Linux Day 2005
Sabato 26 novembre si svolgerà in tutta Italia l’edizione 2005 del Linux Day. Organizzato dalla Italian Linux Society, l’evento dedicato al sistema operativo GNU/Linux e al software libero giunge così al quinto appuntamento con un successo crescente e diffuso (oltre 100 le città coinvolte lo scorso anno). Anche stavolta si annunciano molteplici iniziative, in ambiti grandi e piccoli, con gli ovvi rilanci online, grazie al supporto dei Linux Users Group, di varie associazioni e (soprattutto) di singoli e gruppi che promuovono i temi legati all’open source e al software libero. Per maggiori dettagli, inclusi i programmi degli eventi locali, si veda sito ufficiale del Linux Day.
DAL LANCIO ANSA PER LA QUINTA RISTAMPA DE “L’ARTE DELLA GIOIA”
Sull’onda del successo che il libro sta avendo in Francia e alla vigilia dei dieci anni dalla scomparsa dell’autrice, la casa editrice Stampa Alternativa si sta preparando alla V^ ristampa de L’arte della Gioia, il romanzo “scandalo” di Goliarda Sapienza, a suo tempo rifiutato da editori e critici letterari.
Goliarda, scomparsa nel 1996 a 72 anni, fu prima attrice e poi scrittrice che non si tirò mai indietro e cercò una sorta di coincidenza tra vita e letteratura, creando scandalo e finendo per proporsi come “un caso”. Anche questo libro, pur non trovando chi lo pubblicasse, fece parlare di sé: per la “gioia”, senza sensi di colpa, della libertà di vita, d’anima e di corpo della protagonista Modesta (libera con uomini quanto con donne) nonché per le descrizioni della sua licenziosa vita nel convento dove viene rinchiusa da giovane. Continua
ANCORA UN PREMIO PER “1527 I LANZICHENECCHI A ROMA”
Il libro di Andrea Moneti, 1527 I lanzichenecchi a Roma, ha ottenuto un ulteriore riconoscimento della sua qualità. Domenica 20 novembre la giuria del premio letterario “Città di Siderno” ha premiato l’opera dello scrittore aretino con la seguente motivazione: “Per la vivace e scrupolosa ricostruzione dello spazio e del tempo storico della vicenda narrata, e per la convincente caratterizzazione dei personaggi che vi agiscono. Pregevole il sotteso messaggio pacifista: la disapprovazione della violenza degli eventi bellici del 1527 si estende ai conflitti armati di ogni tempo, poichè non vi può essere alcuna guerra giusta.
Sul piano formale, l’uso consapevole dei giochi temporali conferisce un gradevole movimento all’opera, rendendone avvincente l’avventura”.
Incontro annuale di Creative Commons Italia
Le licenze Creative Commons e la realtà italiana: situazione, problemi e opportunità - Torino, sabato 19 novembre 2005, ore 9-19 -
Aula Magna del Politecnico di Torino, presso il Lingotto, via Nizza 230
A seguito del progetto Creative Commons lanciato nel 2001 negli Stati Uniti, il 16 dicembre 2004 il Dipartimento di Scienze Giuridiche
dell’Università di Torino e l’IEIIT-CNR presentarono la versione
italiana delle licenze Creative Commons. A quasi un anno di distanza
autori, giuristi, editori, utenti, e opinion makers si ritrovano per
discutere insieme dello stato del progetto Creative Commons in Italia.
L’incontro verrà trasmesso dal vivo via Internet.
Partecipazione: libera e gratuita, previa registrazione su: http://creativecommons.it/ccit2005/phorm/ccit_registration_form.html
Programma e maggiori dettagli: http://creativecommons.it/ccit2005.
DUMB (STUPIDO)
E’ raro per me leggere, in un sol giorno, due buone notizie sui giornali. E’ accaduto lunedì 7 novembre.
La prima: Walter Veltroni, sindaco di Roma, s’è molto irritato perché alcuni amministratori periferici si rifiutano di far passare sui territori da loro amministrati la fiaccola olimpica se appresso ci sarano i camioncini della Cola Cola.
E dove sta la buona notizia? Sta nel fatto che, finalmente, il “compagno” sindaco di Roma getta la maschera di piagnone per le sorti del proletariato e sottoproletariato sud americano per sposare quelle della multinazionale, che invece quel proletariato e sottoproletariato lo sfrutta selvaggiamente.
Ma d’altronde per chi ha occhi per leggere e testa per ragionare il personaggio in questione era ben svelato nel fortunato libello Millelire Il compagno Veltroni – dossier sul più abile agente della CIA, mai smentito e nemmeno querelato.
