Di “cosa nostra” non si deve parlare

L’imperativo è sempre lo stesso: non se ne deve parlare. Di cosa? Della mafia, ovviamente. Come al nostro libro Te la do io Brasilia è toccato l’ostracismo di media e istituzioni culturali e politiche siciliane, così la trasmisione di Milena Gabanelli, “Report”, è diventata oggetto di violentissimi attacchi da parte del Presidente della Regione, Cuffaro, e dei partiti del centrodestra.
Denunciando come sia ancora realtà che un imprenditore finisca per lasciare la Sicilia dopo il terzo incendio del suo bar, che il sindaco di Gela denuncia che il 70 per cento degli appalti è sotto il controllo delle cosche, che le estorsioni non risparmiano nessuna attività, la trasmissione ha tentato di riportare all’attenzione dell’opinione pubblica una piaga da cui il nostro paese non è certo guarito, come invece tanto silenzio in proposito vorrebbe suggerire.
Ovviamente il capo dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani, ha chiesto l’intervento del direttore generale della Rai, Cattaneo, per rimediare a “un nuovo danno per la Sicilia”, come se il danno per la regione non fosse la mafia ma la verità di cui qualcuno osa ancora parlare. E speriamo di non vedere scomparire dai nostri teleschermi una delle ultime riserve indiane che non sono ancora presidio di nani e ballerine di regime.

Commenti

3 commenti to “Di “cosa nostra” non si deve parlare”

  1. marco rovelli on Gennaio 18th, 2005 20:00

    Per adesso non c’è molto da commentare, ma solo da leggere. Così, volevo dare il benvenuto a questo blog, di cui mi aveva detto Marcello.

  2. berny on Gennaio 19th, 2005 02:33

    grazie per la visita, e per far girare la voce sul nostro blog — commenti, rilanci o anche semplici saluti sono sempre benevenuti qui :)

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