Luca Coscioni ci lascia, ma la sua battaglia continua
Si è spento oggi ad Orvieto Luca Coscioni. Lo ha annunciato Marco Pannella a Radio Radicale con queste parole: «Luca era un leader perché era in prima linea e guidava tutto e in qualche misura è naturale quello che è accaduto. Luca è caduto, era in prima linea e direi che è stato ammazzato anche dalla qualità di questo paese e dell’oligarchia che lo distrugge».
Trasformando il suo da “caso pietoso a caso pericoloso”, Luca aveva deciso di incarnare una battaglia di libertà, quella per l’affermazione della ricerca sulle cellule staminali embrionali, che potrebbe un giorno curare patologie mortali come il Parkinson, l’Alzheimer, e la sclerosi laterale amiotrofica da cui era stato colpito 10 anni fa. Una battaglia condotta con “la tenacia del maratoneta e la forza di Superman.” E proprio con il titolo de Il Maratoneta, Stampa Alternativa aveva pubblicato (e più volte ristampato) un libro che ripercorre la sua vicenda, con queste note di copertina: «Questo libro è la voce di chi vuole separare, oggi più di ieri, la religione dallo Stato. Di chi vuole una ricerca libera dalla schiavitù dei fondamentalismi, che sono gli stessi dei roghi e delle inquisizioni. Luca Coscioni ci ricorda che siamo tutti chiamati a scegliere su una questione di vita o di morte. E che la scelta non può aspettare.»
José Saramago, Premio Nobel portoghese per la letteratura, sostenendo la candidatura di Luca Coscioni alle elezioni del 2001, scrisse: «…purché la luce della ragione e del rispetto umano possa illuminare i tetri spiriti di coloro che si credono ancora, e per sempre, padroni del nostro destino. Attendevamo da molto tempo che si facesse giorno, eravamo sfiancati dall’attesa, ma ad un tratto il coraggio di un uomo reso muto da una malattia terribile ci ha restituito un nuova forza. Grazie, per questo».
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