Una legge anacronistica approvata fuori tempo massimo

E’ incredibile. Fuori tempo massimo, con la scusa del pacchetto di leggi speciali per le Olimpiadi, con la scusa del doping, Fini c’ha buttato in mezzo pure il suo disegno sulle droghe. Un disegno tra l’anacronistico e il ridicolo. Ma c’è ben poco da ridere.
Come ha dichiarato con un sorriso amaro Emma Bonino, “ormai in Italia non ci sono più libertà personali: per fumare uno spinello bisogna andare in Olanda, per i pacs in Francia, per la pillola abortiva in Svezia…”.

E questo è il primo punto, inconfutabile, la libertà. Ma è solo il primo. Mentre in Europa, i governi vigenti alzano la quantità dell’uso personale di cannabis o approvano leggi a favore del consumo terapeutico (vedi Spagna, Gran Bretagna, tanto per citarne un paio), in Italia si torna indietro di almeno una trentina di anni.
In barba anche al referendum del ‘93 che esprimeva chiaramente la volontà degli italiani di distinguere droghe leggere da pesanti, in barba ai numeri vincenti del Ministero della Sanità olandese, che porta a casa il più basso tasso di tossicodipendenza in Europa, confermando che la strada giusta non è certo il proibizionismo, in barba ai tempi scaduti per approvare nuove leggi, Fini è riuscito a far passare il suo oscurantista disegno legge sulle droghe.

Siamo indignati, insieme al paese civile, insieme ai tanti innocui consumatori di cannabis, che da domani saranno perseguibili per un paio di spinelli, con multe da collasso finanziario o peggio con la galera.
Siamo indignati insieme alla Bonino, a Vasco Rossi che, di fronte a un imbarazzato Clemente Mimun, difende Pannella e la sua promessa di un “nuovo” referendum per abrogare questa legge.
Siamo indignati insieme a Bertinotti, l’unico ad ever dichiarato l’irregolarità dell’iter per l’approvazione di questa legge e aspettiamo fiduciosi che anche il resto della sinistra prenda posizione chiara e definitiva su un argomento ancora così fortemente tabù.

“LOLITA”, A CINQUANT’ANNI DALLA PRIMA CENSURA UFFICIALE

Katia Ceccarelli, autrice del nostro Lolite - Storie e visioni di piccole seduttrici, ci segnala questa ricorrenza.

Dopo che ebbe terminato la stesura del romanzo Lolita, nel 1954, Nabokov non ottenne altro che rifiuti da parte di editori statunitensi. Solo nel 1955 riuscì a farlo pubblicare dalla casa editrice francese Olympia Press di Maurice Girodias. L’Olympia Press al tempo era nota per la pubblicazione di romanzi di carattere erotico e dalle tematiche piuttosto pruriginose. Lolita venne considerato un romanzetto oseé. Nonostante ciò, ebbe un enorme successo ma nessuna recensione positiva tranne quella di Graham Greene che lo definì “il miglior romanzo dell’anno”. I grandi editori di quotidiani inglesi si sentirono offesi e minacciati e promossero una campagna per impedire a Lolita di entra nel Regno Unito. Con la stessa politica, definendolo mera pornografia, convinsero i colleghi francesi a censurare il romanzo di Nabokov. Era il 1956 e Lolita fu proibito in Francia per i successivi due anni.

Katia Ceccarelli

BLUE TANGO - noir metropolitano

Blue TangoA pochi giorni dall’arrivo in libreria di BLUE TANGO noir metropolitano, nel suo inserto settimanale, “Bookmark”, il quotidiano Il Riformista ha pubblicato in anteprima il primo capitolo del libro. Il settimanale News, dal canto suo, ha così descritto BLUE TANGO: “un giornalista freelance indaga per un importante quotidiano milanese su una doppia inchiesta che riguarda un serial killer che uccide giovani prostitute e un suicidio-omicidio, forse collegato con terrorismo e traffico internazionale di droga. Un noir che si ispira nello stile alla serie televisiva CSI”.
L’autore del testo, Paolo Roversi, ha già pubblicato con Stampa Alternativa il fortunato Bukowski. Scrivo racconti poi ci metto il sesso per vendere.
Per saperne di più, qui l’articolo di “Bookmark” nella sua interezza, e qui maggiori dettagli su libro e autore.

AUGURI DR. HOFMANN

Ho sempre vissuto di sogni. Quelli ad occhi aperti, però, che faccio di giorno e che, accanitamente, cerco di realizzare.
Per tanti e tanti anni uno di questi sogni è stato di conoscere il dr. Hofmann, lo scopritore dell’LSD. Sognavo di conoscerlo fin dai primi acidi, miei e di tanti miei compagni di “viaggi”, negli anni ’60.
E poi desideravo che lui mi spiegasse la sostanza che, senza tanta retorica, ha influenzato la mia stessa vita, oltre le sbucciature e le cadute.
Che lo spiegasse a me e a chiunque in Italia volesse ascoltarlo.
Riuscii tramite Roberto Fedeli a portarlo in Italia, a Milano, nella grande sala della Biblioteca Sormani.
Chi c’era non se l’è certo dimenticato e chi non c’era s’è perso un gran pezzo di storia del secolo scorso.

