BEATI COSTRUTTORI DI INCERTEZZE

IV° FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA LETTERATURA RESISTENTE

Pitigliano e Elmo di Sorano (GR), 8/9/10 settembre 2006

Programma

Venerdì 8Pitigliano, Magazzino Giustacori, via Zuccarelli 260, a 50 mt dalla Sinagoga
– ore 17,00 – Matteo Guarnaccia presenta la mostra dei suoi disegni “Pluralità estatiche” e il suo ultimo libro Almanacco della pace .
– ore 21,00 – Giovanni Feo illustra la Geografia sacra, argomento e titolo del suo libro fresco di stampa.
A seguire: performance di Andrea Sechi (arpa celtica) e Anita Foerster (percussioni).

Sabato 9Pitigliano
– ore 11,00 – Luciana Bellini e Il Fondo, Detti e ridetti – grammatica popolare.
– ore 17,00 – John Giorno: reading e presentazione del suo libro La saggezza delle streghe con il curatore e traduttore Domenico Brancale, ospite John Sinclair.
– ore 22,00 – Elmo di Sorano, Circolo Arci-Veltha: performance di John Sinclair con Mark Ritsema e presentazione del suo libro Va tutto bene con il curatore Matteo Guarnaccia. Ospite John Giorno.

Domenica 10Pitigliano
– ore 11,00 – Irene Blundo (autrice) su Bianciardi com’era a Grosseto nel ricordo di Isaia Vitali (Millelire speciale).
– ore 18,00 – Sara Donzelli propone La regina dei banditi di Federico Bertozzi (Millelire speciale) con la regia di Giorgio Zorcù.
– ore 20,30 – Manila Lo Giudice e il suo romanzo-opera prima Nucleo Accumbens.
– ore 22,00 – Elmo di Sorano NOINATIMALE e ospiti: concerto per i “trentacinque stupefacenti anni di Stampa Alternativa”.

NON SI PAGA – NON CI SONO SPONSOR

Luciana Bellini nasce e trascorre l’infanzia a Scansano, paese della Maremma collinare. Sposata a un mezzadro, lei e il marito diventano assegnatari di un podere dell’Ente Maremma. Dopo avere riempito con la sua minuta calligrafia decine di quaderni con le voci del suo popolo, il popolo degli umili, viene scoperta da un piccolo tipografo editore scansanese che le pubblica Racconti raccontati. Con Stampa Alternativa, nella collana Strade Bianche, ha pubblicato C’è una volta la Maremma, La capitana. Vita di mezzadri in Maremma, La terra delle donne e, da poco più di un mese, Detti e ridetti – Grammatica popolare che sarà presentato durante il Festival.

Federico Bertozzi, milanese, affascinato da Phoolan Devi, figura leggendaria e controversa dell’India contemporanea, ha pensato bene di scriverne la storia apposta per il teatro, trovando la piena sintonia dell’attrice Sara Donzelli, del regista Giorgio Zorcù e dell’Accademia Amiata Mutamenti (www.accademiamiata.it), tutti ospiti durante il Festival con il fresco di stampa nella collana “Millelire speciale” La regina dei banditi.

Irene Blundo nasce a Grosseto nel 1974. Dal 2002 scrive per La Nazione. Nel 2006 ha pubblicato il racconto giallo L’isola di Agrippina nella raccolta di autori vari “Crimini Etruschi” edita da Laurum. Per Stampa Alternativa è autrice del Millelire speciale Bianciardi com’era a Grosseto nel ricordo di Isaia Vitali che presenta al Festival.

Manila Lo Giudice si rifiuta per eccesso di timidezza di rivelarci anche sue brevi note biografiche; sappiamo per certo che è giovane, che pratica assistenza sociale nei campi nomadi e che è alla sua prima opera narrativa come autrice del nostro romanzo breve Nucleo Accumbens, in uscita nella storica collana “Millelire Speciale” e che sarà presentato al Festival.
Nucleo Accumbens è il luogo del cervello dove si addensa la memoria del piacere e del dolore e che, grazie all’impulso a ripetere situazioni di piacere e a fuggire quelle di dolore, ha permesso alla specie umana di non estinguersi,.
Il capitalismo però, nel suo complessivo annientamento del soggetto, sta distruggendo anche questa memoria. Il libro narra proprio l’ultima azione del Nucleo Accumbens in lotta per il comunismo cosmico.

Giovanni Feo è saggista e ricercatore autodidatta fuori dalle accademie e dalle conventicole. Ha riletto, puntigliosamente e senza paraocchi, il territorio della Maremma tosco-laziale, a partire da Pitigliano, il paese dove vive da più di venti anni, per riscriverne la storia – molto diversa da quella di storici e archeologi accademici – dalle origini più remote fino agli Etruschi. La sintesi del suo lavoro di ricercatore libero è nei libri fin qui pubblicati da Stampa Alternativa: Misteri etruschi, Miti, segni e simboli etruschi, Pittura segreta etrusca e in quest’ultimo, fresco di stampa e presentato per l’occasione al festival, Geografia sacra – Il culto della Madre Terra dalla preistoria agli Etruschi.

