Rassegna su web
Di Stampa Alternativa si continua a parlare un po’ ovunque sul web notando, con una certa soddisfazione, che ci si è accostati sempre più a tematiche non mainstream, ma importanti per il panorama cultura e sociale italiano (e globale). Prima di passare ai link, un’anticipazione: i nostri libri trovano parecchio spazio sui blog: a breve daremo una panoramica anche su recensioni e segnalazioni che provengono direttamente dai lettori. Intanto, ecco i siti su cui la casa editrice è stata citata negli ultimi giorni:
- 30 ottobre, AF News, Arriva Quijote N. 2
- 30 ottobre, AdnKronos Cultura, Libri: Roma, alla Casa del Jazz un volume su Paolo Fresu
- 28 ottobre, “Narghilé in via Pré” di Cristina Dotto alla libreria Porto Antico
- 25 ottobre, Il Meridiano, A Cerignola si racconta il lavoro con storie di fatica e di lotte sociali
- 21 ottobre, Caserta 24 Ore, Cultura: Almeno il pane, Fidel. Cuba quotidiana nel periodo speciale di Gordiano Lupi
- 20 ottobre, Peacelink, La nonviolenza è in cammino
Alla ricerca della vera Cuba
«La mia è una sorta di anti-guida, non racconto la Cuba del turismo sessuale e nemmeno quella dei giornalisti amici del regime». Queste la parole di Gordiano Lupi nell’intervista Lupi, il noir e Cuba concessa a Milano Nera. È un dialogo che si concentra sulla produzione letteraria e saggistica dello scrittore toscano. Il quale, in merito al libro Almeno il pane, Fidel, dice ancora:
Cerco di andare oltre le ideologie e le favole (non hanno altro nome) raccontate dai frequentatori delle stanze del potere come Gianni Minà, Diego Armando Maradona e i marxisti da salotto televisivo. La mia Cuba è quella della povera gente che soffre, lotta e spera, quella del popolo che sopravvive con una manciata di dollari di stipendio al mese, mentre una lattina di Coca Cola (che, nonostante l’embargo, si trova a ogni angolo di strada) costa un dollaro. Una Cuba vera, reale, come l’ho conosciuta nei miei numerosi viaggi e dove - purtroppo - né io e né mia moglie potremo più tornare. Il motivo? Un eccesso di democrazia castrista… Pare che il lider maximo non apprezzi molto chi racconta le cose che non vanno nel suo paese…
Il testo completo dell’intervista Lupi, il noir e Cuba
L’urlo di Allen Ginsberg compie 50 anni
Ricorre quest’anno il 50. anniversario della prima edizione di Howl and Other Poems di Allen Ginsberg. Allora come oggi la storica raccolta di poesie viene pubblicata nel medesimo formato e copertina dall’altrettanto storica libreria/casa editrice di San Francisco, la City Lights di Lawrence Ferlinghetti. Finora ne sono state vendute quasi un milione di copie, oltre a innumerevoli traduzioni in ogni Paese. Per commemorare l’anniversario, sta per uscire, sempre presso City Lights, il volume Howl on Trial: The Battle for Free Expression. Si tratta del dettagliato resoconto del lavoro redazionale che portò alla pubblicazione e del successivo processo per oscenità subito dal libro e dall’editore (poi assolti con formula piena).
Una figlia sempre più chiacchierata
Il libro di Hans Ruesch, La figlia dell’imperattrice, continua a far parlare di sé. Sono tre infatti i siti web che riprendono notizia della storia sulla «grande industria della malattia». Il primo è Information Guerrilla, storico snodo telematico di controinformazione, che lo definisce un testo «dell’orrore reale e contemporaneo». Di seguiro arriva Caserta 24 ore quando parla di Scienziati contro la vivisezione: Contro le atrocità in laboratorio: qui si rimanda al lavoro di Ruesch (e anche al suo testo precedente, L’imperatrice nuda, uscito in italiano e immediatamente ritirato su grandi pressioni delle lobby dei farmaci) per trovare approfondimenti in tema. Infine, anche Vegetariani.it lo cita dando la notizia della scomparsa di Pietro Croce, che denunciò «con coraggio l’errore metodologico della sperimentazione animale, dopo averla praticata per anni» e fu presidente Imperatrice Nuda contro la sperimentazione animale.