E poi è tutto da leggere, a proposito delle malefatte della multinazionale tanto cara al compagno Veltroni, quel Coca Cosa? Conoscerla per evitarla caldo caldo di stampa nell’Euro. Continua
La lezione di Goliarda
Scriveva Massimo Gramellini sullo “Specchio” della “Stampa” nel 1992: “Il mondo della cultura ufficiale è una camarilla di mediocri che si sbrodolano addosso i loro livori. Da secoli l’intellettuale italiano è abituato a rivolgersi al principe, anziché al pubblico, a disprezzare le persone semplici e ad adulare i potenti. Parla e scrive in un linguaggio per iniziati. Il suo orizzonte è il salotto, come un tempo era la corte”.
Cito sempre questo giudizio quando nei dibattiti pubblici mi si chiede del disprezzo che provo per i critici letterari italiani, per gli scrittori italiani del nulla, quelli delle classifiche e dei salotti, per intenderci.
Poi cito il caso di Goliarda Sapienza e del suo capolavoro L’arte della gioia.
Goliarda fa paura e quindi è scomparsa e continua a essere assente dalle pagine letterarie. Fa paura perché nelle sue pagine scorre sangue, di contenuto e di scrittura. Provate a mettere a confronto le emozioni che suscita L’arte della gioia con quello che può suscitarvi l’ultima sveltina di Nico Orengo o di Aldo Nove o quella preannunciata di Alessandro Straricco. Provate un po’ voi e poi mettete a confronto la quantità di pagine di giornali dedicati all’Arte della gioia con quelle dedicate agli altri romanzi. Vedrete l’abisso che li separa.
Libri col sangue e libri senza sangue: la sfida continua.
Marcello Baraghini
LE EFELIDI DI PILU’ E LA SCRITTURA CARDIACA DI GOLIARDA
La fine dell’antiromanzo. Che cos’è L’Arte della Gioia
Di Angelo Pellegrino
Da Bookmark (inserto settimanale de “Il Riformista”) di mercoledì 9 novembre 2005
Quando nella primavera del 1996 balenò la possibilità di pubblicare per intero L’Arte della Gioia, Goliarda, accingendosi a rivedere il romanzo dopo vent’anni da quando l’aveva portato a termine, pose davanti a sé una sorta di cartello con le seguenti parole: «Sono passati trent’anni dal primo appunto su Modesta. Attenta, Goliarda, a non cadere nel tranello dell’autocensura».Temeva che due decenni di rifiuti editoriali, e tre di convivenza con la protagonista del suo romanzo,potessero aver intaccato la forza dell’idea originaria, e di scivolare nel peccato di autocensura, la caduta più grave per una scrittrice come lei.Temeva la vergogna del tradimento più stolto, quello della propria storia. Chiunque al suo posto avrebbe avuto ragione di dubitare. I due maggiori critici italiani avevano espresso giudizi del genere, il primo:«È un cumulo di iniquità.Finché io sarò vivo non permetterò la pubblicazione di un libro simile». Il secondo, spirito più elegante e libero, e piuttosto intimo di Goliarda, una volta aveva risposto al telefono un po’ alterato: «Ma che c’ho a che fare io con questa roba?!». Continua
CINEMA AUTENTICO
Nell’intervento che segue Patrizia “Pralina” Diamante, autrice per Stampa Alternativa de L’ultimo colpo di Horst Fantazzini, propone una situazione alternativa al cinema commerciale, che viaggia parallelo alla letteratura “da supermercato” (contro la quale ci battiamo).
Frame Produzioni e Officine Cinematografiche
hanno presentato in anteprima al CPA Firenze sud
(per contatti www.cpafisud.org)
L’uomo con la testa piena di film , un documentario di Massimo Fallai, 2005
Il documentario narra attraverso gli aneddoti e le immagini di Jo La Face (Giovanni Valerio), proiezionista di professione e per passione, compagno anarchico calabrese trapiantato a Firenze, “uomo con la testa piena di film”; la storia quasi trentennale di proiezioni cinematografiche ininterrotte e militanti, negli spazi liberati dei centri sociali (Ex Emerson, vicolo del Panico ecc.) e nei luoghi del vero cinema. Il cinema resistente che si oppone all’omologazione dilagante delle multisale, fast food dell’immagine, e alla dittatura del video e digitale, affermando l’esistenza nuda e cruda della pellicola, quella che per usare le parole di Jo “è una cosa viva” graffiata e fragile, carnale e vissuta, vulnerabile e perciò vitale.
Proiettore, pizze, motore. I soliti gesti ripetuti da anni con capacità certosina, attenzione maniacale, e da sempre tante incognite. Ma anche tante bellissime sorprese, esaltanti. Come la visita di qualche illustre personaggio, che esce dal recinto della notorietà per annusare il mondo. Continua









