il governo Prodi ha deciso di attribuire un vitalizio ad Aldo Braibanti, 85 anni. Braibanti, partigiano torturato dai nazi-fascisti, comunista uscito dal PCI, fondatore dei Quaderni Piacentini, intellettuale eccezionale e fuori dal coro, negli anni ’60 rinuncia a tutto pur di vivere la sua vita di intellettuale ed artista puro. Omosessuale, si lega a due giovani, la famiglia di uno dei quali lo accusa, tirando fuori un articolo del codice penale Rocco, usato solo per lui e poi cancellato dalla Corte Costituzionale, e lo fa condannare a nove anni di carcere. Fu definito pervertitore di spiriti e reincarnazione del demonio e fu chiesto espressamente di “respingerlo agli inferi”. Molto probabilmente perchè era omosessuale.
Nel 1954, mangiando una mela immersa nel cianuro di potassio, si toglieva la vita Alan Turing, forse la mente più brillante del secolo, vincitore a tavolino della Seconda Guerra Mondiale per aver decriptato il Codice Enigma dei nazisti, nonché pioniere dei moderni computer e dell’intelligenza artificiale. Omosessuale anch’egli, legato a un giovane che lo tradì, non fu in grado di reagire al perbenismo britannico che, immemore degli orrori nazisti, lo costrinse a iniezioni di ormoni, tali da togliergli ogni velleità sessuale e che lo portarono alla completa depressione e infine al suicidio.
In ricordo di Aldous Huxley
Ricorre in questi giorni il 43. anniversario della morte di Aldous Huxley, lo scrittore-filosofo-intellettuale inglese noto soprattutto per Brave New World (Il mondo nuovo). Discendente da una famiglia appartenente all’elite intellettuale britannica, Huxley coltivò una molteplicità di interessi e attività letterarie: dalla storia greca alla neurofisiologia, dalla psicologia ai commentari politici, passando per traduzioni inglesi dal sanscrito e dal cinese. Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti, nel 1959 ricevette l’Award of Merit for the Novel dall’American Academy of Arts and Letters, premio già assegnato a scrittori quali Ernest Hemingway e Thomas Mann. Negli anni 1950 divenne noto per l’interesse nelle sostanze psichedeliche, sperimentandone diverse, scrivendone e collaborando con i pionieri del campo, inclusi Timothy Leary e il Dr. Albert Hofmann. In particolare, due suoi testi ne descrivono effetti e potenzialità, partendo dalle sue esperienze con la mescalina, Doors of Perception (1954) e Heaven and Hell (1956), non mancando di sottolinearne anche pericoli e aspetti negativi. Negli anni ‘70 Stampa Alternativa pubblicò (ristampandole più volte fino a tutti gli anni ‘80) la prima traduzione italiana di entrambi i saggi. Altri riferimenti al soma, come “versione perfezionata dell’LSD” usata in contesto religioso, compaiono nel romanzo utopista Island, apparso l’anno precedente la sua morte. Poco prima della quale sembra che abbia chiesto e ottenuto una dose di LSD—nelle stesse ore, il 22 novembre 1963, veniva assassinato a Dallas il presidente USA J.F. Kennedy.
Il mercato continua a battere la ricerca
È un argomento affrontato già nel libro La figlia dell’imperatrice di Hans Ruesch e si tornerà ad approfondire il tema (insieme ad altri perché le tematiche sono più estese) la prossima primavera con Causa Comune di Philippe Agrain. Si parla ancora di farmaci e di profitti a danni dei pazienti. Riporta infatti oggi l’Ansa la notizia intitolata «Aids: “profitto domina la ricerca”» e si legge:
Contro l’Aids, che miete 3,1 milioni di morti all’anno, bisogna sottrarre la ricerca “alle leggi del mercato”. Lo ha detto il card. Javier Lozano Barragan intervenendo in Vaticano alla XXI conferenza internazionale del Pontificio consiglio per la pastorale della salute. La logica del mercato, ha denunciato il cardinale, “mossa dal profitto” motiva per esempio i “medicinali orfani”, cioè quelli che non si producono più per combattere queste malattie”.
