Emergenza stagionale

Emergenze, informazione, realtà dei fatti. Su questo tema si legge un interessante post sul blog collettivo Nazione Indiana, Dov’è l’emergenza, a firma di Stefano Savella, incentrato principalmente sulla questione immigrazione, sugli sbarchi e su recenti fatti di cronaca nera in cui l’attenzione - più che sul fatto in sé - è stata concentrata sui presunti autori. E mentre gli studi legali consigliano di togliere inchieste scottanti dai siti che denunciano il FUD della lotta al terrorismo, c’è chi dal summit della scienza mondiale tenutosi recentemente a Erice, in provincia di Trapani, annuncia che un’epidemia virale minaccerà la Terra. Ma sarà davvero un’opinione degli scienziati oppure di chi ha riportato la notizia?

I testi più pericolosi degli ultimi 200 anni

Il libro più dannoso degli ultimi due secoli? Il “Manifesto Comunista” di Marx e Engels, ovvio! “Appropriately”, aggiungono convinti i redattori di Human Events promotori dell’iniziativa. Seguito a ruota da “Mein Kampf” di Hitler, le citazioni del Comandante Mao, il Rapporto Kinsey e “Democracy and Education” di John Dewey. L’interessante (e sorprendente?) classifica viene stilata in USA sulla base delle preferenze espresse da 15 studiosi e leader politici di stampo conservatore. Menzione d’onore anche a testi di Adorno, Stuart Mill, Darwin e Foucault - oltre al bis di Marx con l’immancabile “Capitale”. E se qualcuno, avendo avuto a che fare con simili titoli, nutrisse qualche perplessità sul fatto che siano davvero i Ten Most Harmful Books of the 19th and 20th Centuries, può sempre consolarsi spulciando i libri che lo staff della testata online (parimenti conservatrice) suggerisce di leggere al presidente Bush durante la prossima vacanza…

“PAOLO FRESU TALKABOUT” A BERCHIDDA

di Luigi Onori

Ci siamo quasi: il 14 agosto al Museo del Vino di Berchidda (ore 11) approderà Paolo Fresu Talkabout. Biografia a due voci. Non posso nascondere l’emozione di presentare il volume insieme al grande trombettista (come è già accaduto felicemente in questi mesi al salone del Libro di Torino, a Roma, a Salerno, a Pordenone ed Oristano) proprio nel cuore della splendida rassegna ideata da Fresu nel paese natìo diciannove anni fa: Time in Jazz. Lo scorso agosto la full-immersion nella dimensione umana ed artistica del festival di Berchidda fu davvero importante per mettere a fuoco il libro che aveva allora già una robusta architettura ma era ancora in costruzione. Il tema del 2006 rende ancora più gustosa la presentazione berchiddese di Paolo Fresu Talkabout. Biografia a due voci, visto che l’edizione Cookin’ Jazz (oltre a richiamare Miles Davis…) vuole indagare le fitte relazioni tra gusto e musica afromarericana, tra sapori e jazz, tra i prodotti della terra di Sardegna e le cucine del mondo.
Così ritrovarsi al Museo del Vino un anno dopo per parlare insieme di questa biografia anomala scritta a quattro mani sarà un’occasione preziosa e rara che, insieme a Paolo Fresu, mi piacerebbe condividere con quanti vorranno leggere le pagine del libro alla luce di una realtà creativa e musicale sempre in movimento.

Per il programma completo della XIX^ edizione del festival Time in Jazz: http://www.timeinjazz.it

DOPO I TRE TENORI I TRE NOBEL

di Marcello Baraghini

Lo sapevo. Lo sapevo che quelli del Festival della Letteratura di Mantova non si sarebbero accontentati di Senza Sangue per festeggiare i loro dieci anni. E nemmeno gli sarebbe bastato qualche vincitore di Campiello, Cicciobello, Bancarella o Bustarella.
Ci voleva il Nobel. Ma che dico! I Nobel: ben tre premi Nobel si alterneranno a Mantova.
Mantova quindi si rinnova, si rivoluziona!
Certo non risparmia, se non per pagare qualche euro ai volontari che si faranno in quattro per la logistica.
I quattrini degli sponsor, dei biglietti e del sovrapprezzo del cappuccino - per poter sbirciare qualche scrittore (scrittore?!) la mattina a colazione - andranno a rimpinguare il portafoglio già gonfio dei Nobel.
Dopo il Trio Lescano di venerabile memoria, e dopo i più recenti “Tre tenori”, adesso tocca ai “Tre Nobel”.
E poi ditemi se non c’era bisogno degli anti-Nobel a Pitigliano.

L’ORENGO FURIOSO

di Marcello Baraghini

Per chi non lo sapesse Orengo (Nico) se la batte con Senza Sangue. Scrive una/due saponette all’anno, riscaldando ricordi giovanili della sua terra natale, poi lo pubblica Einaudi nella collana “Obitorio”, e giù un diluvio di recensioni da fare impallidire il citato Senza Sangue. Non contento, partecipa a tutti i premi letterari sul mercato: se non vince lui il primo premio, allora fa il presidente della giuria.
Per fortuna le sue brode riscaldate non se le fila nessuno tant’è che, a pochi mesi dall’uscita, le trovate scontate al 70-80-90% da varie parti e su vari siti. Continua