Adesso il dr. Hofmann compie 100 anni.
Io lo saluto e gli faccio gli auguri, non retorici, di tantissimi altri anni di serena vita.

E gli dedico la nuova edizione di Percezioni di realtà.
Quando ci incontrammo a Milano gli chiesi se avesse qualcosa nel cassetto da “regalarmi” dopo Viaggi acidi, la sua intervista tanto ben raccolta da Pino Corrias. Mi propose Percezioni di realtà.

Marcello Baraghini

Albert Hofmann, scopritore dell’LSD, compie 100 anni!

Oggi mercoledì 11 gennaio 2006 ricorre un compleanno speciale, quello dello scienziato-chimico svizzero che nel 1938 scoprì l’acido lisergico diethylamide-25, meglio noto come LSD. Tuttora in buona salute, Albert Hofmann vive in un piccolo villaggio dei Monti Giura con la moglie (da 70 anni) Anita, e prevede di festeggiare il centenario partecipando all’ennesimo simposio internazionale sugli allucinogeni. Da quel primo esperimento su se stesso, prima del tutto casuale e poi ripetuto più volte sotto controllo, Hofmann ha infatti sostenuto con convinzione la validità scientifica dell’LSD nella ricerca psichiatrica, in particolare nel trattamento di disturbi quali schizofrenia, alcolismo, dipendenza. E insieme a molti altri ricercatori di ogni Paese, continua a lavorare per ribadire l’importante contributo della sostanza psichedelica in tal senso. Sostanza che, pur non provocando assuefazione, è stata vietata nel mondo fin dal 1966, a parte qualche esperimento legale attualmente in corso negli USA. Ciò soprattutto per via degli abusi avvenuti negli anni ’60, con conseguenti danni fisici e mentali su parecchi soggetti. Situazione che ha portato lo stesso Hofmann ad aggiungere un’importante nota di prudenza: “La storia dell’LSD fino ai nostri giorni dimostra ampiamente le catastrofiche conseguenze che possono derivare quando i suoi effetti sono poco compresi e la sostanza viene erroneamente scambiata per un droga di piacere.” Segnalando un articolo di Wired News sul centenario, ricordiamo che Stampa Alternativa ha ripetutamente dato voce ad Albert Hofmann e al suo “bambino difficile” — come egli stesso ha definito l’LSD nel suo libro più noto del 1979 (“LSD-My Problem Child”). Tra questi, il Millelire del 1995 I Misteri di Eleusi, fuori catalogo ma reperibile su Libera Cultura, e un tributo nella collana Margini, Hofmann scienziato alchimista, in occasione del suo 90. compleanno.
In gamba, dottor Hofmann, e altri cento di questi giorni!

50 anni fa: Ginsberg, “Howl” e i poeti beat

Proseguono nel 2006 le celebrazioni per il 50. anniversario della prima lettura pubblica di “Howl” (Urlo) da parte di Allen Ginsberg alla Six Gallery, evento da cui prese il via quella che venne poi definita la San Francisco Renaissance. La storica libreria di Lawrence Ferlinghetti, City Lights, annuncia una serie di eventi in varie città statunitensi, oltre alla continua pubblicazione del volume “Howl and Other Poems” di Allen Ginsberg nell’edizione originale, a tutt’oggi tra i più venduti nella collana City Lights Pocket Poets.
Il reading della storica serata del 7 ottobre 1955, pubblicizzato in cartolina ormai leggendaria sotto il titolo “Six Poets at the Six Gallery”, includeva la partecipazione di altri beatnicks in erba, allora giovani e sconosciuti ma destinati alla storia: Michael McClure, Philip Lamantia, Phil Whalen, Gary Snyder, Allen Ginsberg, Kenneth Rexroth, Lawrence Ferlinghetti, e mescolato tra il pubblico Jack Kerouac.
Il 50. anniversario ha trovato ampio spazio, tra gli altri, in un ampio articolo sul quotidiano cittadino e nel blog del sindaco di Oakland, Jerry Brown. Dal vivo, il tributo si è sviluppato in un reading all’Herbst Theatre che ha aperto Litquake (literary festival della West Coast) con la presenza fra gli altri di Michael McClure, Armistead Maupin, e Peter Coyote (che ha riletto “Howl”), e un successivo happening presso la biblioteca pubblica sotto il titolo “The Six Gallery Goes Golden: Fifty Years of Poetry Renaissance, ‘Howl’ and Literary Activism in San Francisco”.