PIANGO E RIDO PER LUCA
Come rivendico, almeno per me, il riso, altrettanto rivendico il pianto.
Ho pianto quando ho saputo, con un messaggio telefonico, della morte di Luca Coscioni.
L’ho frequentato nei mesi tra la fine del 2002 e l’inizio del 2003, ai tempi della pubblicazione del suo libro Il maratoneta. Poi l’ho perso di vista. Ma, lo stesso, la sua forza, la sua determinazione, il linguaggio tenero e temerario dei suoi occhi m’hanno fatto da sprone a continuare il mio lavoro quotidiano di editore rompicoglioni. Ci univano la stessa indignazione, la stessa rabbia per il paese ufficiale, lui per quello della ricerca scientifica, io per quello della cultura.
Pensavo a Luca quando, grazie ad un amico, ho avuto un manoscritto di Hans Ruesch da poter pubblicare. Si tratta del seguito di Imperatrice nuda, il libro verità sulla vivisezione che negli anni ’70 fu uno dei miei testi di riferimento e che, a causa dei suoi contenuti di estrema denuncia, fu messo al bando dal solito ottuso e corrotto paese ufficiale.
Ancor prima di leggere la versione del manoscritto di Ruesch, che ho davanti a me, m’era venuta l’idea – in caso di pubblicazione e se l’autore fosse stato d’accordo – di dedicarlo a Luca. Pensavo di fargli una sorpresa, di mandargli la prima copia appena uscita dalla tipografia, con una dedica. E sorridevo di gioia pensandolo.
Sorriderò lo stesso – se e quando uscirà il seguito di Imperatrice nuda – ancora di più, pensando a quanto sarebbe stato contento Luca.
Marcello Baraghini
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