La “Gioia” postuma di Goliarda

Casi letterari/ Rifiutato per vent’anni dai nostri editori, il romanzo è ora bestseller in Francia
da “Il Messaggero” di lunedì 31 ottobre 2005

L’Arte della Gioia , il quinto romanzo di Goliarda Sapienza rifiutato per vent’anni dagli editori e pubblicato in parte cinque anni fa ed ora in edizione integrale da Stampa Alternativa, a cura di Angelo Pellegrino, va riscuotendo in Francia un successo così clamoroso da farne, secondo ogni previsione, un best-seller internazionale. Per scrivere i suoi romanzi, Goliarda nata nel 1924 a Catania da un penalista animatore del socialismo siciliano e dalla donna che aveva diretto la Camera del Lavoro di Torino e “Il grido del popolo” prima di Gramsci, compagna per molti anni a Roma del regista Francesco Maselli e spentasi, per cause accidentali, nel 1996 a Gaeta era finita addirittura a Rebibbia.
La storia è questa. Il 2 giugno del 1980, alle 16.30, due carabinieri si presentano alla sua abitazione, in via Denza 52, ai Parioli, e, sotto l’imputazione di ricettazione aggravata di preziosi, falsificazione di documenti e sostituzione di persona, l’ammanettano e la conducono a Rebibbia. Nel corso di un controllo effettuato nella mattina dello stesso giorno alla Fiera di Roma i due carabinieri avevano accertato che nello stand del gioielliere milanese Guido Pennisi vi erano alcuni preziosi di provenienza furtiva. Li aveva acquistati da una signora che gli aveva fornito un documento di identità dal quale risultava che si chiamava Modesta Maselli. Ma Modesta era il nome della protagonista dell’ Arte della Gioia e Maselli il cognome del regista con il quale viveva in via Denza. Delle tre imputazioni restava pertanto soltanto il furto dei gioielli. L’imputata ammetteva di averli rubati nell’aprile del ’79 in una casa di suoi amici ai Parioli ma aggiungeva che li aveva rubati per motivi ben precisi, pur se alquanto oscuri e non facili da capirsi: voleva studiare le reazioni dei suoi amici pariolini al furto e finire in prigione per sperimentare personalmente le condizioni delle recluse per il libro che stava scrivendo (verrà pubblicato nel 1983 da Rizzoli sotto il titolo L’ Università di Rebibbia ). La vicenda suscitò un grande scalpore, sulla stampa. Intervenne anche “Il Messaggero” , che pubblicò un articolo nel quale sosteneva, fra l’altro, che Goliarda era finita in prigione anche per placare il senso di colpa che nutriva nei confronti della madre, che aveva passato in carcere molti anni, e che il suo problema rientrava nella sfera della psicoanalisi e della letteratura piuttosto che in quella giudiziaria. Quindi il giudice che si occupava del caso decideva di scarcerare la scrittrice.
Ma resta il fatto che L’ Arte della Gioia era stato rifiutato dagli editori e dai critici letterari italiani con giudizi sprezzanti e offensivi. Uno dei critici, fra i più autorevoli, disse: «E’ un cumulo di iniquità. Finché io sarò vivo non permetterò la pubblicazione di un libro simile». Un altro, parimenti autorevole: «Ma che c’ho a che fare io con questa roba?». Se fossero ancora attivi, sarebbe bene che questi critici leggessero i giudizi dei loro colleghi francesi sull’ Arte della Gioia . René de Ceccatty su “Le Monde” , che ha presentato il libro come “un’opera eccezionale” nella prima pagina del suo supplemento letterario: «E’ una scoperta incontestabile. Una ricognizione fenomenale della storia politica, morale e sociale dell’Italia, attraverso lo sguardo di una narratrice siciliana meravigliosa, i cui slanci sono ora razionali ora passionali. E’ la rivelazione di un temperamento di scrittrice senza pari». Catherine David su “Le Nouvel Observateur” : «In questo libro tutto è magnifico, giacché si tratta di un romanzo vero che conquista e sconvolge, pieno di febbre e di intelligenza, molto concreto e molto visivo, erotico e famigliare, psicologico e politico, radicato in un’isola piena di mandorli selvaggi e di vendette». Molti librai parigini lo hanno presentato come il miglior romanzo straniero dell’anno. In una settimana è stato ristampato due volte ed è entrato nella classifica dei libri più venduti.

Costanzo Costantini

Commenti

5 commenti to “La “Gioia” postuma di Goliarda”

  1. giuseppe pizzo on luglio 12th, 2006 11:05

    ho conosciuto “larte della gioia” solo da poco e grazie ai miei suoceri francesi che lo hanno letto.
    lo sto divorando con gli occhi e non smetto di raccontarlo a mia moglie…grazie Goliarda…

  2. piero calfapietra on maggio 29th, 2007 14:52

    Sono in una situazione gravissima vivo in brasile non ho telefono vivo per strada il consolato italiano non si importa

  3. piero calfapietra on maggio 29th, 2007 14:55

    vivo qui da 4anni scrivetemi per spiegarvi meglio

  4. Angelo Vitale on maggio 30th, 2007 16:00

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