Il cemento ci sommergerà
di Giovanni Feo
Giovanni Feo, oltre che ricercatore anti-accademico, è anche – come lo sono io, come lo è Alfio Cavoli, come lo sono tanti altri cittadini – preoccupato per le sorti della Maremma collinare, che rischia di essere seppellita da un manto di cemento ad opera di speculatori di ogni risma. Tutto questo con la connivenza o l’indifferenza di organi e responsabili della vigilanza e del rispetto delle regole. Quella che segue è una fotografia del degrado che riguarda Sovana, la ex-perla della Maremma collinare, scattata dall’autore di tanti libri “eretici” sulle civiltà scomparse: Geografia sacra è l’ultimo di questi, da poco in libreria (Marcello Baraghini)
Sovana, una tra le più belle città etrusche scolpite sulle rupi vulcaniche della Maremma, sta cambiando volto. Poco più di un centinaio di residenti, fino a pochi anni or sono era inviolata. Camminando tra le sue due vie si potevano vedere solo ambienti e monumenti antichi, sopravvissuti ai secoli.
Da pochi anni l’incantesimo che la proteggeva è svanito, spazzato via da un torbido vento, e mostruosamente visibili sono le nuove forme architettoniche e urbane che, con quel vento, sono spuntate in ogni angolo del paese. Il problema non è tanto il cemento, bensì “come” e “cosa” si è costruito. I visitatori che ogni anno affollano Sovana sono spinti da un intento preciso: vedere e conoscere un raro esempio di ambiente antico nel suo originario impianto urbano. Continua
Cattivo giornalismo sempre sugli stessi temi
Certo che quando c’è di mezzo qualche elemento di oscura comprensione, la fantasia dei cronisti si scatena. È il caso di un articolo pubblicato un po’ di tempo fa dal Giornale di Sardegna e ripreso su web dal sito Villacidro.biz, Blitz contro i Bambini di Satana. I carabinieri: «Banda sgominata». Maddai, viene da pensare, ci risiamo? Pare proprio di sì perché quest’indagine non ha niente a che vedere con l’associazione bolognese che le sue infondate traversie giudiziarie se le è già vissute. In questo caso, più che di malagiustizia, come verificatosi recentemente anche a Chieti, però viene da pensare a pessimo giornalismo: di fronte a un’indagine per vandalismi, ci sarà chi ha pensato a satanisti e il sillogismo con satanisti noti è stato il passo successivo. Chissà se sarà consentito l’esercizio del diritto di rettifica?
Diritto d’autore: forse mica detta l’ultima parola
Riforma del diritto d’autore all’interno della legge finanziaria? Una possibile revisione delle attuali norme era stata ventilata nelle settimane scorse per poi arrivare a non farne più niente. Almeno in apparenza. Perché se la revisione dell’articolo 65 della legge del 1941 venisse riproposta in sede di verifica della maggioranza, potrebbe venire blindata e dunque passarebbe senza troppe difficoltà.
Oltre alla raccolta di firma avviata da Peacelink, No alla tassa sulle rassegne stampa, per capire meglio la situazione è utile l’articolo pubblicato da Valerio Di Stefano di Classici Stranieri, Rassegne stampa in rete: quella libertà mai esistita, in cui si spiega chiaramente che ora non c’è tutto questo permissivismo nell’utilizzo di contenuti altrui e che la riforma sarebbe solo un irridigimento di norme vigenti.
D’altro canto, occorre rilanciare. Dunque Frontiere Digitali lancia l’iniziativa Libera riproduzione degli articoli di attualità per riscrivere l’articolo 65 della legge sul diritto d’autore partendo dalle istanze delle comunità elettroniche. E arrivare così a un testo alternativo da sottoporre in sede istituzionale ai legislatori.