John Giorno poeta newyorkese, classe 1936, fin dai primi anni Sessanta piomba sulla scena artistica come personaggio trasversale. Se nel ‘65 compone la sua prima opera poetica, The American Book of the Dead, in gran parte confluita nel libro Poems by John Giorno (‘67), già nel ‘63 era stato la superstar dormiente di Sleep, il film d’esordio di Andy Warhol. Non solo poeta e performer, Giorno è stato ed è autore di video e installazioni, nonché fautore di eventi culturali, insomma un grande catalizzatore di energie creative; basti ricordare che nel ‘69 ha realizzato «Dial-A-Poem», originale sistema di comunicazione telefonica che consentiva alla gente comune di dialogare al telefono con artisti della Beat Generation, e che nel ‘72 ha fondato il «Giorno Poetry System», una macchina di poesia e musica che ha finora prodotto oltre una quarantina di dischi e video. Scomparse le icone della Beat Generation – Kerouac, Ginsberg, Corso, Burroughs – a impedire che diventassero fantasmi buoni solo a essere consumati da scrittori e sociologi ci ha pensato John Giorno, il più giovane affiliato del gruppo.
Al festival Giorno terrà un reading delle sue poesie, appena pubblicate per la prima volta in Italia nel nostro volume La saggezza delle streghe, tradotte da Domenico Brancale che introdurrà l’incontro a Pitigliano.

Matteo Guarnaccia milanese, classe 1954. E’ saggista, artista visivo e storico del costume, uno dei massimi esperti in Italia di culture underground e beat generation; ha scritto numerosi libri su questi argomenti. E’anche un noto e apprezzato disegnatore e illustratore. Durante il Festival presenterà il suo ultimo saggio Almanacco della pace e aprirà una mostra delle sue ultime opere dal titolo “Pluralità estatiche”.
Ha inoltre pubblicato numerose opere e curato mostre dedicate alla cultura visionaria e alle avanguardie del Novecento. Collabora come critico per “D” de “La Repubblica”,”Vogue”, “Alias” de “Il Manifesto”, “Altrove”, “Ulises” (Spagna), “Off The Wall” (USA).

NoiNatiMale sono ritenuti la prima e l’unica vera rock band ecologica italiana; la loro avventura artistica inizia ad Arezzo nel 1989 e denotano, fin dal nome, un approccio alla musica sicuramente non convenzionale.
Nel 1990 inizia l’attività concertistica della band e, di lì a poco, esce la prima produzione, il demotape “Errore Genetico”. Dal 1994 al 1997 prosegue la loro attività musicale e si intensificano le loro presenze sui palcoscenici nazionali. Sempre nel ’97 inizia la collaborazione con l’etichetta piacentina Audiar Records che si concretizza nella produzione del primo CD dei NoiNatiMale, “L’erba datela ai conigli” distribuito da Sony Music.
Terminata la collaborazione con Audiar i NoiNatiMale iniziano, nel 2001, la registrazione del nuovo CD “1989-99… dieci anni col fiato sul collo!”, distribuito da Venus e prodotto interamente dal gruppo.

John Sinclair, agitatore culturale americano e poeta beatnik, leader del movimento contro la guerra in Vietnam negli anni Sessanta; manager del gruppo rock radicale MC5; attivista per i diritti dei consumatori di cannabis; fondatore del partito delle Pantere Bianche (la cui distruzione era una priorità per l’FBI e un’ossessione per Nixon); prigioniero politico e martire della rivoluzione culturale hippie (condannato a dieci anni di reclusione per due spinelli) venne liberato grazie a un movimento di massa che ebbe il suo culmine nel concerto organizzato in suo favore da John Lennon (Sinclair è l’unica persona reale a cui John Lennon abbia dedicato una canzone). Grande studioso di cultura afro-americana, negli anni Novanta Sinclair si trasferisce a New Orleans dove diventa il più popolare dj radiofonico della città. Nel 2004, nauseato dalla situazione politica americana, va in esilio ad Amsterdam dove continua a esibirsi sul palcoscenico con la sua band (John Sinclair & the Blues Scholars), a scrivere poesie e tenere programmi radiofonici. Al Festival si esibirà insieme al suo chitarrista Mark Ritsema e, introdotto dal curatore Matteo Guarnaccia, presenterà il suo fresco di stampa Va tutto bene, un’antologia fatta di storie, articoli, poesie – tradotti da Alberto Prunetti e con tanto di colonna sonora consigliata – che rende omaggio alla leggenda dell’Altra America, quella che ha stregato e conquistato il mondo senza aver bisogno di ricorrere ad armi e ricatti economici. Un documentario «a caccia» di quella suprema forma di arte afro-americana, il jazz/blues, che come un virus ha colpito Sinclair sin da bambino, rendendolo incapace di sopportare ingiustizie e discriminazioni.

2 thoughts on “BEATI COSTRUTTORI DI INCERTEZZE

  1. linko sul mio sito la vs. bellissima iniziativa, della quale apprendo grazie al mailing dell’amico Antonello Ricci. Peccato, dalla Sardegna mi viene impossibile andarci, peccato perdersi Giorno e Sinclair! Chi può VADA!

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