Vive la France!
E’ inevitabile che Marcello Baraghini, direttore editoriale di Stampa Alternativa, sempre pronto a denunciare il “malomodo”, tutto italiano, con cui i critici letterari fanno il loro lavoro, si permetta finalmente di gioire della serietà dei giornalisti letterari d’oltralpe e provi soddisfazione nel vedere - se ce ne fosse bisogno - confermati i suoi atti di accusa (vedi “lettera 22” del nostro sito).
Ma al di là dell’incuria degli addetti ai lavori, ci sono forse anche altre ragioni per cui quello straodinario romanzo che è L’arte della Gioia ha avuto finora nel nostro paese vita tanto difficile.
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MENO MALE CHE CI SONO I FRANCESI
dalla “Lettera 22″ di Marcello Baraghini - 19 settembre 2005
A Parigi i giornalisti letterari, i cosiddetti critici, fanno il mestiere per il quale sono pagati e cioè leggono le bozze dei libri in via di pubblicazione e, a prescindere dal fatturato degli editori, ne parlano, bene o male. Così è successo che dopo aver ricevuto da parte della piccola (per fatturato) casa editrice Viviane Hamy le bozze de L’arte della gioia, il romanzo di Goliarda Sapienza, le abbiano lette. E dopo averle lette ne hanno parlato, sulle loro importanti testate quotidiane e periodiche, in termini entusiastici.
“In questo libro tutto è magnifico” ha scritto Caterine David sul “Nouvel Observateur”, giacché si tratta – ha aggiunto – “di un romanzo vero che conquista e sconvolge, un romanzo pieno di febbre e d’intelligenza”.
Insomma grazie ai francesi che, ripeto, fanno bene il mestiere per il quale sono pagati, è scoppiato il “caso europeo” del romanzo di Goliarda. Continua
IL TRIONFO DI GOLIARDA
IL CASO/ LA FRANCIA INCORONA UN ROMANZO IGNORATO DA NOI
(da “La Repubblica” - 17 settembre 2005)
Magnifico. Magico. Commovente. Sono questi gli aggettivi con cui la stampa francese ha accolto la pubblicazione di un romanzo italiano d’oltre seicento pagine, opera di una scrittrice mai tradotta in precedenza e scomparsa ormai da quasi dieci anni. Si tratta de L’Arte della Gioia, il romanzo a cui Goliarda Sapienza dedicò moltissimi anni della sua vita e che in Italia, dopo molti rifiuti, fu pubblicato postumo da Stampa Alternativa. In Francia, lo pubblica una piccola casa editrice Viviane Hamy, che ne ha sentito parlare per la prima volta un paio d’anni fa da un editore tedesco. In previsione della pubblicazione, l’editore ha fatto circolare con molto anticipo le bozze tra i critici, i quali, senza farsi intimorire dalla mole, hanno letto d’un fiato le incredibili avventure di Modesta, una donna libera e anticonformista nella Sicilia della prima metà del Novecento. Così, quando il libro è arrivato in libreria, hanno pubblicato articoli ditirambici. Continua
I DUE PAESI, COSI’ LONTANI
“Il vostro Festival non fa notizia, non pubblicheremo nulla”, ci ha detto un noto giornalista culturale di una delle due testate nazionali più importanti.
Il giorno dopo da una delle pagine culturali dello stesso quotidiano apprendiamo che Massimo D’Alema ha vinto il premio Capalbio per un suo inutile libro, inutile come tutti gli altri che ha scritto.
Accidenti che notizia!
Una notizia importante, fondamentale, come quella apparsa sull’altra importante testata nazionale qualche giorno prima, in bella mostra sulla pagina di apertura del “costume e società”. State a sentire! Bergonzoni, il comico che oramai fa ridere solo sua zia novantenne e l’ex fidanzata ma che è sempre in giro a rompere i coglioni, officerà i funerali e seppellirà il suo libro. Ma dove? Cribbio, al Festival della letteratura di Mantova.
Eccolo qui il Paese ufficiale, ben rappresentato da D’Alema , Bergonzoni e tutta la schiera dei cacciatori di premi, apparizioni televisive, interviste e partecipazioni a festival inutili e parassitari.
Un Paese ufficiale che oramai, grazie alla moltitudine di orrori che dispiega quotidianamente, è regime, da far invidia a quello fascista.
Il Paese reale è altro. Indignato, incazzato, stufo, ma anche reattivo e fantasioso, che organizza ogni giorno resistenza, a Corviale qualche giorno fa e a Cecina il mese scorso, piuttosto che in mille altre piazze e quartieri e paesi.
Di questo Paese reale non troverete nulla sulle gazzette di regime e televisive. Per questo il nostro Festival di Pitigliano per il noto giornalista (giornalista? Becchino piuttosto) non fa notizia.
Ci mancherebbe.
Marcello Baraghini, 3 settembre 2005 Continua