Rimosso il balzello sulle rassegne-stampa
«La commissione Bilancio della Camera ha soppresso la parte relativa all’editoria ricompresa nel collegato fiscale. Per questa parte avevo presentato un emendamento che abrogava la proposta di far pagare, a qualsiasi titolo, la rassegna stampa». Così Franco Grillini, deputato dell’Ulivo, annuncia la cancellazione di un provvedimento tanto inutile quanto, come segnalato un paio di settimane fa, assai rischioso per la libera circolazione di informazioni e idee. Di certo una buona notizia, grazie anche all’apposita campagna lanciata da Peacelink, pur se «il rischio adesso è che possa essere ripresentato nel momento in cui il Governo chiederà la fiducia», mette in guardia Massimo Mantellini.
L’urlo del Grande Vecchio
L’urlo del Grande Vecchio è il titolo della lunga recensione che TGCOM Libri dedica ad Hans Ruesch e al suo La figlia dell’imperatrice. Nell’articolo si legge tra l’altro:
Torna a farsi vivo a 93 anni, sopravvissuto a 30 anni di persecuzioni politiche, Hans Ruesch, scrittore e paladino di una lunga battaglia contro la vivisezione e le multinazionali farmaceutiche. L’ultimo lavoro dell’autore svizzero è “La figlia dell’Imperatrice”, il seguito del libro (“Imperatrice nuda”) che scandalizzò gli establishments di tutto il mondo. Allora denunciava le fondamenta della ricerca medica, con cui viene controllato il pianeta attraverso la vendita legalizzata di molti farmaci definiti veleni, oggi la resa dei conti. Implacabile, indemolibile scientificamente con la postfazione e il saggio di Marco Mamone Capria, docente di Storia ed Epistemiologia della Matematica e delle Scienze dell’Università di Perugia.
Il testo completo della recensione L’urlo del Grande Vecchio
RTSI: un documentario online sui farmaci
Come se ci si trovasse in una fase in cui sembra giunto il momento di dire basta ai potentati dell’industria farmacologica, l’argomento sono di nuovo i big pharma di cui parla Hans Ruesch. E a sollevarlo questa volta è la Radiotelevisione svizzera italiana che nel suo blog pubblica la notizia di un documentario realizzato da Serena Tinari e Harry Haener in cui si indaga sulla Swissmedic, l’autorità federale elvetica che vigila sui medicamenti e sul mondo della farmacologia. Online sono disponibili anche due video:
Bodyhack e le cure sanitarie sui bambini indiani
Oltre ad Hans Ruesh e al suo La figlia dell’imperatrice, ci sono altre persone in giro per il mondo che stanno denunciando casi di dubbia sanità sui pazienti presi in cura da strutture sanitarie. È il caso del giornalista e blogger Scott Carney, coautore del blog Bodyhack, inserito nel circuito di Wired News, che sta conducendo un’inchiesta aperta sulle cure oculistiche prestate ai bambini in India. E in particolare sta seguendo la vicenda di una bimba di Chennai deceduta forse in seguito a una cura farmacologica contro l’infertilità a cui la madre è stata sottoposta.
I due sindaci se le danno
Mi fanno ridere i due sindaci bugiardi che se le danno: uno ci va giù sul pesante e l’altro sul leggero.
La storia in poche parole è questa, raccontata dai giornali: che il sindaco di Venezia, il bugia Massimo Cacciari (vedi il Millelire scaricabile Il giovane Cacciari), indispettito dal successo che sta avendo la Festa del Cinema di Roma, accusa il suo collega sindaco della capitale, il bugia Walter Veltroni (vedi l’altro Millelire scaricabile, Il compagno Veltroni: Dossier sul più abile agente della CIA), di essersi beccato tre milioni di euro da una Banca Bassotti, più tutti i soldi dei biglietti e quelli di altri sponsor. «Troppo facile!» grida il bugiardo veneziano. «Macché!» gli risponde il bugiardo romano: «Noi ci siamo sbattuti per trovare tutti questi soldi!». Come per dire che Cacciari è uno scansafatiche. Il che non è poi una bugia.
