Di quando la politica diviene un incubo

«Ho sognato che la campagna elettorale permanente che ammanta la mediasfera dal 1994 avesse subito un salto di qualità spettacolare, un’intensificazione del suo rumore…
Ho sognato che dopo cinque anni di azione del governo guidato dal Signore di Baux molte delle promesse elettorali che ne avevano favorito l’investitura fossero state disattese, avessero svelato il carattere pubblicitario che presiede non tanto la comunicazione politica del Nostro ma, ancor di più, la sua stessa impostazione politica, laddove l’immagine non è il referente di un contenuto di governo ma la promessa di un’emozione, di un abbaglio di felicità che trova nell’immateriale, nell’attimo del consumo e nell’immaginario la sua soddisfazione….
Ho sognato che la scaltra sapienza della strategia mediatica attraverso la quale si è passati dalla politica spettacolo alla politicizzazione dello spettacolo avesse restituito al suo regista tutti i suoi frutti, quelli attesi insieme all’inaspettato. Tra i primi, naturalmente, il successo elettorale, tra i secondi - come poteva essere previsto tenendo presente ciò che sempre più sfugge al politico: il lungo termine - il destino di ogni oggetto commerciale: il suo consumo, la sua dissipazione.»
Questo solo l’inizio di un racconto onirico ma non troppo, una riflessione a tutto campo sulle dinamiche dell’attuale campagna elettorale, e oltre. Un intrigante contributo di Vincenzo Susca all’interno dell’Osservatorio sulla Campagna per le politiche 2006 organizzato dagli amici di PoliticaOnline. Per non farsi rubare la coscienza, per dire no al coma culturale imperante, per continuare a usare la propria testa.

Commenti

Lascia un commento