Sentenze storiche e buon senso
“Così come accade da anni negli Stati Uniti, anche in Italia è stata emessa una sentenza che punisce un produttore di sigarette per la morte di un fumatore. E’ la prima volta che un tribunale si pronuncia in materia, ed è una decisione storica per la giurisprudenza.” Questa l’apertura della notizia riportata ieri da Repubblica.it.
Non ci resta che esultare, quindi, di fronte a questa ’sentenza storica’, riprova della cieca sudditanza (anche culturale) verso il paese di George Bush. O, forse meglio, verso il “paese dei balocchi”: quel vasto territorio in cui la scienza si pone volentieri al servizio della politica. Non passa giorno senza che ci sia un allarme più o meno giustificato da parte del mondo scientifico. Dal fumo passivo come causa di cancro ai rischi causati dall’elettrosmog, dalla mucca pazza e chi più ne ha più ne metta. Tutti rischi inventati o grandemente esagerati. Che ci sia del vero in questi allarmi nessuno lo nega, ma che un certo mondo scientifico cavalchi tali rischi, anche ingigantendoli, è un dato di fatto.
Vogliamo proprio credere a tutto quanto ci propinano? Perché non indagare invece nei retroscena? Magari seguendo quanto propone Steven J. Milloy, direttore degli studi sulle politiche scientifiche del National Environmental Policy Institute statunitense, nel suo manuale per difendersi dagli scienziati allarmisti. Evitando comunque di far diventare la ‘la lotta al fumo’ una nuova guerra santa, dopo quella ai talebani, alla mafia e all’eroina — come ci rammenta Angelo Perazzi in Segnali di fumo.
Il tutto come semplice ma appassionato invito a usare il buon senso e l’educazione nell’uso delle sigarette, e (quel che più conta) a ragionare con la propria testa — piuttosto che affidarsi a nuovi proibizionismi e ’sentenze storiche’.
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