I LAVORATORI FELTRINELLI SCIOPERANO
Di seguito il volantino (fronte e retro) che i lavoratori Feltrinelli dell’Emilia Romagna distribuiranno sabato 22 aprile, avendo proclamato 4 ore di sciopero (a fine turno).
Scusate il disagio…
Cara lettrice, piccolo editore, prof. o studente, casalingo, tu che ascolti musica, leggi riviste, annusi i libri e un giorno volevi diventare scrittore; tu che ora sei grande, sai che i soldi sono sempre un problema ma è la qualità della vita quello che conta,
oggi lotta con noi!
Astieniti dagli acquisti
nei nostri negozi
I LAVORATORI FELTRINELLI
SCIOPERANO
per garantirti un Servizio
e un’Azienda migliori.
I lavoratori Feltrinelli dell’Emilia Romagna – Coordinamento Unitario Delegati del Gruppo Feltrinelli e Ricordi – Filcams-Cgil,Fisascat-Cisl,Uiltucs-Uil
Al termine dei festeggiamenti per i 50 anni della Feltrinelli, i lavoratori del Gruppo hanno deciso, per la prima volta nella loro storia, 8 ore di sciopero contro l’Azienda: un nostro specialissimo contributo alla festa. Ma perché?
Da oltre un anno è scaduto il contratto integrativo. Per l’Azienda vanno considerati la globalizzazione, l’11 settembre, la congiuntura economica, la concorrenza delle catene straniere; mettono sul conto la difesa e la crescita occupazionale degli ultimi anni, gli investimenti, infine il carattere sociale dell’Editore che è, per carità, politicamente corretto. Per tutte queste ragioni naturali, oggi, i lavoratori Feltrinelli devono essere altrettanto “corretti”: costare sensibilmente meno che in passato. E devono dividersi in due categorie: quelli di serie A, cui il contratto si applica; e quelli di serie B, cui il contratto si applicherà, forse, un giorno.
In soldoni, la vertenza non presenterebbe particolari motivi di interesse rispetto ai tempi e alla condotta di altre aziende padronali. Come dice il ns amministratore delegato: “è una normale fase di contrattazione”.
Perché allora lo sciopero, perché sui giornali?
Riteniamo invece che nella vertenza ci siano elementi che è opportuno tutti sappiano. E “doverosamente” chi i libri li legge, chi la musica l’ascolta, chi le riviste le scrive, chi fa il piccolo editore o il giornalista e ha una solida e non ancora del tutto scalfita idea di qualità. In discussione, infatti, è l’offerta di servizio che ci si aspetta da un’Azienda leader di settore (con un libro su quattro venduto nei propri negozi).
Ma chi deve fare l’offerta, oggi, in una libreria la cui gestione è informatizzata, centralizzata, standardizzata? Cosa è richiesto ad un commesso di negozio quando il lay-out è pensato, concepito, progettato come un self-service? Quale identità periferica, locale, interattiva è ancora consentita ad un negozio di catena che ha adottato i metodi della Grande Distribuzione Organizzata? Perché un libro non dev’essere un prosciutto?
Al centro del dibattito c’è dunque il negozio del futuro e il nostro ruolo. Si può fare a meno della competenza di un commesso che conosca il prodotto, che ci creda un minimo? O è più lecito disegnargli addosso una nuova organizzazione del lavoro limitata al fatto che prenda i pacchi, metta il prodotto a scaffale e sorrida? L’atteggiamento aziendale è quello intransigente di chi dice: i tempi sono questi, tu uomo e libraio sei antiquato.
Chi sta oggi in negozio dev’essere anzitutto flessibile, elastico, largo-stretto, verticale-orizzontale e guadagnare meno di quanto non costi la vita o l’affitto di una casa a Bologna: insomma deve fare quel tipo di esperienza lì, da precario. Ecco la sua formazione.
Nella libreria Feltrinelli del futuro immaginano un cliente sgamato, che va in postazione, digita al computer, fa da sé. E’ circondato da proposte determinate dal buyer, finalmente il libro avrà lo stesso “margine” dei profumi. Un nastro registrato ripeterà in sottofondo: “in che cosa posso esserle utile?” Fortunatamente non dovrà più intercettare cafoni che sbotteranno: “mi dica!”
Tutto questo non è ancora oggi, ma stiamo facendo grandi passi in avanti. Che i lettori lo sappiano, che gli scrittori ci aiutino, che si rifletta. Ecco perché la nostra battaglia non è di retroguardia. E perciò noi oggi facciamo sciopero alla Feltrinelli Giangiacomo.
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