A questo proposito è utile la lettura di questi approfondimenti:
- Il Sole 24 Ore Sanità, Big Pharma, è monopolio
- Zmag, Strappiamo la foglia di fico alle multinazionali farmaceutiche
- Acsi, Farmaci: l´anomalia di un mercato che tende al monopolio
DOVE TROVEREMO GLI SCRITTORI?
Secondo me gli scrittori italiani contemporanei non sono un gran che. Giovani creati in laboratorio dagli uffici marketing delle case editrici, cabarettisti al primo successo televisivo, giornalisti sopravvissuti a tutti i governi e a tutti i ribaltoni: per il resto c’è poco o niente. Anche per questo, forse, la gente legge sempre meno.
Ma scrittori bravi ce ne sono? Secondo me sì, solo che sono nascosti, vivono la loro vita più o meno tranquillamente e felicemente, talvolta scrivono, ma non hanno un editore e quindi non hanno lettori. Bisogna andarli a cercare: nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole, per la strada, sugli autobus, sulle metropolitane, nei luoghi di disagio. Bisogna cercarli non solo tra i giovani, ma anche tra gli anziani, tra i deboli, tra i meno fortunati, anche tra coloro che, per varie ragioni, non hanno voce. Bisogna però sforzarsi di vedere scrittori diversi, diversi soprattutto dai clichè che la stanca industria editoriale ci propina e che ormai non ci piacciono più. Oggi abbiamo un’arma in più rispetto al passato: Internet e la rete.
Si faranno scoperte straordinarie, ne sono certo.
I Millelire su Wikipedia
Un’enciclopedia contiene, si sa, molte voci. Ma è con particolare soddisfazione che vediamo su Wikipedia una voce dedicata alla nostra casa editrice e, soprattutto, ai libri Millelire. La sua comparsa risale al gennaio di quest’anno per opera dell’utente conosciuto da quelle parti con il nome di Capitan Nuvola. manutentore di diverse altre voci, ma in questi mesi diverse altre persone hanno contribuito agli aggiustamenti dei contenuti (per chi ha un account, può andare a vedere la cronologia). Altro punto che si sottolinea su Wikipedia, poi, è l’iniziativa Libri Puliti con cui sono state denunciate le brutture dell’editoria a pagamento. Un sentito grazie a Capitan America, Francesco Cesari, MM, SunBot, Emanuele Romeres, EdoM e Oks per il loro lavoro sulla voce che ci riguarda.
Il diavolo probabilmente
Un dibattito decisamente diabolico, quello che si terrà domani, 22 novembre al Porto Antico Libri di Genova. Il dialogo a tre prenderà il via a partire dalle 18, tra Antonella Beccaria, autrice per Stampa Alternativa di Bambini di Satana, Rinaldo Bernardi con il suo Satana in Ticino (Liberodiscrivere) e Goffredo Feretto, che ha curato il libro di Arturo Graf, Il Diavolo. Dalla cultura popolare alle cronache giornaliste, dai casi giudiziari all’immotivata caccia al mostro: questi gli argomenti che saranno affrontati per tentare di offrire una panoramica che approfondisca il fenomeno da diversi punti di vista.
Per maggiori informazioni sull’evento: Il diavolo probabilmente: Al Porto Antico presentazione di tre libri sul diavolo.
Rassegna su web
Sono parecchi gli input che negli ultimi giorni i giornali hanno fornito su Stampa Alternativa e sui suoi libri. Ecco qui l’appuntamento con la rassegna su web, incentrata particolarmente sul Premio Matteo Salvatore e sulla presenza di John Sinclair in Italia per presentare il suo libro Va tutto bene - It’s all good.
