Un grande libro per ritrovare la nostra storia

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Viviamo tempi oscuri, tempi di conformismi, di torpore intellettuale e morale, tempi di revisionismi, negazionismi, di cattiva memoria e pessima coscienza, tempi di deca-dimento, di snervamento e indifferenza, di affossamento degli ideali, di spaventoso de-grado, anche linguistico, di una società impestata dalla logica del profitto e da quella o-scena patologia che chiamiamo successo. In un quadro così grigio e avvilito, anche nelle sue lettere, trovarsi davanti a un’opera come questo Confinato di Maria Jatosti, restitui-sce la speranza - o l’illusione - che l’arte, la letteratura, e perfino singolo un libro, pos-sano in qualche modo incidere sull’andamento delle cose del mondo. O almeno nobil-mente provarci. Continua

Céline in camicia bruna. Un “voyage” immaginario

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Quinto volume della Collana “Benedetti/Maledetti” di Stampa Alternativa, Céline in camicia bruna di Hanns-Erich Kaminski è il racconto di un viaggio compiuto da Louis-Ferdinand Céline nella Germania nazista. Viaggio tuttavia immaginario, così come immaginario risulterebbe il mai provato collaborazionismo di Céline con i nazisti.
Non sono pochi gli studi dedicati a Céline, ma nessuno scritto come il raro libello del giornalista e poligrafo Kaminski ingenera tanti equivoci: fino a essere considerato, dagli anticéliniani ‘per principio’ e da lettori disattenti, una prova dell’accusa di collaborare coi nazisti rivolta a uno scrittore le cui innovazioni lessicali il critico e filologo Gianfranco Contini assimila al romanzo italiano Horcynus Orca (1975) di Stefano D’Arrigo. Continua

Come orientarsi nella bufera del dibattito sugli OGM?

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Il bruco dalle uova d’oro

Il pasticcere fa i dolci, il giudice i processi, l’ingegnere i ponti. E il ricercatore universitario? Scrive articoli scientifici da pubblicare su riviste specializzate. Quindi, dopo mesi di lavoro, ogni ricercatore si troverà davanti al monitor del suo computer a rispondere con un click alla seguente frase: “sei sicuro di voler spedire definitivamente questo articolo?” Prima di fare questo, tutti i ricercatori sono uguali. Continua

L’Italia dei delitti politici

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Delitti politici

Delitti politici. Quanti se ne contano nell’Italia degli ultimi 60 anni? Talmente tanti che non basterebbe un’enciclopedia. Per questo nel mio libro pubblicato da Stampa Alternativa ho deciso di sceglierne solo 15, alcuni molto noti (come il caso Calvi), che hanno fatto e fanno discutere, altri dimenticati, rimasti solo nel ricordo di chi ne fu toccato più da vicino (come la scomparsa dei giornalisti Toni e De Palo). L’ho definito un memorandum, perché proprio la memoria è importante per capire l’Italia, la sua deriva attuale, il permanente peso del crimine nelle vicende politiche. Continua

Maria Jatosti, una narratrice dalla penna incisiva e impietosa

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img_dg_newphp.jpeg L’immagine nota di Maria Jatosti è quella di una scrittrice che ha inciso con bisturi fermo e impietoso il corpo della propria esistenza a specchio di tempi difficili e contraddittori. Così ne Il confinato, ingiustamente dimenticato – e ora, dopo mezzo secolo dall’uscita, opportunamente riproposto – dove la tragedia pubblica del fascismo è rivissuta all’interno di un microcosmo familiare piccolo-borghese – il padre, maestro elementare costretto al confino in uno sperduto paese della Calabria, la moglie e i figli che lo seguono, e lei, la giovane che si fa adulta, sperimenta sulla propria pelle le ferite e le lacerazioni e muta come per miracolo il torbido sangue nell’acqua purissima di un impegno, anche politico, coerente sino in fondo, cioè sino al limite in cui nuovo sangue comincia a colare: siamo già dopo la guerra, dopo la Resistenza, dopo le elezioni del 18 aprile (sicché allora la morte del padre segna davvero la fine di un’epoca ma non la nascita di un tempo nuovo e migliore). Continua

Voci da “dentro”

