Proibizionismi vecchi e nuovi…
A proposito di proibizionismi vecchi e nuovi, segnaliamo un recente editoriale apparso su Carmilla Online. Sotto il titolo Igiene al posto della morale: il nuovo nazismo, Giuliano Gemma propone un testo stimolante pur se, ahimè, eccessivamente lungo. Eccone alcuni passaggi, a partire dal tema del tabagismo, su cui torneremo più approfonditamente domani:
E’ in atto da settimane un’esplosione di nucleo psicotico collettivo, che condiziona le semivite degli italiani, compulsivamente dediti ad accogliere in se stessi il messaggio di un ministro che vieta il fumo e si propone di “misurare la pancia agli italiani”. (…)
L’esplosione imbecille che si misura in questi giorni in ogni bar e ristorante e casa privata è un fumus: persecutorio. Persecutorio di chi? Dell’idea stessa di uomo. Come dicevo, non è qui questione delle eventuali cellule metastatiche in sede polmonare: chi qui scrive è un accanito fumatore, quasi un chain smoker. Il problema ben più profondo che si sta delineando ai nostri occhi è un altro: l’idea di una vita igienizzata è totalmente irrealistica. (…)
Lo scandalo che il reazionariato attuale pompa riguardo ai cosiddetti omicidi all’interno delle mura di casa è puramente retorico e omogeneo a una logica proibizionista e nazisticamente igienista, esattamente come nel caso del fumo. L’argomento è diverso, la sostanza è la medesima e lo schema retorico pure. (….)
Resistere nell’esistenza è impossibile: si muore, cicci belli, e non deve certo essere lo Stato, o fra’ Girolamo, a dircelo. Il problema non è non morire e nemmeno come morire, ma come vivere.
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