- 19 novembre, Teleradioerre, Pomeriggio culturale in onore di Matteo Salvatore
- 19 novembre, La Libertà, Anche Fossati a Piacenza
- 17 novembre, 02Blog.it, In vino veritas, i libri si gustano meglio
- 17 novembre, Il Meridiano, Matteo Salvatore. Genio d’altri tempi
- 16 novembre, Gargano Press, Presentato in Regione a Bari il Premio Matteo Salvatore 2006
- 16 novembre, PeaceLink, Non violenza. Femminile plurale
- 14 novembre, Agenzia Internazionale Stampa Estero, “Il mio nome è Bukowski”
- 14 novembre, Il Meridiano, L’omaggio al cantore del Sud
- 13 novembre, ViviMilano, Le proposte della Milano underground - Greetings from Hell (Saluti dall’inferno)
BIANCIARDI NON PUO’ TORNARE A GROSSETO
Lo scorso anno il Convegno (con contributo del Ministero Beni Culturali) su Luciano Bianciardi “Un rivoluzionario triste” pensato, progettato, costruito per Grosseto, dopo rinvii, rifiuti, sotterfugi e trabocchetti dei cari amici (vecchi e nuovi) delle Quattro Strade, è dovuto emigrare a Bologna. Quest’anno Maria Jatosti, compagna dello scrittore, organizza un altro Convegno, ma deve farlo a Roma. Ma perchè Bianciardi non riesce a trovare posto a Grosseto, sua città natale, che dice di amarlo tanto, almeno a sentire gli amministratori che, appena aprono bocca, non riescono a non pronunciare subito il suo nome, magari anche a sproposito?
Un momento: Grosseto è anche la sede della Fondazione Bianciardi, ormai moribonda, è vero, ma che in tredici anni di attività ha fatto tutto il possibile ed anche l’impossibile per sotterrare di nuovo Luciano.
Non sarà questa la ragione?
Per fortuna tra poco tutto sarà finito!
E-books intorno al mondo
Il Project Gutenberg è l’iniziativa più “antica” tesa alla trasformazione del sapere in formato elettronico. Nacque infatti nel 1971 quando Michael Hart approfittò del tempo-macchina messogli a disposizione dalla University of Illinois su un ingombrante mainframe Xerox Sigma V. Il primo testo digitato fu la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti. Oggi il catalogo online del Project Gutenberg offre 19.000 titoli di pubblico dominio o privi di copyright (ciò vale solo per gli USA), grazie al lavoro di centinaia di volontari. Ogni mese vengono scaricati circa due milioni di volte—free of charge and free as in freedom. Un enorme biblioteca digitale che include, fra gli altri, il “Kamasutra”, gli appunti di Leonardo e “Ulysses” di James Joyce, in formato testo o zippato. Un esempio imitato da altre mini-biblioteche elettroniche organizzate da volontari, tra cui manybooks.net curata da Matthew McClintock su un server Mac con software libero Apache. Il sito esiste dal gennaio 2005 e offre e-book ugualmente gratuiti e liberi, in parte tratti dal DVD diffuso nel 2003 dallo stesso Project Gutenberg, più vari altri e-titoli generati su richiesta o per futuri lettori.
Amazon Noir: the Big Book Crime
I cattivi di Amazon Noir (Cirio, Lizvlx, Ludovico, Bernhard) avevano trovato il sistema per ‘rubare’ i libri sotto copyright che Amazon offre, solo in visione su monitor, tramite la nota funzione “Search Inside the Book”. Grazie a una sofisticata tecnologia, il gruppo era riuscito a ‘hack the system’ e a organizzare un meccanismo perverso (Amazon Noir) in grado di mettere sotto pressione il software del server, incalzandolo con 5-10.000 richieste per titolo e costringendolo a ‘consegnare’ per intero i libri richiesti. I quali venivano poi riassemblati in formato pdf grazie al SIB-Book-Generator. Ma alla fin fine sono stati i buoni di Amazon a vincere—acquistando per una somma imprecisata quella tecnologia, e chiudendo così la partita. Pur se tra aprile e ottobre 2006 sono stati scaricati e ridistribuiti (su reti P2P quali Gnutella/G2, BitTorrent, FastTrack, ed2k) oltre 3000 testi integrali. Una storia vera, iniziata bene e finita male.









