Lear a Santo Stefano di Sessanio

È stato scoperto negli Abruzzi un personaggio straordinario che è fratello di Marcello Baraghini quanto a originalità di pensiero, libertà e amore per l’avventura culturale. Si tratta di Giulio Ciarrocca, scienziato di professione ma operatore culturale per vocazione. Originario di Santo Stefano in Sessanio, un borgo antico particolarmente integro degli Abruzzi, il dottor Ciarrocca ha deciso di crearvi l’associazione culturale “La Compagnia della Contentezza”. La prima iniziativa di questa è stata l’organizzazione, la domenica del 23 aprile, di un convegno su “Lear e gli altri: viaggiatori ed artisti europei in Abruzzo dal Settecento al Novecento”.

Ho avuto l’onore di esservi invitata come traduttrice di Senza senso, la prima raccolta completa del nonsense di Lear in Italia (esclusi i limericks), pubblicata da Stampa Alternativa alla fine del 2005. La mattina vari studiosi (Giuseppe Papponetti, Lucilla Sergiacomo, Diego Grilli, Antonio Bini, Antonio Ricci, Antonio Perrotti) hanno fatto una interessante carrellata sui visitatori illustri degli Abruzzi. Oltre a Lear, si è parlato di Estella Canziani, pittrice e folklorista inglese, di una colonia di pittori scandinavi a Civita d’Antino e del celebre Escher.

Nel pomeriggio, con operazione originalissima, Lear è stato riattualizzato in modo non più storiografico bensì artistico. Sono state recitate alcune sue poesie, altre sono state cantate, con musica composta da lui stesso. Sono stati mirabilmente eseguiti o ascoltati brani musicali variamente legati all’autore: musiche popolari da lui trascritte e altre che facilmente avrà ascoltato nel suo viaggio in quella terra.

Nella giornata del convegno è stato anche possibile visitare una mostra di paesaggi abruzzesi dipinti da Lear e da Estella Canziani. Ora l’auspicio è che questo spettacolo così riuscito venga riproposto anche in altri luoghi. E per l’anno prossimo il dottor Ciarrocca promette un nuovo incontro di studi e iniziative artistiche, sempre sotto il segno di una profonda contentezza.

Carla Muschio

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