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Urla a bassa voce - copertina
Finalmente poter ascoltare le “voci da dentro” stando qui fuori, senza dover origliare o sbirciare; ma solo perché loro, i 36 detenuti che hanno scritto insieme con la curatrice, Francesca de Carolis, questo notevole e scomodo libro[1] - sono quasi tutti reclusi in circuiti penitenziari differenziati. Voci che vengono dal carcere più duro che appare, dal punto di vista della durata, e non solo, come l’inferno (quanto dura l’inferno? Sempre. Quando finisce l’inferno? Mai): dal 41 bis riservato, al 41 bis, a quello ad Alta Sicurezza, all’Elevato Indice di Vigilanza che, dal 2009, è stato sostituito da tre sottocircuiti dell’Alta Sicurezza –. Continua

Un grande libro per ritrovare la nostra storia

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Viviamo tempi oscuri, tempi di conformismi, di torpore intellettuale e morale, tempi di revisionismi, negazionismi, di cattiva memoria e pessima coscienza, tempi di decadimento, di snervamento e indifferenza, di affossamento degli ideali, di spaventoso degrado, anche linguistico, di una società impestata dalla logica del profitto e da quella oscena patologia che chiamiamo successo. In un quadro così grigio e avvilito, anche nelle sue lettere, trovarsi davanti a un’opera come questo Confinato di Maria Jatosti, restituisce la speranza - o l’illusione - che l’arte, la letteratura, e perfino singolo un libro, possano in qualche modo incidere sull’andamento delle cose del mondo. O almeno nobilmente provarci. Continua

Santa Muerte. Santa popolare o setta satanica?

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Santa popolare o setta satanica? Madonna delle mafie e dei narcos messicani o protettrice dei più deboli e dei dimenticati? Un culto ancestrale di origine azteca oppure un feticcio commerciale 2.0? Tante sono state le accuse e tanti i falsi miti diffusi in questi anni che ancora oggi la Santa Muerte risulta un fenomeno sfumato e incompreso.
Due, forse 5 o 10 milioni sono i devoti del culto che più preoccupa la Chiesa in America. La chiamano Niña Bianca o Bonita (Bimba Bianca o Carina), Patrona, Flaquita (Magrolina) o Hermosa (Bella), ma resta sempre Lei, la Morte scarnificata con il saio francescano indosso, la falce e il mondo tra le mani ed il fedele gufo ad accompagnarla. Lei ti protegge, ma prima o poi ti porta via. E’ democratica perché non fa distinzioni tra ricchi e poveri. E’ potente perché l’ha creata Dio, ma sta sopra ai santi e a tutti i comuni mortali. Continua

Cucinare è un atto militante

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img_dg_newphp.jpeg La parmigiana di mia nonna è militante, perchè cucinata solo in agosto
Lo sono le fritture, contro chi dice che bisogna soffrire nella vita terrena mangiando leggero.
Mettersi ai fornelli ogni giorno, lasciando pantofole e televisioni, per occuparsi delle persone care, è gesto di coerenza.
Educare i pupi sin da piccoli ad apprendere il piacere di mangiar bene è atto di responsabilità civile. Continua

Poetica di un film

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dsc_0013.JPG “Venuto al mondo”, è il film tratto dall’omonimo libro di Margaret Mazzantini, per la regia di Sergio Castellitto, con Penelope Cruz ed Emile Hirsch. Nel cast anche Pietro Castellitto, Adnan Hasković, Saadet Aksoy, Luca De Filippo, Jane Birkin.
A quasi un mese dall’uscita, riscontra su facebook nella pagina ufficiale “Venuto al mondo - Il film”, un gran numero di fans, si va verso i 12.600. I commenti sono tutti entusiasti, estasiati e pieni di emozione. Qualcuno si spinge a proporlo per l’Oscar. E non ha tutti i torti. Continua

Bram Stoker, inventore di Dracula e precursore di Vampiri

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img_dg_newphp.jpegPer Bram Stoker il 2012 è stato un anno importante. Si sono celebrati i cento anni dalla sua morte (avvenuta il 20 aprile 1912) e la sua opera si è rivelata ancora attualissima e capace di sollecitare un interesse “multimediale”, come si dice oggi con un termine assolutamente ignoto ai tempi di Stoker.
Senza il suo romanzo più famoso, Dracula, probabilmente oggi nessun teenager si appassionerebbe ai vampiri della saga Twilight appena conclusa sul grande schermo con il suo ultimo capitolo. Né il pubblico televisivo si appassionerebbe alle tante serie tv a tema vampiresco e di successo straordinario, come “True Blood” e “The Vampire Diaries”. Continua

