IN NOME DELLA LEGGE

di Marzio Pieri

IN NOME DELLA LEGGE

non leggete bianciardi

non è mai troppo

tardi

e poi siamo sul tardi

non leggete adriano ebreo

negro

del mulino di bazzano

ogni suo libro un dono

non sapeva tenere

fare macco

la sua mano

di burlamacco

non leggete la vedova

di cesare battisti

inviso ai democristi

non leggete gli scritti

di vedova

se mai ne scrisse

non leggete il poeta gatto

colto sul fatto

dalla morte

alle corte

non leggete

è una cosa da matti

non c’è dimenticato

soppresso

alcolizzato

suicidato

che non tenga famiglia

ed ora poi!

(una famiglia? che vuol dir mammina?)

vuol dire una cattiva signorina …

che lava i panni rei …

e non la vedi mai …

fuori della latrina …

e della cucinina …

della camerina …

da letto con le lise

pianelle il scendiletto

piscioso l’altarino

biastema

non sapevano

lui vivo come in nome

della legge disfarsene

ora se lo ripiglia

come la morte

‘in nome della legge’

di chi non legge

mai lesse

di chi odia sempre chi legge

a morte

ever / for ever

e regge con gran pena alla sua sorte

ma mai resse

il mòccolo

fesso chi regge

in nome della legge

venite inginocchiatevi

venite

all’ombra del gran moggio

(d’oro)

in nome della legge

NON LEGGETE

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