USA: cresce la coltivazione (illegale) di cannabis
La cannabis è all’ottavo posto tra le colture più redditizie nello stato di Washington, USA (sopra la California). Le 135.323 piante di marijuana confiscate nel 2005 sono state valutate a una cifra di mercato pari a 270 milioni di dollari. Questa la notizia appena diffusa dalle autorità locali che operano per conto della U.S. Drug Enforcement Agency, le quali hanno puntualizzato che il valore del raccolto (eventuale) della cannabis avrebbe superato quello delle ciliegie (242 milioni di dollari nel 2004), mentre le mele rimangono stabili al primo posto con 962,5 milioni di dollari. La maggior parte delle piante “illegali” era coltivata con somma cura nelle regioni orientali del Washington State, per lo più su terreni di proprietà federale o statale, in zone remote e vicino a corsi d’acqua. L’inatteso volume nell’aperta coltivazione della marijuna sembrerebbe dovuto, sempre secondo le autorità locali, alla riduzione degli agenti di polizia addetti al controllo, che tradizionalmente avviene tramite elicotteri a bassa quota. Meglio, va imputato alla drastica riduzione del budget per simili operazioni onde sopperire alle necessità dell’uragano Kathrina e della guerra in Iraq.
Mentre resta impossibile sapere quante piante sono invece arrivate regolarmente a maturazione e poi immesse nel mercato “illegale” (e quindi quella cifra iniziale va quantomeno considerata una stima al ribasso), occorre notare che in quell’area una singola pianta di marijuana può produrre fino a mezzo chilo di materia finale, con un valore di mercato stimato sui 2.000 dollari.
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