La grammatica della fantasia di Antonio Rubino

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copertina

Molto noto e apprezzato come illustratore e autore di narrativa grafica, Antonio Rubino (1880-1964) è decisamente sottovalutato come scrittore. Eppure –questo libro ne è la dimostrazione– le Fiabe del tempo futuro che tra il 1932 e 1934 pubblicò nel «Corriere dei piccoli» sono davvero straordinarie per inventiva linguistica e narrativa.
Esse appaiono un’applicazione ante litteram di quella «grammatica della fantasia» che Gianni Rodari avrebbe teorizzato molti anni dopo, e viene da chiedersi se questa impressione non derivi da un’effettiva influenza di Rubino su Rodari. Rubino non ha nessuno dei difetti della gran parte degli scrittori italiani per l’infanzia a lui contemporanei, non è quasi mai “retorico” nel senso deteriore del termine. Lo è, al contrario, in senso buono (e tecnico), e la sua è una retorica scintillante, dove l’umorismo è tutt’uno con l’intelligenza e con l’impegno etico. Continua

BANDITE! Brigantesse e partigiane

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img_dg_newphp.jpeg Con questo libro Pino Casamassima torna sul famoso luogo del delitto: dopo “Donne di piombo” (Bevivino), in cui ricostruisce le storie di undici terroriste, l’autore de “Il libro nero delle Brigate rosse” (Newton&Compton) e “Gli irriducibili” (Laterza) affronta nuovamente il tema delle donne in armi. La prima parte di “Bandite!” – il cui titolo dispregiativo riverbera l’aggettivo col quale i nazifascisti chiamavano i partigiani – è composta da storie di brigantesse: non “drude” al seguito di briganti, ma esse stesse ricercate come autrici di sequestri e omicidi. Capobanda diventate tali dopo l’uccisione o la cattura del loro uomo. Ormai rotto l’equilibrio individuale e sociale che ne contestualizzava comunque l’esistenza in territori dominati dalla sopraffazione e l’ingiustizia, la donna che raccoglie il fucile per proseguire in armi una lotta destinata all’inevitabile sconfitta, diventa ancora più feroce nella sua azione rispetto ai briganti maschi, e questo perché la rottura di quell’equilibrio ha determinato la svestizione della sua femminilità per indossare gli abiti maschili della violenza, diventando più “maschia” dei maschi. Continua

I poeti maledetti

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È una piccola miniera di cose e di storie questa ormai leggendaria antologia di Paul Verlaine, che col suo titolo ha creato anche un’etichetta valida almeno quanto quella di “Gioventù perduta” che Gertrude Stein diede alla generazione di mezzo degli Hemingway e dei Fitzgerald (forse la più grande di tutte, posso dirlo?). Scorrendone le righe si può incontrare un poeta anomalo e immenso come Tristan Corbière, si può esplorare l’inconsueta e inquietante bellezza poetica di Stéphane Mallarmé, si può assaggiare la snobistica e originale prosa di Villiers de l’Isle-Adam, si può soprattutto scoprire la dolce morbidezza dei versi di Marceline Desbordes-Valmore, una voce purtroppo misconosciuta ma che ha la grandezza e lo spessore di Emily Dickinson, anticipandola di qualche anno tra l’altro. Continua

“FALCE E RASTRELLO”, LA “BIBBIA” DEL GUERRILLA GARDENING

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Falce e rastrello

Sorrisi, buona volontà, un pizzico di organizzazione, qualche nozione di giardinaggio e le armi (falci, rastrelli, zappe e bombe di semi) : sono alcuni degli ingredienti del guerrilla gardening, forma di “lotta” urbana che trasforma spazi abbandonati delle nostre città in angoli fioriti, si appropria di spazi pubblici soffocati dal cemento e dall’incuria e crea piccoli angoli di verde urbano.
Oggi, con azioni in tutta Italia, si è svolta la Giornata Nazionale del Guerrilla Gardening. Obiettivo: piantare e mettere a dimora più alberi e piante possibile. Lasciando un segno di speranza, di colore, di profumo, di bellezza. Continua

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