Morale della favola: le due città, Roma e Venezia, affogano, soffocate l’una dal traffico, dalla sporcizia e dai disservizi e l’altra dai turisti mordi-e-fuggi oltre che dall’acqua alta; e loro, i bugiardi, s’accapigliano per un pugno di miliardi, pochi quelli che lo Stato dà al festival del cinema di Venezia e giusti giusti quelli della Banca Bassotti per la festa romana.
Fanno ridere. Fanno pena.
111 colpi: risposte mancanti a distanza di 18 anni
«Sarei molto contento se questa vicenda volgesse al termine, con le risposte, che Noi tutti abbiamo tanto a cuore, per quale motivo o per Chi, sono morte tutte queste persone». È un commento lascaito da Marco Conte proprio su questo blog rispetto al post 111 colpi in Romagna, una storia quasi dimenticata. Si tratta di un lettore particolare, perché è il nipote di Luigi Chianese, il comandante della stazione dei carabinieri di Bagnara di Romagna ucciso insieme ai colleghi all’interno della loro caserma il 16 novembre 1988. Dunque, malgrado ciò che hanno risposto le istituzioni in merito a questo gravissimo episodio, sta di fatto che quelle risposte non hanno soddisfatto almeno alcuni dei parenti dei carabinieri trucidati. Parenti che, a quasi diciotti anni esatti di distanza da quei fatti, attendono ancora che venga fornita loro una spiegazione plausibile. Continua
Traduzioni radicali e Creative Commons
È appena partita l’attività e il blog di TransNEXT, un collettivo di “traduttor* radicali” che pubblicano online, sotto licenza Creative Commons, testi di autori altrettanto “radicali” con l’obiettivo di diffondere in Italia contenuti altrimenti difficilmente reperibili. Alla diffusione di queste opere TransNEXT affianca una critica delle modalità con cui l’opera di traduzione viene trattata e considerata nel mondo editoriale istituzionale. Il gruppo si ispira, tra gli altri, al discorso di Luciano Bianciardi sul lavoro culturale e a quello di Lawrence Venuti sull’invisibilità del traduttore. Vivendo la normale condizione precaria degli odierni “lavoratori della conoscenza”, l’iniziativa punta inoltre a riaffermare l’autorevolezza e l’autorialità dell’attività di traduzione e la sua natura politica, minacciata giorno per giorno, fra l’altro, dalla spada di Damocle dell’insicurezza economica.
Lunga vita al libro cartaceo!
L’e-book si appresta forse a mandare in pensione il caro libro cartaceo? Domanda questa che va riproponendosi fin dal 2001, con primi modelli di lettori portatili e l’avvio di apposite “collane”. Eppure da allora, anziché decollare, il business si è via via trasformato in un miraggio lontano. Torna oggi sull’argomento il New York Times, segnalando l’arrivo sul mercato USA del Sony Portable Reader System, già disponibile online alla modica cifra di 350 dollari. Nella recensione del quotidiano, «… l’ “inchiostro” è talmente vicino alla superficie dello schermo che vi sembra proprio stampato sopra. L’esperienza della lettura è piacevole, naturale e non ha nulla a che fare con il monitor del computer». Va da sè che Sony sta implementando la vendita di esclusivi e-book online, sul modello iTunes/iPod, con prezzi analoghi a quelli cartacei pur a fronte di spese vicine allo zero. E allo stesso modo, i testi sono “blindati”: impossibile farne copie, passarli ad altri o rivenderli. Ma non basta. I documenti PDF diventano illegibili perchè vanno rimpiccioliti, essendo troppo grandi per il mini-schermo del dispositivo. E via di seguito… Morale? Be’, sembra proprio che il libro cartaceo non tema la concorrenza di simili reader — almeno per ora.









